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Test Conconi, incremento di circa 40 watt
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 2142356" data-attributes="member: 5183"><p>Quoto solo questa parte, anche se sono d'accordo anche sul resto. <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /></p><p>Nel mio ultimo inervento mi riferivo a provare a fare un confronto non solo fra grandezze fisiche (potenza e velocità), ma anche e soprattutto fra grandezze fisiologiche ed effetto allenante: i già citati TSS, NP e IF, ma anche analisi di forza/cadenza (quadrant analisys) e, perchè no, i parametri di carico cardiocircolatorio derivati da rilevazione del battito cadiaco: dal più semplice e meno accurato TRaining IMPulse (TRIMP) al più evoluto e fisiologicamente rilevante accumulo di debito di ossigeno (Excess Post-exercise Oxygen Consumption, EPOC).</p><p></p><p>Non sottovalutare la "potenza" delle sensazioni. :asd2:</p><p>Sono evidentemente un parametro soggettivo, ma che tipicamente non mente. Il fatto che non si sia ancora trovata una grandezza oggettiva ed univoca in grado di quantificarla non significa che non se ne debba tenere conto, ma solo che la modellizzazione non è sufficientemente accurata e contemporaneamente semplice per poter essere applicata sul campo.</p><p> </p><p>Se ci pensi, anche in molte applicazioni ingegneristiche (penso ai problemi geotecnici e alla fatica dei materiali) il sistema è così complesso che in pratica non è possibile ottenerne una descrizione al livello di dettaglio richiesto per comprenderne tutti i particolari, ma questo non impedisce di ottenerne da almeno un paio di secoli soluzioni valide ed affidabili tramite modelli derivati da metodo osservazionale e sperimentazione.</p><p> </p><p>Se questo discorso non ti ha convinto, puoi renderti conto della rilevanza delle "sensazioni" in ambito di programmazione e gestione dell'allenamento se consideri che spesso i software di analisi prevedono l'inserimento del Rate of Perceived Exertion (RPE). Pur essendo una valutazione soggettiva, quando si ha a che fare con sistemi biologici la ripetizione delle medesime condizioni meccaniche esterne non necessariamente è indice dei medesimi adattamenti fisiologici indotti, e la sensazione di fatica percepita dall'atleta può essere intesa come un indicatore per contestualizzare e validare i dati rilevati.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 2142356, member: 5183"] Quoto solo questa parte, anche se sono d'accordo anche sul resto. o-o Nel mio ultimo inervento mi riferivo a provare a fare un confronto non solo fra grandezze fisiche (potenza e velocità), ma anche e soprattutto fra grandezze fisiologiche ed effetto allenante: i già citati TSS, NP e IF, ma anche analisi di forza/cadenza (quadrant analisys) e, perchè no, i parametri di carico cardiocircolatorio derivati da rilevazione del battito cadiaco: dal più semplice e meno accurato TRaining IMPulse (TRIMP) al più evoluto e fisiologicamente rilevante accumulo di debito di ossigeno (Excess Post-exercise Oxygen Consumption, EPOC). Non sottovalutare la "potenza" delle sensazioni. :asd2: Sono evidentemente un parametro soggettivo, ma che tipicamente non mente. Il fatto che non si sia ancora trovata una grandezza oggettiva ed univoca in grado di quantificarla non significa che non se ne debba tenere conto, ma solo che la modellizzazione non è sufficientemente accurata e contemporaneamente semplice per poter essere applicata sul campo. Se ci pensi, anche in molte applicazioni ingegneristiche (penso ai problemi geotecnici e alla fatica dei materiali) il sistema è così complesso che in pratica non è possibile ottenerne una descrizione al livello di dettaglio richiesto per comprenderne tutti i particolari, ma questo non impedisce di ottenerne da almeno un paio di secoli soluzioni valide ed affidabili tramite modelli derivati da metodo osservazionale e sperimentazione. Se questo discorso non ti ha convinto, puoi renderti conto della rilevanza delle "sensazioni" in ambito di programmazione e gestione dell'allenamento se consideri che spesso i software di analisi prevedono l'inserimento del Rate of Perceived Exertion (RPE). Pur essendo una valutazione soggettiva, quando si ha a che fare con sistemi biologici la ripetizione delle medesime condizioni meccaniche esterne non necessariamente è indice dei medesimi adattamenti fisiologici indotti, e la sensazione di fatica percepita dall'atleta può essere intesa come un indicatore per contestualizzare e validare i dati rilevati. [/QUOTE]
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