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TRIATHLON, alleniamoci insieme (parte 6)
Testo
<blockquote data-quote="Darius" data-source="post: 7652516" data-attributes="member: 3105"><p>Uno dei fattori trascurati dagli istruttori, almeno quando hanno a che fare con adulti, è l'acquaticità, ovvero la capacità di muoversi a proprio agio in acqua, cosa che invece è l'ABC delle scuole nuoto per bambini.</p><p></p><p>Un buon nuotatore in acqua deve sentirsi come quando galleggiava nel liquido amniotico del ventre della madre, deve provare una sensazione di benessere, non di timore (anche se inconscio), se non c'è questo presupposto qualsiasi esercizio di tecnica perde parte della sua efficacia, e per quanti sforzi si facciano si rimarrà sempre un nuotatore mediocre in vasca e in più timoroso in mare.</p><p></p><p>A parte i classici esercizi per la respirazione, da fare mantenendosi alle corsie, oppure con la tavoletta, a mio avviso quello che dà un valore aggiunto per l'acquaticità è l'apnea, si può iniziare semplicemente da fermi affondandosi e mantenendosi alla corsia cercando di rilassarsi e sentire le sensazioni del proprio corpo immerso, per poi iniziare a nuotare sotto a rana subacquea, prima pochi metri, poi pian piano cercare di andare sempre più lontano, ci sono anche esercizi che consistono nel recuperare oggetti sul fondo, oppure stare a foglia morta sempre sul fondo, insomma con un po' i fantasia si fanno belle cose.</p><p></p><p>E non bisogna vergognarsi di fare acquaticità da adulti, perché lo fanno anche i pro per recuperare la gestualità dopo una sessione di gare.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Darius, post: 7652516, member: 3105"] Uno dei fattori trascurati dagli istruttori, almeno quando hanno a che fare con adulti, è l'acquaticità, ovvero la capacità di muoversi a proprio agio in acqua, cosa che invece è l'ABC delle scuole nuoto per bambini. Un buon nuotatore in acqua deve sentirsi come quando galleggiava nel liquido amniotico del ventre della madre, deve provare una sensazione di benessere, non di timore (anche se inconscio), se non c'è questo presupposto qualsiasi esercizio di tecnica perde parte della sua efficacia, e per quanti sforzi si facciano si rimarrà sempre un nuotatore mediocre in vasca e in più timoroso in mare. A parte i classici esercizi per la respirazione, da fare mantenendosi alle corsie, oppure con la tavoletta, a mio avviso quello che dà un valore aggiunto per l'acquaticità è l'apnea, si può iniziare semplicemente da fermi affondandosi e mantenendosi alla corsia cercando di rilassarsi e sentire le sensazioni del proprio corpo immerso, per poi iniziare a nuotare sotto a rana subacquea, prima pochi metri, poi pian piano cercare di andare sempre più lontano, ci sono anche esercizi che consistono nel recuperare oggetti sul fondo, oppure stare a foglia morta sempre sul fondo, insomma con un po' i fantasia si fanno belle cose. E non bisogna vergognarsi di fare acquaticità da adulti, perché lo fanno anche i pro per recuperare la gestualità dopo una sessione di gare. [/QUOTE]
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