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TRIATHLON, alleniamoci insieme (parte 6)
Testo
<blockquote data-quote="Darius" data-source="post: 7807746" data-attributes="member: 3105"><p>Facciamo un po' di chiarezza sulle pinne.</p><p></p><p>Le pinne lunghe con mescola morbida (gomma) sono più adatte ai principianti perché sono facili da spingere, tuttavia facendo più presa in acqua limitano l'ampiezza della battuta e la frequenza, quelle con pala più dura sollecitano la muscolatura della gamba in misura maggiore e se usate bene possono essere utili per lavori di potenziamento a ritmo basso, curando però che l'ampiezza della battuta sia corretta.</p><p></p><p>Le pinne corte invece fanno meno presa e consentono una battuta veloce con un movimento/assetto corretti, non a caso sono quelle più impiegate nel nuoto, poi in base alla durezza della pala possono essere usate per lavori di potenziamento.</p><p></p><p>In realtà un nuotatore dovrebbe averle entrambe perché si complementano, quando nuotavo seriamente l'allenatore ci faceva usare sia corte che lunghe (queste poco), e in quest'ultimo caso io mettevo quelle che usavo per l'apnea (pala da 60 cm rigida), ma erano altri tempi e oggi avrei difficoltà a spingerle come allora.</p><p></p><p>La colpa dei crampi poi è del nuotatore non della pinna, se non si batte bene vengono sia con le lunghe che con le corte, specie se ci si entusiasma per la velocità e si pensa di spingere come un Evinrude da 200 cavalli senza averci le gambe adatte.</p><p></p><p>In conclusione, se non si è Phelps e non si vogliono comprare due coppie di pinne opterei senza indugio per la corta con mescola media e senza scarpetta, è la migliore soluzione per mettere a fattor comune potenziamento, assetto e mobilità della caviglia.</p><p></p><p>Nota finale: attenzione alla misura, per funzionare bene le pinne senza scarpetta devono calzare come guanti, e tollerano meno le misure errate, se sono troppo strette il cinghiolo pressa e sono crampi garantiti, quelle scarpetta invece sono più easy, ma sempre se la misura è corretta, altrimenti ballano.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Darius, post: 7807746, member: 3105"] Facciamo un po' di chiarezza sulle pinne. Le pinne lunghe con mescola morbida (gomma) sono più adatte ai principianti perché sono facili da spingere, tuttavia facendo più presa in acqua limitano l'ampiezza della battuta e la frequenza, quelle con pala più dura sollecitano la muscolatura della gamba in misura maggiore e se usate bene possono essere utili per lavori di potenziamento a ritmo basso, curando però che l'ampiezza della battuta sia corretta. Le pinne corte invece fanno meno presa e consentono una battuta veloce con un movimento/assetto corretti, non a caso sono quelle più impiegate nel nuoto, poi in base alla durezza della pala possono essere usate per lavori di potenziamento. In realtà un nuotatore dovrebbe averle entrambe perché si complementano, quando nuotavo seriamente l'allenatore ci faceva usare sia corte che lunghe (queste poco), e in quest'ultimo caso io mettevo quelle che usavo per l'apnea (pala da 60 cm rigida), ma erano altri tempi e oggi avrei difficoltà a spingerle come allora. La colpa dei crampi poi è del nuotatore non della pinna, se non si batte bene vengono sia con le lunghe che con le corte, specie se ci si entusiasma per la velocità e si pensa di spingere come un Evinrude da 200 cavalli senza averci le gambe adatte. In conclusione, se non si è Phelps e non si vogliono comprare due coppie di pinne opterei senza indugio per la corta con mescola media e senza scarpetta, è la migliore soluzione per mettere a fattor comune potenziamento, assetto e mobilità della caviglia. Nota finale: attenzione alla misura, per funzionare bene le pinne senza scarpetta devono calzare come guanti, e tollerano meno le misure errate, se sono troppo strette il cinghiolo pressa e sono crampi garantiti, quelle scarpetta invece sono più easy, ma sempre se la misura è corretta, altrimenti ballano. [/QUOTE]
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