Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Altri temi
Bar del forum
Ultimo film visto
Testo
<blockquote data-quote="bradipus" data-source="post: 7808169" data-attributes="member: 17208"><p>Aggiornamento con le ultime pellicole viste, un mix tra vecchio, nuovo e vecchissimo…</p><p> - Partiamo con <strong>I fratelli Marx al college</strong> (Norman Z. McLeod 1932), dove Groucho riveste gli improbabili panni del neo eletto rettore di una ancor più improbabile università, alle prese con il problema di una non abbastanza competitiva squadra di football, per cui incarica il figlio (Zeppo) di ingaggiare due assi… cioè Chico ed Harpo. Finirà con un match ovviamente assurdo e vittorioso, nella tradizione surrealista dei fratelloni.</p><p> - <strong>L’anno nuovo che non arriva</strong> (Bogdan Muresanu 2024). Romania, dicembre 1989: le vicende di sei personaggi (un’attrice teatrale, un regista televisivo, il figlio ventenne di questi, un operaio, un ufficiale della Securitate e sua madre) si intrecciano tra la paura di finire nei guai e l’avversione per il regime di Ceausescu. Un fatto accidentale provocato da uno di loro farà scattare la scintilla della rivolta.</p><p>Piccolo gioiello del cinema rumeno attuale, cinema quasi sconosciuto da noi (guardate i film di Cristian Mungiu!), sempre in sapiente equilibrio tra drammatico e grottesco, che meriterebbe di essere scoperto anche dal grande pubblico.</p><p> - <strong>Green Book</strong> (Petr Farrelly 2018). E’ la storia vera del viaggio che l’italoamericano Tony Vallelonga compì agli inizi degli anni Sessanta come autista del pianista di colore Don Shirley, fino agli stati confederati che adottavano ancora politiche segregazioniste. Il ‘libro verde’ del titolo non è altro che una guida, che venne stampata dal 1936 al 1966, ad uso degli automobilisti di colore, che indicava i luoghi (motel, ristoranti) dove i neri erano ammessi.</p><p>Classico film americano di ‘buoni sentimenti’, con l’ovvio lieto fine, appare un po’ scontato ma comunque abbastanza godibile. Ricorda un po’ <strong>A spasso con Daisy</strong>, a ruoli invertiti.</p><p> - <strong>Come rubare un milione di dollari e vivere felici</strong> (William Wyler 1966). Audrey Hepburn è la figlia di uno stimato collezionista d’arte che in realtà è un abilissimo falsario. Peter O’Toole è un detective da tempo sulle sue tracce, ma ovviamente quando conosce la ragazza scocca la scintilla.</p><p>Divertente, anche se pure qui il lieto fine è scontato, regge bene nonostante gli anni. Indimenticabile Audrey, non più giovanissima (aveva 36 anni) che gira per Parigi con una Bianchina cabriolet rossa.</p><p> - <strong>The Nowhere Inn</strong> (Bille Benz 2020). Finto documentario (mi pare che in gergo si definisca ‘mockumentary’) girato durante una tournèe della musicista americana St. Vincent, al secolo Anne Erin Clark, la quale chiede ad una sua amica di fare la regista nelle varie situazioni che si vengono a creare.</p><p>Un po’ pasticciato, senza un vero e proprio filo conduttore, a volte un po’ spiazzante: solo per i fan della (brava) musicista di Tulsa.</p><p> - <strong>Il concerto</strong> (Radu Mihaileanu 2009): Torniamo ad un regista rumeno, che dirige un film ambientato nel mondo musicale sovietico durante gli anni di Breznev. Un ex direttore del Bolshoj, caduto in disgrazia e costretto a fare le pulizie in teatro, intercetta per caso un fax in cui si invita l’orchestra ad esibirsi a Parigi allo Chatelet. Contatta i suoi ex musicisti e riesce a presentarsi con loro nella capitale francese, in un’improbabile e scombinata compagnia, per un’esibizione con la giovane e <em>à la pàge</em> <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/violin.