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Uscita a digiuno
Testo
<blockquote data-quote="all_i_need_is_bike" data-source="post: 3750493" data-attributes="member: 5183"><p>In realtà le circa 2000 kCal sono una fonte energetica solo teoricamente disponibile nel suo complesso, e soprattutto difficilmente utilizzabile in modo completo ed efficiente qualora intervenga la sensazione di fatica percepita tipica di una diminuzione nella concentrazione di glicogeno (come avviene se non si integra con carboidrati).</p><p></p><p>E' sufficiente il digiuno notturno per vedere ridotto sensibilmente il glicogeno epatico e per avere una glicemia molto bassa, quindi comunque non si hanno i serbatoi pieni nè si è in condizioni ottimali per uno sforzo fisico. A prescindere da questo, come tutte le pratiche anche questa può produrre benefici se utilizzata in certi periodi e abbinata ad una certa modalità di allenamento (in generale la periodizzazione dell'alimentazione contribuisce a potenziare gli effetti della periodizzazione dell'allenamento). Sicuramente ci saranno periodi in cui ha più senso ad esempio aumentare il consumo di carboidrati, visto che caso di maggiore disponibilità dovrebbe aumentare l'ossidazione di fonti esogene e, in conseguenza, si ha una maggiore tendenza a salvaguardare le fonti interne (glicogeno), favorendo di fatto la possibilità di gestire per durate maggiori uno sforzo di intensità più elevata (che naturalmente sfrutta maggiormente i carboidrati).</p><p></p><p>Come detto il serbatoio non si svuota mai del tutto, e sicuramente non lo fa se interviene la sensazione di fatica (che limita la possibilità di mantenere un certo livello di intensità, andando di fatto a sfruttare maggiormente altri "carburanti"). In ogni caso l'alimentazione durante lo sforzo è sempre in deficit, avendo come scopo principale quello di ritardare il più a lungo possibile l'affaticamento originato da queste cause piuttosto che reintegrare completamente quello che viene speso (almeno nella maggior parte dei casi).</p><p></p><p>Dipende molto da tipo e durata dello sforzo... sperimentazioni recenti (vedi Jeukendrup) indicano che ove possibile (vedi ciclismo) la scelta fra solido e liquido non è così rilevante (probabilmente nella corsa assume importanza anche il fattore vibrazioni sugli organi dell'apparato digerente): in entrambi i casi si riesce a mantenere stabile la glicemia (altra causa alla base della sensazione di fatica e del conseguente calo di prestazione) a patto di assumere in modo costante un adeguato quantitativo di carboidrati. Quantitativo che non è fisso, e che potrebbe eccedere i citati 60 g/h (anche 90 g/h, se il singolo non mostra problemi gastrointestinali legati all'assorbimento di tali quantità) nel caso di prove relativamente più brevi in cui sia richiesta una intensità superiore.</p><p></p><p>Non è da escludere... magari non come energia direttamente disponible, ma più probabilmente come migliore controllo della sensazione di fatica. Potrebbe valere la pena fare qualche esperimento in proposito.</p><p></p><p>Anche qui è altamente probabile che con un piano alimentare adeguato durante la gara la loro prestazione possa essere migliore, anche perchè all'aumentare della durata dello sforzo tipicamente tende ad aumentare l'ossidazione di fonti esterne (oltre alle considerazioni di cui si è detto in precedenza).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="all_i_need_is_bike, post: 3750493, member: 5183"] In realtà le circa 2000 kCal sono una fonte energetica solo teoricamente disponibile nel suo complesso, e soprattutto difficilmente utilizzabile in modo completo ed efficiente qualora intervenga la sensazione di fatica percepita tipica di una diminuzione nella concentrazione di glicogeno (come avviene se non si integra con carboidrati). E' sufficiente il digiuno notturno per vedere ridotto sensibilmente il glicogeno epatico e per avere una glicemia molto bassa, quindi comunque non si hanno i serbatoi pieni nè si è in condizioni ottimali per uno sforzo fisico. A prescindere da questo, come tutte le pratiche anche questa può produrre benefici se utilizzata in certi periodi e abbinata ad una certa modalità di allenamento (in generale la periodizzazione dell'alimentazione contribuisce a potenziare gli effetti della periodizzazione dell'allenamento). Sicuramente ci saranno periodi in cui ha più senso ad esempio aumentare il consumo di carboidrati, visto che caso di maggiore disponibilità dovrebbe aumentare l'ossidazione di fonti esogene e, in conseguenza, si ha una maggiore tendenza a salvaguardare le fonti interne (glicogeno), favorendo di fatto la possibilità di gestire per durate maggiori uno sforzo di intensità più elevata (che naturalmente sfrutta maggiormente i carboidrati). Come detto il serbatoio non si svuota mai del tutto, e sicuramente non lo fa se interviene la sensazione di fatica (che limita la possibilità di mantenere un certo livello di intensità, andando di fatto a sfruttare maggiormente altri "carburanti"). In ogni caso l'alimentazione durante lo sforzo è sempre in deficit, avendo come scopo principale quello di ritardare il più a lungo possibile l'affaticamento originato da queste cause piuttosto che reintegrare completamente quello che viene speso (almeno nella maggior parte dei casi). Dipende molto da tipo e durata dello sforzo... sperimentazioni recenti (vedi Jeukendrup) indicano che ove possibile (vedi ciclismo) la scelta fra solido e liquido non è così rilevante (probabilmente nella corsa assume importanza anche il fattore vibrazioni sugli organi dell'apparato digerente): in entrambi i casi si riesce a mantenere stabile la glicemia (altra causa alla base della sensazione di fatica e del conseguente calo di prestazione) a patto di assumere in modo costante un adeguato quantitativo di carboidrati. Quantitativo che non è fisso, e che potrebbe eccedere i citati 60 g/h (anche 90 g/h, se il singolo non mostra problemi gastrointestinali legati all'assorbimento di tali quantità) nel caso di prove relativamente più brevi in cui sia richiesta una intensità superiore. Non è da escludere... magari non come energia direttamente disponible, ma più probabilmente come migliore controllo della sensazione di fatica. Potrebbe valere la pena fare qualche esperimento in proposito. Anche qui è altamente probabile che con un piano alimentare adeguato durante la gara la loro prestazione possa essere migliore, anche perchè all'aumentare della durata dello sforzo tipicamente tende ad aumentare l'ossidazione di fonti esterne (oltre alle considerazioni di cui si è detto in precedenza). [/QUOTE]
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