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un, due, Trek...stella (parte nona)
Testo
<blockquote data-quote="tubus" data-source="post: 7228050" data-attributes="member: 20713"><p>Sono possessore Trek dal 2008, ho avuto nell' ordine una Madone, dal 2012 al 2017, una Emonda SLR dal 2017 ad oggi ho un' altra Emonda. SLR.</p><p>Tutte e 3 le mie Trek sono rim brake.</p><p>La mia priorità, quando acquistai, la prima Madone, era il peso ed allora la Madone 6.9 ( poi ulteriormente alleggerita after market con le ruote Lightweight standard II ) era la bdc che cercavo. Poi il mercato ha introdotto il freno a disco ( che non riesco a digerire esteticamente !!! ) e da lì il discorso leggerezza è diventato da un giorno all' altro ininfluente: se fino a ieri si pubblicizzava con enfasi" la bici da corsa più leggera mai costruita ", da oggi il peso conta poco o niente, conta la geometria.!! Personalmente, ancora oggi, la prima cosa che cerco in una bici è la leggerezza, e non mi sento di certo obsoleto per questo.</p><p>Altro fattore che mi intrigava era il fatto ( molto sbandierato !!! ) che fosse " handmade in USA".</p><p>Quando ho cambiato la mia prima Emonda con la seconda Emonda rimasi colpito dal fatto che, nel più assoluto silenzio, vidi la scritta "Made in Taiwan", lo scrissi sul forum e nessuno lo sapeva: ma come, il top di gamma della Trek fatto in Oriente, alla faccia del "made in USA" ?</p><p>Ma no, è solo la produzione fatta in Oriente, la mente creativa è ancora stelle e striscie ... e vabbè me ne feci una ragione e la comprai.</p><p>Il punto è questo: sono in crisi di identità ciclistica, nel senso che i miei due paradigmi ( peso e made in USA ) sono andati entrambi a farsi benedire, e sto cercando senza alcun pregiudizio alternative, il marchio di Waterloo lo sento allontanarsi dal mio credo ciclistico, con esplosione fuori controllo dei prezzi ( in buona compagnia !! ).</p><p>Detto in soldoni: i freni a disco dovrò imparare a digerirli, ma pensare che per avere una bici leggera c'è da spendere 15.000 euro .....</p><p>Boh, non so dove mi porterà questo ripensamento critico ...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="tubus, post: 7228050, member: 20713"] Sono possessore Trek dal 2008, ho avuto nell' ordine una Madone, dal 2012 al 2017, una Emonda SLR dal 2017 ad oggi ho un' altra Emonda. SLR. Tutte e 3 le mie Trek sono rim brake. La mia priorità, quando acquistai, la prima Madone, era il peso ed allora la Madone 6.9 ( poi ulteriormente alleggerita after market con le ruote Lightweight standard II ) era la bdc che cercavo. Poi il mercato ha introdotto il freno a disco ( che non riesco a digerire esteticamente !!! ) e da lì il discorso leggerezza è diventato da un giorno all' altro ininfluente: se fino a ieri si pubblicizzava con enfasi" la bici da corsa più leggera mai costruita ", da oggi il peso conta poco o niente, conta la geometria.!! Personalmente, ancora oggi, la prima cosa che cerco in una bici è la leggerezza, e non mi sento di certo obsoleto per questo. Altro fattore che mi intrigava era il fatto ( molto sbandierato !!! ) che fosse " handmade in USA". Quando ho cambiato la mia prima Emonda con la seconda Emonda rimasi colpito dal fatto che, nel più assoluto silenzio, vidi la scritta "Made in Taiwan", lo scrissi sul forum e nessuno lo sapeva: ma come, il top di gamma della Trek fatto in Oriente, alla faccia del "made in USA" ? Ma no, è solo la produzione fatta in Oriente, la mente creativa è ancora stelle e striscie ... e vabbè me ne feci una ragione e la comprai. Il punto è questo: sono in crisi di identità ciclistica, nel senso che i miei due paradigmi ( peso e made in USA ) sono andati entrambi a farsi benedire, e sto cercando senza alcun pregiudizio alternative, il marchio di Waterloo lo sento allontanarsi dal mio credo ciclistico, con esplosione fuori controllo dei prezzi ( in buona compagnia !! ). Detto in soldoni: i freni a disco dovrò imparare a digerirli, ma pensare che per avere una bici leggera c'è da spendere 15.000 euro ..... Boh, non so dove mi porterà questo ripensamento critico ... [/QUOTE]
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