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un, due, Trek...stella (parte nona)
Testo
<blockquote data-quote="Byke64" data-source="post: 7250250" data-attributes="member: 151553"><p>La bicicletta e il ciclismo, perlomeno come li si intendevano anche solo fino a 8-10 anni fa, non esistono più.</p><p>O meglio, si sono trasformati in una piattaforma dove spiccano elementi come i social o l'informatica.</p><p>Oggi abbiamo la possibilità di configurare il cambio con un tablet e di giocare con la componente informatica della nostra bici.</p><p>Possiamo interfacciarci e confrontarci con altri ciclisti su Zwift piuttosto che tentare KOM e PR da ostentare sui social.</p><p>In base ai followers possiamo poi ricevere dalle case vari prodotti per dare loro visibilità mediatica e fare promozione pubblicitaria, tutto sommato a bassi costi per chi li fornisce.</p><p>O essere invitati a eventi sportivi senza di fatto essere poi figure veramente di spicco in qualche contesto.</p><p>Non sto demonizzando tutto questo, anche perchè può essere divertente e gratificante, ma è per dire che siamo dentro questo sistema, che ci piace e dal quale non vogliamo, ma comunque non riusciremmo ad uscire come singoli.</p><p>Per fare i KOM o qualche risultato di categoria in gara servono bici leggere e quindi costose e alla fine siamo ancora disposti, magari con sacrifici, a tirare fuori certe cifre per poter restare dentro questo mondo.</p><p>Perchè gratifica il nostro ego (nel nostro ambiente la bici è anche uno status symbol) e perchè ci fa stare bene, non solo fisicamente, per cui perchè no?</p><p>Il fatto è che chi ci vende le biciclette conosce molto bene questi meandri emozionali perchè ce li hanno dati loro.</p><p>Perchè ci hanno accompagnato loro lì dentro.</p><p>Oggi sanno che possono fare leva su questi aspetti mentali per cui lo fanno, approfittandone.</p><p>Oltremo direi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Byke64, post: 7250250, member: 151553"] La bicicletta e il ciclismo, perlomeno come li si intendevano anche solo fino a 8-10 anni fa, non esistono più. O meglio, si sono trasformati in una piattaforma dove spiccano elementi come i social o l'informatica. Oggi abbiamo la possibilità di configurare il cambio con un tablet e di giocare con la componente informatica della nostra bici. Possiamo interfacciarci e confrontarci con altri ciclisti su Zwift piuttosto che tentare KOM e PR da ostentare sui social. In base ai followers possiamo poi ricevere dalle case vari prodotti per dare loro visibilità mediatica e fare promozione pubblicitaria, tutto sommato a bassi costi per chi li fornisce. O essere invitati a eventi sportivi senza di fatto essere poi figure veramente di spicco in qualche contesto. Non sto demonizzando tutto questo, anche perchè può essere divertente e gratificante, ma è per dire che siamo dentro questo sistema, che ci piace e dal quale non vogliamo, ma comunque non riusciremmo ad uscire come singoli. Per fare i KOM o qualche risultato di categoria in gara servono bici leggere e quindi costose e alla fine siamo ancora disposti, magari con sacrifici, a tirare fuori certe cifre per poter restare dentro questo mondo. Perchè gratifica il nostro ego (nel nostro ambiente la bici è anche uno status symbol) e perchè ci fa stare bene, non solo fisicamente, per cui perchè no? Il fatto è che chi ci vende le biciclette conosce molto bene questi meandri emozionali perchè ce li hanno dati loro. Perchè ci hanno accompagnato loro lì dentro. Oggi sanno che possono fare leva su questi aspetti mentali per cui lo fanno, approfittandone. Oltremo direi. [/QUOTE]
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