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The Program - Ben Foster e il programma di Armstrong
Testo
<blockquote data-quote="lap74" data-source="post: 6213223" data-attributes="member: 9520"><p>Com già detto da tanti altri anche io credo che Armstrong senza Ferrari di Tour non ne vinceva nemmeno uno. Che Ferrari nella materia fosse il migliore mi pare evidente come é evidente che nemmeno gli avversari di Armstrong fossero delle verginelle, tuttavia credo che gli altri fossero più o meno sullo stesso piano mentre Armstrong era ad un livello nettamente superiore, tant’è che pretendeva l’esclusiva di Ferrari perché lui per primo sapeva che se qualcuno avesse fatto le stesse cose che faceva lui avrebbe potuto essere più forte di lui. La storia ci insegna che l’americano aveva un gran fisico, sicuramente per il triathlon e forse anche per le corse in bici di un giorno, non certo per vincere una grande corsa a tappe, figuriamoci 7, come anche Ferrari nelle dichiarazioni che gli vengono attribuite ammette.</p><p>Probabilmente Armstrong é il miglior prodotto ed il più grande successo di Ferrari perché il prof. riesce a vincere una corsa a tappe di 3 settimane con un corridore che non ha quasi nessuna attitudine per farlo. Questo ci deve spaventare e far pensare perché mette a rischio l’affermazione tanto abusata e sbandierata su questo forum: “un ronzino non può diventare un cavallo!”. Affermazione assolutamente contestata anche da Donati nei suoi pregevoli libri che esorto tutti a leggere.</p><p>Che poi Armatrong abbia delle qualità caratteriali straordinarie (e anche un gran c...o diciamolo) é indubbio, ma solo con quelle, lo ripeto, non avrebbe vinto 7 tour , anzi, nemmeno uno, chiedere allo stesso Ferrari per la conferma.</p><p>Io nell’albo d’oro di quei 7 tour metterei piuttosto il nome di Ferrari.......e forse non solo in quei 7.</p><p>Gli altri corridori non hanno mia rivendicato le vittorie al tour perché avevano la coscienza sporca almeno quanto Armstrong, cosa avrebbero dovuto dire, ho vinto io perché ero meno (o peggio) dopato di lui!? Andiamo su, Non avevano alcun interesse ad andare a scavare per paura che tirassero fuori i loro scheletri e per non scoperchiare tutto il marciume che c’era.</p><p>Hamilton, gregario di Armstrong, che, a quanto si dice, aveva valori fisiologici addiritura migliori del capitano, nel suo libro dice candidamente che senza doping non avrebbe nemmeno finito una corsa.....</p><p>Quello che mi intristisce é che noi appassionati siamo qui a discutere ma il problema é che non sapremo mai chi era veramente il più forte perché non correvano (e, permettetemelo, non corrono!) in condizioni di parità, nemmeno di doping, e comunque non tutti i corridori reagiscono allo stesso modo alle stesse sostanze. Il rischio, anzi è una certezza visto che si è già verificato, é che a vincere sia il più scaltro ( veggasi Armstrong) o quello che reagisce meglio alle cure.......</p><p>Dimenticavo! a livello pro una differenza del 5% nelle prestazioni distingue un corridore normale da un campione, cosa può fare un 20%, che é il guadagno ipotetico che Donati attribuisce “a spanne” (vedi vicenda Conconi) al doping ematico?</p><p>Ebbene sì: “un asino può diventare un cavallo!”</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="lap74, post: 6213223, member: 9520"] Com già detto da tanti altri anche io credo che Armstrong senza Ferrari di Tour non ne vinceva nemmeno uno. Che Ferrari nella materia fosse il migliore mi pare evidente come é evidente che nemmeno gli avversari di Armstrong fossero delle verginelle, tuttavia credo che gli altri fossero più o meno sullo stesso piano mentre Armstrong era ad un livello nettamente superiore, tant’è che pretendeva l’esclusiva di Ferrari perché lui per primo sapeva che se qualcuno avesse fatto le stesse cose che faceva lui avrebbe potuto essere più forte di lui. La storia ci insegna che l’americano aveva un gran fisico, sicuramente per il triathlon e forse anche per le corse in bici di un giorno, non certo per vincere una grande corsa a tappe, figuriamoci 7, come anche Ferrari nelle dichiarazioni che gli vengono attribuite ammette. Probabilmente Armstrong é il miglior prodotto ed il più grande successo di Ferrari perché il prof. riesce a vincere una corsa a tappe di 3 settimane con un corridore che non ha quasi nessuna attitudine per farlo. Questo ci deve spaventare e far pensare perché mette a rischio l’affermazione tanto abusata e sbandierata su questo forum: “un ronzino non può diventare un cavallo!”. Affermazione assolutamente contestata anche da Donati nei suoi pregevoli libri che esorto tutti a leggere. Che poi Armatrong abbia delle qualità caratteriali straordinarie (e anche un gran c...o diciamolo) é indubbio, ma solo con quelle, lo ripeto, non avrebbe vinto 7 tour , anzi, nemmeno uno, chiedere allo stesso Ferrari per la conferma. Io nell’albo d’oro di quei 7 tour metterei piuttosto il nome di Ferrari.......e forse non solo in quei 7. Gli altri corridori non hanno mia rivendicato le vittorie al tour perché avevano la coscienza sporca almeno quanto Armstrong, cosa avrebbero dovuto dire, ho vinto io perché ero meno (o peggio) dopato di lui!? Andiamo su, Non avevano alcun interesse ad andare a scavare per paura che tirassero fuori i loro scheletri e per non scoperchiare tutto il marciume che c’era. Hamilton, gregario di Armstrong, che, a quanto si dice, aveva valori fisiologici addiritura migliori del capitano, nel suo libro dice candidamente che senza doping non avrebbe nemmeno finito una corsa..... Quello che mi intristisce é che noi appassionati siamo qui a discutere ma il problema é che non sapremo mai chi era veramente il più forte perché non correvano (e, permettetemelo, non corrono!) in condizioni di parità, nemmeno di doping, e comunque non tutti i corridori reagiscono allo stesso modo alle stesse sostanze. Il rischio, anzi è una certezza visto che si è già verificato, é che a vincere sia il più scaltro ( veggasi Armstrong) o quello che reagisce meglio alle cure....... Dimenticavo! a livello pro una differenza del 5% nelle prestazioni distingue un corridore normale da un campione, cosa può fare un 20%, che é il guadagno ipotetico che Donati attribuisce “a spanne” (vedi vicenda Conconi) al doping ematico? Ebbene sì: “un asino può diventare un cavallo!” [/QUOTE]
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