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TRIATHLON, alleniamoci insieme (parte 6)
Testo
<blockquote data-quote="Darius" data-source="post: 7719253" data-attributes="member: 3105"><p>Al di là di concetti oramai consolidati, che sono noti a tutti, e che costituiscono le regole base per allenarsi, le strategie non sono tutte uguali e dipendono dalla visione tecnica dell'autore, quindi è normale trovare differenze tra libri.</p><p></p><p>Detto ciò a mi avviso, per un amatore medio, la parte più importante di questi libri è quella generale, dove si espongono le basi dell'allenamento, la programmazione, i cambiamenti fisiologici che introduce, l'omeostasi, la periodizzazione, i concetti di aerobico, anaerobico, il riposo etc., insomma tutto ciò che permette di costruire la condizione, o semplicemente migliorarla, se non si metabolizzano bene le basi non si ottengono i risultati sperati, ma ci si può anche fare del male e abbandonare la partita.</p><p></p><p>Poi c'è la parte specifica, quella degli schemi e dei programmi, che una volta capiti bene i concetti base è più facile interpretare ed attuare, ma anche modificare in base alle proprie esigenze, noi non siamo pro pagati per allenarci otto ore al giorno, dobbiamo infilare le sessioni tra mille altre cose della vita quotidiana, e nonostante impegno e disciplina non sempre è facile seguire gli schemi così come sono proposti.</p><p></p><p>Tornando al libro in questione: in primis è in italiano, e questo rende la lettura più rilassante anche per chi legge l'inglese, poi espone i concetti in modo chiaro e comprensibile anche per chi è a digiuno di allenamento, poi capisco che il Friel è il Friel, "LA BIBBIA", e ogni triatleta dovrebbe averlo sullo scaffale, ma per le sue caratteristiche c'è il rischio che rimanga lì non utilizzato in tutte le sue potenzialità, cioè non è che lo leggi e diventi per miracolo il coach di te stesso, quindi suggerirei di partire da un testo più comprensibile ma altrettanto serio.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Darius, post: 7719253, member: 3105"] Al di là di concetti oramai consolidati, che sono noti a tutti, e che costituiscono le regole base per allenarsi, le strategie non sono tutte uguali e dipendono dalla visione tecnica dell'autore, quindi è normale trovare differenze tra libri. Detto ciò a mi avviso, per un amatore medio, la parte più importante di questi libri è quella generale, dove si espongono le basi dell'allenamento, la programmazione, i cambiamenti fisiologici che introduce, l'omeostasi, la periodizzazione, i concetti di aerobico, anaerobico, il riposo etc., insomma tutto ciò che permette di costruire la condizione, o semplicemente migliorarla, se non si metabolizzano bene le basi non si ottengono i risultati sperati, ma ci si può anche fare del male e abbandonare la partita. Poi c'è la parte specifica, quella degli schemi e dei programmi, che una volta capiti bene i concetti base è più facile interpretare ed attuare, ma anche modificare in base alle proprie esigenze, noi non siamo pro pagati per allenarci otto ore al giorno, dobbiamo infilare le sessioni tra mille altre cose della vita quotidiana, e nonostante impegno e disciplina non sempre è facile seguire gli schemi così come sono proposti. Tornando al libro in questione: in primis è in italiano, e questo rende la lettura più rilassante anche per chi legge l'inglese, poi espone i concetti in modo chiaro e comprensibile anche per chi è a digiuno di allenamento, poi capisco che il Friel è il Friel, "LA BIBBIA", e ogni triatleta dovrebbe averlo sullo scaffale, ma per le sue caratteristiche c'è il rischio che rimanga lì non utilizzato in tutte le sue potenzialità, cioè non è che lo leggi e diventi per miracolo il coach di te stesso, quindi suggerirei di partire da un testo più comprensibile ma altrettanto serio. [/QUOTE]
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