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AAA Compagni di avventura cercasi
Piemonte-Valle d'Aosta-Liguria
Torino e dintorni... parte 16
Testo
<blockquote data-quote="cinelli" data-source="post: 5578625" data-attributes="member: 16798"><p>Certo, triathlon sprint e cronometro (breve) sono due casi ove lavori specifici per la forza possono aver senso anche per un semplice amatore.</p><p></p><p></p><p></p><p></p><p>Per una volta non siamo del tutto d'accordo...</p><p>1) la forza applicata ai pedali nella SFR classica fatto bene e' il massimo sopportabile in quell'allenamento, o dovrebbe esserla... altroche insufficiente. Ricordiamo che la forza (in rapporto al peso) dipende solo dalla pendenza della salita e della durezza del rapporto, la velocita' non influisce sulla forza che rimane tale anche stando fermo sui pedali. Dunque la velocita' serve solo per garantire una cadenza sufficiente per garantire contrazioni del muscolo e per non rendere difficile l'equilibrio ed e' possibile mantenere la potenza a livelli abbastanza modesti come testimonia il cuore al medio. </p><p>2) certo che 40rpm e' aspecifico per il ciclismo, come lo e' anche il procedere senza utilizzare il tronco e le bracce... le SFR alla fine sono un esercizio di palestra trasferito sulla strada. Ma proprio perche' cosi' lontano dal solito gesto ciclistico molti (me compresi) ritengono che non faccia confusione di coordinamento neuromuscolare, come non lo fa il cammino in salita per che corre a piedi. Mentre chi come te cerca di ottenere stimoli simili tramite situazioni piu' vicina al normale ciclismo rischia sia di perdere i benefici specifici (forza difficile da dosare e sotto-massimale) sia di prendere cattivi abitudini (eccessiva affidamento sulla forza in salita e pedalata non rotonda).</p><p>Ma buona parte della decisione si base anche sul carico cardiovascolare desiderato... un amatore con solo 4 ore alla settimana per allenarsi potrebbe considerare il 90-95% cardiaco ideale, mentre per chi sorbisce gia' piu' carico da gare ed allenamento poter limitarsi al 75% e un grande vantaggio.</p><p></p><p></p><p></p><p>1)Certo che si impara a tirare, potenzialmente si arrotondisce la pedalata</p><p>2) male non fa... fin quando lo fa <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/party.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":-x" title="Party :-x" data-shortname=":-x" /></p><p>Parliamo sempre di forza massimale, e quando si porta al massimo qualche pezzo del corpo (in questo caso tendini e ginocchie) e bene che sia in ottima saluta ed abituato al carico. Io non consiglierei allenamenti del genere a chi ha il minimo problema o comunque non sia abituato a spingere forte in gara.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="cinelli, post: 5578625, member: 16798"] Certo, triathlon sprint e cronometro (breve) sono due casi ove lavori specifici per la forza possono aver senso anche per un semplice amatore. Per una volta non siamo del tutto d'accordo... 1) la forza applicata ai pedali nella SFR classica fatto bene e' il massimo sopportabile in quell'allenamento, o dovrebbe esserla... altroche insufficiente. Ricordiamo che la forza (in rapporto al peso) dipende solo dalla pendenza della salita e della durezza del rapporto, la velocita' non influisce sulla forza che rimane tale anche stando fermo sui pedali. Dunque la velocita' serve solo per garantire una cadenza sufficiente per garantire contrazioni del muscolo e per non rendere difficile l'equilibrio ed e' possibile mantenere la potenza a livelli abbastanza modesti come testimonia il cuore al medio. 2) certo che 40rpm e' aspecifico per il ciclismo, come lo e' anche il procedere senza utilizzare il tronco e le bracce... le SFR alla fine sono un esercizio di palestra trasferito sulla strada. Ma proprio perche' cosi' lontano dal solito gesto ciclistico molti (me compresi) ritengono che non faccia confusione di coordinamento neuromuscolare, come non lo fa il cammino in salita per che corre a piedi. Mentre chi come te cerca di ottenere stimoli simili tramite situazioni piu' vicina al normale ciclismo rischia sia di perdere i benefici specifici (forza difficile da dosare e sotto-massimale) sia di prendere cattivi abitudini (eccessiva affidamento sulla forza in salita e pedalata non rotonda). Ma buona parte della decisione si base anche sul carico cardiovascolare desiderato... un amatore con solo 4 ore alla settimana per allenarsi potrebbe considerare il 90-95% cardiaco ideale, mentre per chi sorbisce gia' piu' carico da gare ed allenamento poter limitarsi al 75% e un grande vantaggio. 1)Certo che si impara a tirare, potenzialmente si arrotondisce la pedalata 2) male non fa... fin quando lo fa :-x Parliamo sempre di forza massimale, e quando si porta al massimo qualche pezzo del corpo (in questo caso tendini e ginocchie) e bene che sia in ottima saluta ed abituato al carico. Io non consiglierei allenamenti del genere a chi ha il minimo problema o comunque non sia abituato a spingere forte in gara. [/QUOTE]
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