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="violin" title="Violin violin" data-shortname="violin" />ista locale (la sempre bellissima e bravissima Melanie Laurent. Se non la conoscete, guardatela in <strong>Tutti i battiti del mio cuore</strong>, <strong>Treno di notte per Lisbona</strong> e <strong>Je vais bien, ne t’en fais pas</strong>). Il lieto fine è scontato, ma il film è molto divertente, anche in questo caso in sapiente equilibrio tra farsa e dramma.</p><p> - <strong>Totò che visse due volte</strong> (Ciprì e Maresco 1998). Il duo siculo, diventato famoso per i provocatori corti su Rai3 (all’interno del memorabile <strong>Blob</strong> di Enrico Ghezzi), sfornano tre episodi per stomaci forti, con i consueti personaggi borderline e la tipica fotografia in bianco e nero, molto contrastata e violenta che amplifica volutamente i caratteri più grotteschi dei personaggi.</p><p>Eccessivo, irriverente, irriguardoso, proprio da questi tratti esce un’opera comunque originale che colpisce e non annoia di certo. Ovviamente per soli cinefili non facili a scandalizzarsi, che sanno già cosa andranno a vedere. A me è piaciuto molto.</p><p> - <strong>Chet Baker Let’s Get Lost</strong> (Bruce Weber 1988). Documentario in b&n sulla vita del celebre trombettista americano, uno dei pochi bianchi che all’epoca era riuscito a guadagnarsi la stima ed il rispetto da parte del mondo del jazz di allora, costituito quasi esclusivamente da musicisti di colore..</p><p>Grande talento segnato da una vita di eccessi, soprattutto in fatto di sostanze, è un must per tutti gli amanti della buona musica. Da segnalare, sui titoli di coda, la sua interpretazione di <em>Arrivederci</em>, canzone di Umberto Bindi, tratto dal ‘musicarello’ <strong>Urlatori alla sbarra</strong> di Lucio Fulci (1960), a cui Chet prese parte in uno dei periodi in cui visse in Italia.</p><p>Nota personale: ho avuto il piacere di vederlo suonare dal vivo intorno alla metà degli anni Settanta: già sfatto, visibilmente segnato dalle droghe, si presentò sul palco in ciabatte. Fu un concerto memorabile, mi viene la pelle d’oca ancora oggi al ricordo di quello che riuscì a tirar fuori dal suo strumento.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="bradipus, post: 7808169, member: 17208"] Aggiornamento con le ultime pellicole viste, un mix tra vecchio, nuovo e vecchissimo… - Partiamo con [B]I fratelli Marx al college[/B] (Norman Z. McLeod 1932), dove Groucho riveste gli improbabili panni del neo eletto rettore di una ancor più improbabile università, alle prese con il problema di una non abbastanza competitiva squadra di football, per cui incarica il figlio (Zeppo) di ingaggiare due assi… cioè Chico ed Harpo. Finirà con un match ovviamente assurdo e vittorioso, nella tradizione surrealista dei fratelloni. - [B]L’anno nuovo che non arriva[/B] (Bogdan Muresanu 2024). Romania, dicembre 1989: le vicende di sei personaggi (un’attrice teatrale, un regista televisivo, il figlio ventenne di questi, un operaio, un ufficiale della Securitate e sua madre) si intrecciano tra la paura di finire nei guai e l’avversione per il regime di Ceausescu. Un fatto accidentale provocato da uno di loro farà scattare la scintilla della rivolta. Piccolo gioiello del cinema rumeno attuale, cinema quasi sconosciuto da noi (guardate i film di Cristian Mungiu!), sempre in sapiente equilibrio tra drammatico e grottesco, che meriterebbe di essere scoperto anche dal grande pubblico. - [B]Green Book[/B] (Petr Farrelly 2018). E’ la storia vera del viaggio che l’italoamericano Tony Vallelonga compì agli inizi degli anni Sessanta come autista del pianista di colore Don Shirley, fino agli stati confederati che adottavano ancora politiche segregazioniste. Il ‘libro verde’ del titolo non è altro che una guida, che venne stampata dal 1936 al 1966, ad uso degli automobilisti di colore, che indicava i