Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Altri temi
Bar del forum
Ultimo film visto
Testo
<blockquote data-quote="bradipus" data-source="post: 7793395" data-attributes="member: 17208"><p>Vediamo di aggiornare un po' il thread con le mie ultime visioni, magari qualcun altro è invogliato ad intervenire..</p><p></p><p> - <strong>Quo Vado?</strong> (Gennaro Nunziante 2016). Storia un ‘posto fisso’ che non vuole rinunciare al suo status nonostante proposte e minacce di una terribile direttrice del personale (la sempre bravissima Sonia Bergamasco), con corollario di love story. Checco Zalone parte piano ma a poco a poco decolla, sfornando un film godibilissimo, per passare un paio d’ore a ridere sui nostri stereotipi.</p><p> - <strong>Il fantasma della libertà</strong> (Luis Bunuel 1974). Episodi concatenati più o meno casualmente con personaggi strani e situazioni assurde per uno dei capolavori del maestro del surrealismo cinematografico; resta tuttora un film estremamente valido. Memorabile la scena in cui Monica Vitti (bellissima come sempre) si eccita col marito guardando una foto… del Taj Mahal.</p><p> - <strong>Pelle di serpente</strong> (Sidney Lumet 1959 b&n). Metti insieme un trentacinquenne Marlon Brando ed una cinquantenne Anna Magnani, fa loro recitare un torbido amore impossibile in uno sperduto paesino della provincia americana, affianca loro Joanne Woodward (strepitosa) nei panni di una giovane ribelle borderline, e metti un regista come Lumet dietro la macchina da presa: ne esce un film che ancora oggi ti fa restare incantato, nonostante il (o forse per merito del) bianco e nero della pellicola.</p><p> - <strong>Close</strong> (Lucas Dohnt 2022). In un paesino del Belgio, due ragazzini tredicenni sono amici inseparabili, finché qualche compagno di scuola comincia a prenderli in giro. A causa di ciò, uno dei due decide di staccarsi dall’altro, con conseguenze tragiche. Tematica difficile, affrontata con delicatezza e stile, è un film che fa riflettere non poco.</p><p> - <strong> Knight of Cups</strong> (Terrence Malick 2015). Uno sceneggiatore hollywoodiano di successo ha una vita apparentemente perfetta, tra ogni sorta di agi e di piaceri, ma dentro di sé è un uomo tormentato. Ho adorato i film del grande maestro americano, almeno fino al precedente <strong>To The Wonder</strong> (ed anche <strong>Hidden Life</strong> del 2019), ma qui ha proprio steccato, sfornando un prodotto ‘qualsiasi’ ed abusando oltre misura della sua cifra stilistica (soprattutto la voce narrante fuori campo). Una sicura delusione per i fan di Malick.</p><p> - <strong>Anora</strong> (Sean Baker 2024). In genere sono diffidente verso i film recenti premiati con l’Oscar, ma in questo caso la storia di un rampollo russo con una ragazza da pole dance (e forse anche oltre) l’ho trovata godibile, ed a tratti anche divertente. Non un capolavoro, intendiamoci, ma comunque un paio d’ore (abbondanti) passate in maniera gradevole.</p><p> - <strong>Il Giudizio Universale</strong> (Vittorio De Sica 1961, b&n). A Napoli, un bel giorno una voce tuonante avvisa che alle 18 inizierà il Giudizio Universale. Personaggi diversi reagiscono in maniera diversa, mentre la voce si fa incalzante e si intreccia con i preparativi del gran ballo del Duca in programma la sera stessa. De Sica lascia il neorealismo per il surrealismo, come già fece per <strong>Miracolo a Milano</strong>, con un risultato assai godibile grazie anche alla partecipazione di alcuni dei più grandi attori dell’epoca (leggere l’elenco su wikipedia…).</p><p> - <strong>L’innocenza</strong> (Hirokazu Kore’eda 2023). Una storia di vessazioni da parte di un insegnante (o forse no) in una scuola giapponese vista con gli occhi della madre del ragazzino, dell’insegnante coinvolto e del ragazzo stesso, La verità spesso non è sempre quella che ci appare, o forse la verità stessa assume significati diversi a seconda di come la si guarda. Bel film di un regista ben poco conosciuto da noi.</p><p> - <strong>Babygirl</strong> (Halina Reijn 2024). Nicole Kidman è l’AD di un’azienda, sposata e con prole, che si invaghisce di un giovane stagista, intrecciando con lui una relazione tossica dove è quest’ultimo ad avere il coltello dalla parte del manico. Vedibile, anche se a tratti c’è un po’ il sapore di deja vù e di qualche situazione un po’ stereotipata.</p><p> - <strong>La visita</strong> (Antonio Pietrangeli 1963 b&n). Sandra Milo (invecchiata ed imbruttita per la parte) nella migliore interpretazione della sua carriera è una trentacinquenne che vive sola in un paesino della bassa mantovana, e da tempo, grazie ad un annuncio su un giornale, intrattiene una relazione epistolare con un commesso di libreria romano. I due decidono di vedersi da lei e passeranno una giornata assieme, scoprendo a poco a poco le reciproche piccolezze e meschinità. La solitudine nell’Italia del boom dipinta magistralmente dal regista romano, che due anni dopo uscirà col suo capolavoro, <strong>Io la conoscevo bene</strong>.