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[Test] Bianchi Sempre
Testo
<blockquote data-quote="Sobber" data-source="post: 2406172" data-attributes="member: 13531"><p>Ciao Abatta, era chiaro che la ricerca della 'leggerezza' era solo un innocente esercizio aritmetico, così "pour parler", "informal discussion" :dentone:</p><p>E' un peccato invece che chi solo 10 anni fà pedalava su una signora bicicletta da 9kg per 2 milioni di Lire oggi non sia più in grado di distinguere una BIANCHI da un altro telaio prodotto a Taiwan solo perchè magari sull'obliquo manca il logo, ...a meno che non si tratti di riproduzioni o casi di contraffazione. Ad ogni modo aspetto anch'io una fonte un link o un qualunque indizio che supporti quanto affermato. </p><p></p><p>Per le pesche (e le nettarine no??!? <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/sbavon.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":sbavon:" title="Sbavon :sbavon:" data-shortname=":sbavon:" />) e ancor di più perchè con frasi fatte si continua ad additare il mostro Taiwan, rispondo a te ma riguarda tutti noi: chi ti assicura che quelle pesche che paghi di più e puoi scegliere personalmente sono di produzione locale, provenienti da filiera corta? Leggo nella firma che sei di Torino, saprai che sulla Tangenziale nord di Torino si affacciano le sedi di una grossa realtà con sede a Grugliasco, una multinazionale costituita da più società che realizza la metà del suo giro d' affari con prodotti di importazione, principalmente agrumi, pere e mele, da Francia e Spagna, Argentina e Sudafrica, volumi globali per 71.600 Tonnellate di frutta importata e commercializzata, miliardi di fatturato, per il 2009 più di quello che fattura Bulgari. I titolari hanno via via allargato il loro raggio di azione dalle banane alle pere argentine, continuando con i pompelmi israeliani e gli ananas ivoriani, l' uva sudafricana e le mele neozelandesi etc. etc. pesche spagnole e cilene comprese (giusto per tornare al tuo esempio). Posso fornirti i link di quello che scrivo, dove anche i titolari dichiarano che già negli anni '70 le pere non erano più italiane, le importavano dall' Argentina per averle tutto l' anno. Poi si sono spostati in Cile per produrre pesche, dopodiché hanno avviato una cooperativa in Ghana per la coltivazione di ananas, in Brasile con la produzione di manghi e papaya. Con una struttura molto segmentata, e divisa per specialità, tutte regolarmente certificate, sono anche passati ai funghi porcini, raccolti e lavorati in Polonia, Bulgaria e Romania, dove crescono con più frequenza, alla frutta esotica e alle mele cinesi, di cui sono diventati importatori, e hanno siglato un accordo con un' azienda cinese per impiantare una coltivazione di kiwi a livello locale. Moltiplica tutto questo per tutti i settori dell'agroalimentare (noi importiamo anche latte e prodotti derivati, comprese le mozzarelle che diventano blu, olio, riso, pesce, crostacei, carni fresche e cotte, bovine e ovine ma anche animali vivi etc. etc.) e poi moltiplica questo prodotto ancora per 20, tante quante sono le regioni italiane, e potrai avere un idea dei volumi delle importazioni. Non pensare che dopo la fissa per i calcoli dei pesi della "Sempre" ora io voglia far fare un lavoraccio anche a te, :eek: ma questo è quello che mettiamo a tavola per noi e per i nostri figli, pesche comprese. Cos'è allora, tutta robaccia? In questo importante settore ci preoccupiamo molto poco del Made in Italy anzi al fruttivendolo chiediamo l'uva e l'anguria solo a giugno quando sono pronte solo in Egitto (e la filiera agricola nazionale è severamente in ginocchio) e al telaio della nostra bici non è permesso che arrivi da Taiwan? <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_rolleyes.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":roll:" title="Icon Rolleyes :roll:" data-shortname=":roll:" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Sobber, post: 2406172, member: 13531"] Ciao Abatta, era chiaro che la ricerca della 'leggerezza' era solo un innocente esercizio aritmetico, così "pour parler", "informal discussion" :dentone: E' un peccato invece che chi solo 10 anni fà pedalava su una signora bicicletta da 9kg per 2 milioni di Lire oggi non sia più in grado di distinguere una BIANCHI da un altro telaio prodotto a Taiwan solo perchè magari sull'obliquo manca il logo, ...a meno che non si tratti di riproduzioni o casi di contraffazione. Ad ogni modo aspetto anch'io una fonte un link o un qualunque indizio che supporti quanto affermato. Per le pesche (e le nettarine no??!? :sbavon:) e ancor di più perchè con frasi fatte si continua ad additare il mostro Taiwan, rispondo a te ma riguarda tutti noi: chi ti assicura che quelle pesche che paghi di più e puoi scegliere personalmente sono di produzione locale, provenienti da filiera corta? Leggo nella firma che sei di Torino, saprai che sulla Tangenziale nord di Torino si affacciano le sedi di una grossa realtà con sede a Grugliasco, una multinazionale costituita da più società che realizza la metà del suo giro d' affari con prodotti di importazione, principalmente agrumi, pere e mele, da Francia e Spagna, Argentina e Sudafrica, volumi globali per 71.600 Tonnellate di frutta importata e commercializzata, miliardi di fatturato, per il 2009 più di quello che fattura Bulgari. I titolari hanno via via allargato il loro raggio di azione dalle banane alle pere argentine, continuando con i pompelmi israeliani e gli ananas ivoriani, l' uva sudafricana e le mele neozelandesi etc. etc. pesche spagnole e cilene comprese (giusto per tornare al tuo esempio). Posso fornirti i link di quello che scrivo, dove anche i titolari dichiarano che già negli anni '70 le pere non erano più italiane, le importavano dall' Argentina per averle tutto l' anno. Poi si sono spostati in Cile per produrre pesche, dopodiché hanno avviato una cooperativa in Ghana per la coltivazione di ananas, in Brasile con la produzione di manghi e papaya. Con una struttura molto segmentata, e divisa per specialità, tutte regolarmente certificate, sono anche passati ai funghi porcini, raccolti e lavorati in Polonia, Bulgaria e Romania, dove crescono con più frequenza, alla frutta esotica e alle mele cinesi, di cui sono diventati importatori, e hanno siglato un accordo con un' azienda cinese per impiantare una coltivazione di kiwi a livello locale. Moltiplica tutto questo per tutti i settori dell'agroalimentare (noi importiamo anche latte e prodotti derivati, comprese le mozzarelle che diventano blu, olio, riso, pesce, crostacei, carni fresche e cotte, bovine e ovine ma anche animali vivi etc. etc.) e poi moltiplica questo prodotto ancora per 20, tante quante sono le regioni italiane, e potrai avere un idea dei volumi delle importazioni. Non pensare che dopo la fissa per i calcoli dei pesi della "Sempre" ora io voglia far fare un lavoraccio anche a te, :eek: ma questo è quello che mettiamo a tavola per noi e per i nostri figli, pesche comprese. Cos'è allora, tutta robaccia? In questo importante settore ci preoccupiamo molto poco del Made in Italy anzi al fruttivendolo chiediamo l'uva e l'anguria solo a giugno quando sono pronte solo in Egitto (e la filiera agricola nazionale è severamente in ginocchio) e al telaio della nostra bici non è permesso che arrivi da Taiwan? :roll: [/QUOTE]
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