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La mia bici - review
Trek Boone 9 Disc Di2 - Autoassemblata
Testo
<blockquote data-quote="faberfortunae" data-source="post: 5545672" data-attributes="member: 38293"><p>Capitolo indispensabilità o meno dei freni a disco. </p><p>Se uno prende una bici come la Boone, per me non ha senso non dotarla di impianto a disco. E' una bici dedicata al cross ma, come abbiamo letto, adattabilissima anche al gravel ed alla strada. E quindi se si va per boschi e sterrati, e se la stagione non è proprio bellissima, sarebbe un peccato privarsi dell'efficienza sull'umido/bagnato dei freni a disco. Idraulici meglio, indubbiamente. Ma bisogna abituarsi. </p><p></p><p>Su strada, secondo me, non sono indispensabili. Si può frenare bene anche con altre soluzioni. Se si usa la bici anche quando piove o promette di farlo, però, servono ed aiutano. </p><p>Se si è impediti in discesa e si usano i freni in continuazione, aiutano perché danno sicurezza (è per questo che i pro' sono riluttanti, frenano poco; ma noi NON siamo pro').</p><p>Saranno il futuro? Chi può dirlo. Ora come ora non sono ancora il presente, o meglio ne sono solo una fetta. </p><p> </p><p>Capitolo differenze con stradale pura. </p><p>Se uno non fa gare in circuito o non corre gf nei primi posti secondo me non si accorge di nulla, anzi può concedersi di fare belle girate (e, perché no, gare) su strade rotte e sconnesse montando i 28 (che non tutti i telai road, o ancor peggio areo accettano, anzi quasi nessuno). Su questo capisco benissimo e confermo quel che dice Ipercool... e quindi se uno è indeciso per questo motivo deve risolvere ogni dubbio.</p><p>L'unica vera controindicazione la si potrebbe avvertire in discesa ( e mi riferisco a discese serie, over 7/8 km) dove la posizione più alta della bici potrebbe penalizzare. Ma su questo io non ho dati precisi. La mia all road ha il movimento centrale esattamente come le stradali e quindi non posso portare esperienze dirette. Da quel poco che so di geometrie però mi sembra che ad un baricentro più alto corrisponda minor stabilità in discesa, ma il dato merita di essere confermato dalla viva esperienza dei possessori.</p><p></p><p>In conclusione, sempre secondo la mia modesta opinione, progetti come il Boone, cambiando ruote (e non solo coperture) può soddisfare <u>TUTTE</u> le esigenze che il ciclista medio/evoluto ha in termini di performance, percorsi ed aggiornamento tecnologico.</p><p>Ce ne sono anche di altre marche, come sappiamo ma questo è uno dei più riusciti per via di accorgimenti tecnici come IS che effettivamente regalano quel qualcosa in più.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="faberfortunae, post: 5545672, member: 38293"] Capitolo indispensabilità o meno dei freni a disco. Se uno prende una bici come la Boone, per me non ha senso non dotarla di impianto a disco. E' una bici dedicata al cross ma, come abbiamo letto, adattabilissima anche al gravel ed alla strada. E quindi se si va per boschi e sterrati, e se la stagione non è proprio bellissima, sarebbe un peccato privarsi dell'efficienza sull'umido/bagnato dei freni a disco. Idraulici meglio, indubbiamente. Ma bisogna abituarsi. Su strada, secondo me, non sono indispensabili. Si può frenare bene anche con altre soluzioni. Se si usa la bici anche quando piove o promette di farlo, però, servono ed aiutano. Se si è impediti in discesa e si usano i freni in continuazione, aiutano perché danno sicurezza (è per questo che i pro' sono riluttanti, frenano poco; ma noi NON siamo pro'). Saranno il futuro? Chi può dirlo. Ora come ora non sono ancora il presente, o meglio ne sono solo una fetta. Capitolo differenze con stradale pura. Se uno non fa gare in circuito o non corre gf nei primi posti secondo me non si accorge di nulla, anzi può concedersi di fare belle girate (e, perché no, gare) su strade rotte e sconnesse montando i 28 (che non tutti i telai road, o ancor peggio areo accettano, anzi quasi nessuno). Su questo capisco benissimo e confermo quel che dice Ipercool... e quindi se uno è indeciso per questo motivo deve risolvere ogni dubbio. L'unica vera controindicazione la si potrebbe avvertire in discesa ( e mi riferisco a discese serie, over 7/8 km) dove la posizione più alta della bici potrebbe penalizzare. Ma su questo io non ho dati precisi. La mia all road ha il movimento centrale esattamente come le stradali e quindi non posso portare esperienze dirette. Da quel poco che so di geometrie però mi sembra che ad un baricentro più alto corrisponda minor stabilità in discesa, ma il dato merita di essere confermato dalla viva esperienza dei possessori. In conclusione, sempre secondo la mia modesta opinione, progetti come il Boone, cambiando ruote (e non solo coperture) può soddisfare [U]TUTTE[/U] le esigenze che il ciclista medio/evoluto ha in termini di performance, percorsi ed aggiornamento tecnologico. Ce ne sono anche di altre marche, come sappiamo ma questo è uno dei più riusciti per via di accorgimenti tecnici come IS che effettivamente regalano quel qualcosa in più. [/QUOTE]
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