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TRIATHLON, alleniamoci insieme (parte 6)
Testo
<blockquote data-quote="Darius" data-source="post: 7661268" data-attributes="member: 3105"><p>Si, ma non la imparerà mai bene se cerca di farla da autodidatta senza aver preso consapevolezza, e in ogni caso prima di aver imparato bene la virata al tocco, perché da quello che [USER=61708]@pedalone della bassa[/USER] scrive, capisco che non ha padronanza neanche di quella.</p><p></p><p>Per chi non ha nessuno che lo segue, e almeno all'inizio, un'onesta virata al tocco è più produttiva, e pure questa bisogna impararla bene perché è propedeutica per la capovolta.</p><p></p><p>La capovolta come sai è una manovra complessa, che richiede acquaticità, coordinamento, la consapevolezza della bracciata e l'occhio, perché una volta arrivati alla T bisogna regolare il colpo di gambe o la lunghezza della bracciata per arrivare al muro né corti né lunghi, e per fare questo ci vuole molto esercizio specifico, pazienza, tempo e qualcuno che ti segue, ma anche guardare i tanti filmati sul tubo, oppure le gare, oggi ci sono le riprese subacquee che ai miei tempi non c'erano, e a guardarle con attenzione si impara tanto. </p><p></p><p></p><p></p><p>Certo che serve, ma se la si sa fare almeno decentemente.</p><p></p><p>Che senso ha intestardirsi a fare la capovolta (o una specie) se si arriva alla T già in ipossia, si vira uno schifo, di conseguenza ci si scompone sott'acqua, invece di andare dritto si va curvo, o troppo a fondo o troppo a pelo, infine per non morire affogati non si riescono a fare neanche un paio di pinneggiate e si esce a tre metri, con la bocca spalancata e quasi in verticale come un U-Boot in emersione? Sono tutti errori gravi che fanno perdere il passo e la continuità che giustamente citi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Darius, post: 7661268, member: 3105"] Si, ma non la imparerà mai bene se cerca di farla da autodidatta senza aver preso consapevolezza, e in ogni caso prima di aver imparato bene la virata al tocco, perché da quello che [USER=61708]@pedalone della bassa[/USER] scrive, capisco che non ha padronanza neanche di quella. Per chi non ha nessuno che lo segue, e almeno all'inizio, un'onesta virata al tocco è più produttiva, e pure questa bisogna impararla bene perché è propedeutica per la capovolta. La capovolta come sai è una manovra complessa, che richiede acquaticità, coordinamento, la consapevolezza della bracciata e l'occhio, perché una volta arrivati alla T bisogna regolare il colpo di gambe o la lunghezza della bracciata per arrivare al muro né corti né lunghi, e per fare questo ci vuole molto esercizio specifico, pazienza, tempo e qualcuno che ti segue, ma anche guardare i tanti filmati sul tubo, oppure le gare, oggi ci sono le riprese subacquee che ai miei tempi non c'erano, e a guardarle con attenzione si impara tanto. Certo che serve, ma se la si sa fare almeno decentemente. Che senso ha intestardirsi a fare la capovolta (o una specie) se si arriva alla T già in ipossia, si vira uno schifo, di conseguenza ci si scompone sott'acqua, invece di andare dritto si va curvo, o troppo a fondo o troppo a pelo, infine per non morire affogati non si riescono a fare neanche un paio di pinneggiate e si esce a tre metri, con la bocca spalancata e quasi in verticale come un U-Boot in emersione? Sono tutti errori gravi che fanno perdere il passo e la continuità che giustamente citi. [/QUOTE]
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