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"Un omicidio a sangue freddo"
Testo
<blockquote data-quote="il_conte" data-source="post: 402796" data-attributes="member: 2869"><p>Premettendo la mia contrarietà alla pena di morte, vorrei sollevare qualche serio dubbio su molte "redenzioni" avvenute fra le mura del carcere. Mi riferisco, ad esempio, ad un fatto nostrano noto a tutti: Angelo Izzo. Non sto a raccontarvi i fatti perchè tutti li conoscete, però a me era capitato di seguire una sua intervista in una trasmissione di Raitre in cui faceva ammenda del suo passato e l'intervistatrice raccontava di come quell'uomo era cambiato!!!!!!!!</p><p>Com'è finita la vicenda lo sappiamo tutti. Allora la mia riflessione è: ovviamente non tutti i casi dei "redenti" finiscono come questo però molte volte è così. Quindi non premiamo i "redenti" con permessi e quant'altro, facciamo in modo che quanto è stato comminato venga portato alla fine e lasciamo che la "redenzione" sia un fatto interiore della coscienza della persona. Pene giuste e severe. Ergastoli veri. Perchè con il passare del tempo si tende a dimenticare cosa hanno fatto certi personaggi, quando si sentono parlare le vittime (ad esempio Donatella Colasanti) si tende ad avere un moto di fastidio: "Ma dai, adesso non è più quella persona. Si è redento!" Bisognerebbe che noi, che siamo il nostro paese, cercassimo di ottenere una giustizia il più "giusta" possibile, con certezza delle pene e non essere il paese del "tanto se mi prendono me la cavo sempre".</p><p>Un saluto a tutti.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="il_conte, post: 402796, member: 2869"] Premettendo la mia contrarietà alla pena di morte, vorrei sollevare qualche serio dubbio su molte "redenzioni" avvenute fra le mura del carcere. Mi riferisco, ad esempio, ad un fatto nostrano noto a tutti: Angelo Izzo. Non sto a raccontarvi i fatti perchè tutti li conoscete, però a me era capitato di seguire una sua intervista in una trasmissione di Raitre in cui faceva ammenda del suo passato e l'intervistatrice raccontava di come quell'uomo era cambiato!!!!!!!! Com'è finita la vicenda lo sappiamo tutti. Allora la mia riflessione è: ovviamente non tutti i casi dei "redenti" finiscono come questo però molte volte è così. Quindi non premiamo i "redenti" con permessi e quant'altro, facciamo in modo che quanto è stato comminato venga portato alla fine e lasciamo che la "redenzione" sia un fatto interiore della coscienza della persona. Pene giuste e severe. Ergastoli veri. Perchè con il passare del tempo si tende a dimenticare cosa hanno fatto certi personaggi, quando si sentono parlare le vittime (ad esempio Donatella Colasanti) si tende ad avere un moto di fastidio: "Ma dai, adesso non è più quella persona. Si è redento!" Bisognerebbe che noi, che siamo il nostro paese, cercassimo di ottenere una giustizia il più "giusta" possibile, con certezza delle pene e non essere il paese del "tanto se mi prendono me la cavo sempre". Un saluto a tutti. [/QUOTE]
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