luoghi (motel, ristoranti) dove i neri erano ammessi. Classico film americano di ‘buoni sentimenti’, con l’ovvio lieto fine, appare un po’ scontato ma comunque abbastanza godibile. Ricorda un po’ [B]A spasso con Daisy[/B], a ruoli invertiti. - [B]Come rubare un milione di dollari e vivere felici[/B] (William Wyler 1966). Audrey Hepburn è la figlia di uno stimato collezionista d’arte che in realtà è un abilissimo falsario. Peter O’Toole è un detective da tempo sulle sue tracce, ma ovviamente quando conosce la ragazza scocca la scintilla. Divertente, anche se pure qui il lieto fine è scontato, regge bene nonostante gli anni. Indimenticabile Audrey, non più giovanissima (aveva 36 anni) che gira per Parigi con una Bianchina cabriolet rossa. - [B]The Nowhere Inn[/B] (Bille Benz 2020). Finto documentario (mi pare che in gergo si definisca ‘mockumentary’) girato durante una tournèe della musicista americana St. Vincent, al secolo Anne Erin Clark, la quale chiede ad una sua amica di fare la regista nelle varie situazioni che si vengono a creare. Un po’ pasticciato, senza un vero e proprio filo conduttore, a volte un po’ spiazzante: solo per i fan della (brava) musicista di Tulsa. - [B]Il concerto[/B] (Radu Mihaileanu 2009): Torniamo ad un regista rumeno, che dirige un film ambientato nel mondo musicale sovietico durante gli anni di Breznev. Un ex direttore del Bolshoj, caduto in disgrazia e costretto a fare le pulizie in teatro, intercetta per caso un fax in cui si invita l’orchestra ad esibirsi a Parigi allo Chatelet. Contatta i suoi ex musicisti e riesce a presentarsi con loro nella capitale francese, in un’improbabile e scombinata compagnia, per un’esibizione con la giovane e [I]à la pàge[/I] violinista locale (la sempre bellissima e bravissima Melanie Laurent. Se non la conoscete, guardatela in [B]Tutti i battiti del mio cuore[/B], [B]Treno di notte per Lisbona[/B] e [B]Je vais bien, ne t’en fais pas[/B]). Il lieto fine è scontato, ma il film è molto divertente, anche in questo caso in sapiente equilibrio tra farsa e dramma. - [B]Totò che visse due volte[/B] (Ciprì e Maresco 1998). Il duo siculo, diventato famoso per i provocatori corti su Rai3 (all’interno del memorabile [B]Blob[/B] di Enrico Ghezzi), sfornano tre episodi per stomaci forti, con i consueti personaggi borderline e la tipica fotografia in bianco e nero, molto contrastata e violenta che amplifica volutamente i caratteri più grotteschi dei personaggi. Eccessivo, irriverente, irriguardoso, proprio da questi tratti esce un’opera comunque originale che colpisce e non annoia di certo. Ovviamente per soli cinefili non facili a scandalizzarsi, che sanno già cosa andranno a vedere. A me è piaciuto molto. - [B]Chet Baker Let’s Get Lost[/B] (Bruce Weber 1988). Documentario in b&n sulla vita del celebre trombettista americano, uno dei pochi bianchi che all’epoca era riuscito a guadagnarsi la stima ed il rispetto da parte del mondo del jazz di allora, costituito quasi esclusivamente da musicisti di colore.. Grande talento segnato da una vita di eccessi, soprattutto in fatto di sostanze, è un must per tutti gli amanti della buona musica. Da segnalare, sui titoli di coda, la sua interpretazione di [I]Arrivederci[/I], canzone di Umberto Bindi, tratto dal ‘musicarello’ [B]Urlatori alla sbarra[/B] di Lucio Fulci (1960), a cui Chet prese parte in uno dei periodi in cui visse in Italia. Nota personale: ho avuto il piacere di vederlo suonare dal vivo intorno alla metà degli anni Settanta: già sfatto, visibilmente segnato dalle droghe, si presentò sul palco in ciabatte. Fu un concerto memorabile, mi viene la pelle d’oca ancora oggi al ricordo di quello che riuscì a tirar fuori dal suo strumento. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Altri temi
Bar del forum
Ultimo film visto
Alto
Basso