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<blockquote data-quote="Ser pecora" data-source="post: 2774942" data-attributes="member: 1850"><p>Mi pare che la risposta stia già nelle tue premesse.</p><p>Ovvero: che differenza c'è tra un terzista ed un telaista "artigiano"?</p><p>Semplice: <u>il terzista punta sulla quantità</u>. </p><p>Ergo i tuoi prodotti sono fatti con meno cura (in teoria almeno) visto che non puoi metterci 6 mesi a fare 1 telaio, se ne devi consegnare 300 nello stesso tempo...</p><p></p><p>Se uno lavora da solo già con 300 telai all'anno siamo al limite "dell'artigianalità". </p><p>Con 1000 telai all'anno quasi sicuramente siamo già nel campo dell'"impresa" con almeno un paio di dipendenti o più per rimanere su standard qualitativi di primo livello. Altrimenti vien da se che da qualche parte devi economizzare in tempo di esecuzione...</p><p></p><p>Poi c'è la componente "ricerca&sviluppo": un artigiano vero fa un po' quello che gli pare o perlomeno propone quello che gli piace. Un terzista fa quello che gli ordinano. Che gli piaccia o meno.</p><p>Cio' non esclude che l'artigiano rinomato non si sia fatto la gavetta come terzista...</p><p></p><p>Infine c'è la componente marketing. Un bravo artigiano è innanzitutto un promotore dei propri prodotti.</p><p>Leggetevi cosa dice Richard Sachs a riguardo: l'artigiano è un professionista a 360° che confeziona un prodotto. </p><p>Chi pensa il contrario non dura a lungo <u>nel mercato</u>.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Ser pecora, post: 2774942, member: 1850"] Mi pare che la risposta stia già nelle tue premesse. Ovvero: che differenza c'è tra un terzista ed un telaista "artigiano"? Semplice: [U]il terzista punta sulla quantità[/U]. Ergo i tuoi prodotti sono fatti con meno cura (in teoria almeno) visto che non puoi metterci 6 mesi a fare 1 telaio, se ne devi consegnare 300 nello stesso tempo... Se uno lavora da solo già con 300 telai all'anno siamo al limite "dell'artigianalità". Con 1000 telai all'anno quasi sicuramente siamo già nel campo dell'"impresa" con almeno un paio di dipendenti o più per rimanere su standard qualitativi di primo livello. Altrimenti vien da se che da qualche parte devi economizzare in tempo di esecuzione... Poi c'è la componente "ricerca&sviluppo": un artigiano vero fa un po' quello che gli pare o perlomeno propone quello che gli piace. Un terzista fa quello che gli ordinano. Che gli piaccia o meno. Cio' non esclude che l'artigiano rinomato non si sia fatto la gavetta come terzista... Infine c'è la componente marketing. Un bravo artigiano è innanzitutto un promotore dei propri prodotti. Leggetevi cosa dice Richard Sachs a riguardo: l'artigiano è un professionista a 360° che confeziona un prodotto. Chi pensa il contrario non dura a lungo [U]nel mercato[/U]. [/QUOTE]
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