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The Program - Ben Foster e il programma di Armstrong
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<blockquote data-quote="123lorka" data-source="post: 6217034" data-attributes="member: 6775"><p>Ho detto che non parlavo piu di LA ma non riesco a non risponderti (umana debolezza). Purtroppo gli uomini (da sempre) hanno bisogno dei miti, degli invincibili, di quelli senza macchia. Non esistono. La cosa piu semplice per noi tutti e semplificare al massimo. Dire prima “E una legenda vivente”, inutile semplificazione, e poi “nessuno ha mai imbrogliato come lui nella storia dell’universo”, altro modo di banalizzare la vicenda. Oggi i media ci hanno portato a questo, tutto subito, o bianco o nero. Invece se uno si prende il tempo di riflettere capisce che le situazioni sono molto piu complesse di quelle che appaiono, in primis mettendo le cose in prospettiva e nell’epoca e nel contesto in cui queste sono avvenute. Ovvio che e mooollltttoooo piu semplice bollare le cose e le persone con un “MITO” prima e “IMBROGLIONE” poi. Ora, che uno a 14-15-16-17 anni viva di miti e si crei delle leggende per vivere meglio (non solo nello sport ovviamente) mi sta bene e ci sta perche cerca dei modelli da seguire, ma che una persona di 30-40-50 anni non rifletta un po di piu questo proprio non lo capisco. Non si tratta di relativizzare le cose (LA ha imbrogliato su questo non ci piove!!!) ma di guardarle da diversi punti di vista e nella loro complessita. Quando usi i termini tipo “uno che ha vinto il cancro“ mi fa capire che ragioni ancora per “miti”. LA non ha vinto il cancro e GUARITO grazie alla medicina e a Dio (per chi ci crede). In quella situazione lui tranne curarsi nel modo migliore che poteva (anche perche aveva una discreta disponibilità economica) non poteva fare altro. Ora, invece di dire, e stato fortunato e miracolato, perche e stato solo questo, noi diciamo: “ha sconfitto il cancro con la sua enorme forza di volonta” e cosi ci creiamo un mito. Ma ricordo ancora benissimo le BAGGIANATE che diceva Cassani esaltando LA nel 2000. “ I medici mi dissero: hai il 50% di possibilita di morire. Molto dipende dalla mia volonta di vivere e di lottare. Io quella volonta l’ho sempre avuta dentro”… una fesseria che pero dopo il cancro diventa leggenda e crea il mito. Passa il messaggio che non e guarito grazie alla medicina (che diventa quasi fattore marginale), ma grazie alla sua voglia di guarire (come se gli altri che ai me muoiono non avessero questa voglia)....e noi come polli ci beviamo tutto per poi renderci con che il mito, il supereroe (che e SOLO un uomo come tutti noi) non e poi cosi leggendario. A quel punto la delusione e tanta e tale che ci fa dire frasi del tipo “e il piu grande imbroglione nella storia degli sport”….</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="123lorka, post: 6217034, member: 6775"] Ho detto che non parlavo piu di LA ma non riesco a non risponderti (umana debolezza). Purtroppo gli uomini (da sempre) hanno bisogno dei miti, degli invincibili, di quelli senza macchia. Non esistono. La cosa piu semplice per noi tutti e semplificare al massimo. Dire prima “E una legenda vivente”, inutile semplificazione, e poi “nessuno ha mai imbrogliato come lui nella storia dell’universo”, altro modo di banalizzare la vicenda. Oggi i media ci hanno portato a questo, tutto subito, o bianco o nero. Invece se uno si prende il tempo di riflettere capisce che le situazioni sono molto piu complesse di quelle che appaiono, in primis mettendo le cose in prospettiva e nell’epoca e nel contesto in cui queste sono avvenute. Ovvio che e mooollltttoooo piu semplice bollare le cose e le persone con un “MITO” prima e “IMBROGLIONE” poi. Ora, che uno a 14-15-16-17 anni viva di miti e si crei delle leggende per vivere meglio (non solo nello sport ovviamente) mi sta bene e ci sta perche cerca dei modelli da seguire, ma che una persona di 30-40-50 anni non rifletta un po di piu questo proprio non lo capisco. Non si tratta di relativizzare le cose (LA ha imbrogliato su questo non ci piove!!!) ma di guardarle da diversi punti di vista e nella loro complessita. Quando usi i termini tipo “uno che ha vinto il cancro“ mi fa capire che ragioni ancora per “miti”. LA non ha vinto il cancro e GUARITO grazie alla medicina e a Dio (per chi ci crede). In quella situazione lui tranne curarsi nel modo migliore che poteva (anche perche aveva una discreta disponibilità economica) non poteva fare altro. Ora, invece di dire, e stato fortunato e miracolato, perche e stato solo questo, noi diciamo: “ha sconfitto il cancro con la sua enorme forza di volonta” e cosi ci creiamo un mito. Ma ricordo ancora benissimo le BAGGIANATE che diceva Cassani esaltando LA nel 2000. “ I medici mi dissero: hai il 50% di possibilita di morire. Molto dipende dalla mia volonta di vivere e di lottare. Io quella volonta l’ho sempre avuta dentro”… una fesseria che pero dopo il cancro diventa leggenda e crea il mito. Passa il messaggio che non e guarito grazie alla medicina (che diventa quasi fattore marginale), ma grazie alla sua voglia di guarire (come se gli altri che ai me muoiono non avessero questa voglia)....e noi come polli ci beviamo tutto per poi renderci con che il mito, il supereroe (che e SOLO un uomo come tutti noi) non e poi cosi leggendario. A quel punto la delusione e tanta e tale che ci fa dire frasi del tipo “e il piu grande imbroglione nella storia degli sport”…. [/QUOTE]
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