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bradipus, post: 7793395, member: 17208"] Vediamo di aggiornare un po' il thread con le mie ultime visioni, magari qualcun altro è invogliato ad intervenire.. - [B]Quo Vado?[/B] (Gennaro Nunziante 2016). Storia un ‘posto fisso’ che non vuole rinunciare al suo status nonostante proposte e minacce di una terribile direttrice del personale (la sempre bravissima Sonia Bergamasco), con corollario di love story. Checco Zalone parte piano ma a poco a poco decolla, sfornando un film godibilissimo, per passare un paio d’ore a ridere sui nostri stereotipi. - [B]Il fantasma della libertà[/B] (Luis Bunuel 1974). Episodi concatenati più o meno casualmente con personaggi strani e situazioni assurde per uno dei capolavori del maestro del surrealismo cinematografico; resta tuttora un film estremamente valido. Memorabile la scena in cui Monica Vitti (bellissima come sempre) si eccita col marito guardando una foto… del Taj Mahal. - [B]Pelle di serpente[/B] (Sidney Lumet 1959 b&n). Metti insieme un trentacinquenne Marlon Brando ed una cinquantenne Anna Magnani, fa loro recitare un torbido amore impossibile in uno sperduto paesino della provincia americana, affianca loro Joanne Woodward (strepitosa) nei panni di una giovane ribelle borderline, e metti un regista come Lumet dietro la macchina da presa: ne esce un film che ancora oggi ti fa restare incantato, nonostante il (o forse per merito del) bianco e nero della pellicola. - [B]Close[/B] (Lucas Dohnt 2022). In un paesino del Belgio, due ragazzini tredicenni sono amici inseparabili, finché qualche compagno di scuola comincia a prenderli in giro. A causa di ciò, uno dei due decide di staccarsi dall’altro, con conseguenze tragiche. Tematica difficile, affrontata con delicatezza e stile, è un film che fa riflettere non poco. - [B] Knight of Cups[/B] (Terrence Malick 2015). Uno sceneggiatore hollywoodiano di successo ha una vita apparentemente perfetta, tra ogni sorta di agi e di piaceri, ma dentro di sé è un uomo tormentato. Ho adorato i film del grande maestro americano, almeno fino al precedente [B]To The Wonder[/B] (ed anche [B]Hidden Life[/B] del 2019), ma qui ha proprio steccato, sfornando un prodotto ‘qualsiasi’ ed abusando oltre misura della sua cifra stilistica (soprattutto la voce narrante fuori campo). Una sicura delusione per i fan di Malick. - [B]Anora[/B] (Sean Baker 2024). In genere sono diffidente verso i film recenti premiati con l’Oscar, ma in questo caso la storia di un rampollo russo con una ragazza da pole dance (e forse anche oltre) l’ho trovata godibile, ed a tratti anche divertente. Non un capolavoro, intendiamoci, ma comunque un paio d’ore (abbondanti) passate in maniera gradevole. - [B]Il Giudizio Universale[/B] (Vittorio De Sica 1961, b&n). A Napoli, un bel giorno una voce tuonante avvisa che alle 18 inizierà il Giudizio Universale. Personaggi diversi reagiscono in maniera diversa, mentre la voce si fa incalzante e si intreccia con i preparativi del gran ballo del Duca in programma la sera stessa. De Sica lascia il neorealismo per il surrealismo, come già fece per [B]Miracolo a Milano[/B], con un risultato assai godibile grazie anche alla partecipazione di alcuni dei più grandi attori dell’epoca (leggere l’elenco su wikipedia…). - [B]L’innocenza[/B] (Hirokazu Kore’eda 2023). Una storia di vessazioni da parte di un insegnante (o forse no) in una scuola giapponese vista con gli occhi della madre del ragazzino, dell’insegnante coinvolto e del ragazzo stesso, La verità spesso non è sempre quella che ci appare, o forse la verità stessa assume significati diversi a seconda di come la si guarda. Bel film di un regista ben poco conosciuto da noi. - [B]Babygirl[/B] (Halina Reijn 2024). Nicole Kidman è l’AD di un’azienda, sposata e con prole, che si invaghisce di un giovane stagista, intrecciando con lui una relazione tossica dove è quest’ultimo ad avere il coltello dalla parte del manico. Vedibile, anche se a tratti c’è un po’ il sapore di deja vù e di qualche situazione un po’ stereotipata. - [B]La visita[/B] (Antonio Pietrangeli 1963 b&n). Sandra Milo (invecchiata ed imbruttita per la parte) nella migliore interpretazione della sua carriera è una trentacinquenne che vive sola in un paesino della bassa mantovana, e da tempo, grazie ad un annuncio su un giornale, intrattiene una relazione epistolare con un commesso di libreria romano. I due decidono di vedersi da lei e passeranno una giornata assieme, scoprendo a poco a poco le reciproche piccolezze e meschinità. La solitudine nell’Italia del boom dipinta magistralmente dal regista romano, che due anni dopo uscirà col suo capolavoro, [B]Io la conoscevo bene[/B]. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Altri temi
Bar del forum
Ultimo film visto
Alto
Basso