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<blockquote data-quote="Bubby" data-source="post: 1911551" data-attributes="member: 12190"><p>Confermo tutto.... gran bel giro e ottima compagnia!</p><p>Peccato solo per la nebbia, che ci ha accompagnati, più o meno fitta, da Gallarate (per me) fino alla cima del Comnago, per poi ripresentarsi nella parte finale.</p><p>Partiti tranquilli, scoccano le prime scintille salendo verso Ghevio, con Wilson che dimostra di avere una gamba "superiore", sia per le dimensioni da prosciutto di Parma che per il ritmo che è in grado di mantenere...</p><p>Crampi per Stress verso Pisano: in onore al suo nick, forse lo "stress" della lunga stagione si è fatto sentire all'improvviso...</p><p>Giù dal Massino, scopro che Warsaw guida come se fosse in moto, mentre io perdo tutto il vantaggio acquisito in salita e il Dott tenta di suicidarsi contro le macchine che salgono, senza peraltro riuscirci. </p><p>Nemmeno il tempo di rifiatare e stiamo già salendo verso il Comnago: Wilson si dimostra un mistero che la scienza non può spiegare, come può un omone così grosso andare tanto forte in salita? Ma soprattutto, come può farlo con una bici in acciaio di almeno 20 anni, tutta piena di sporco e di ruggine, messa insieme con pezzi di metallo sottratti ai cassonetti e raddrizzati a colpi di lima e di tornio, con un cambio mezzo storto a 8 rapporti di cui un paio non funzionanti..........</p><p>Ancora più inspiegabile è come possa fare altrettanto forte le discese, con un pneumatico anteriore uscito di produzione nel secolo scorso.....</p><p>L'unica cosa è seguirlo, guardarlo pedalare, ascoltare i suoi racconti e le sue massime e osservarlo mentre lecca per tutta la lunghezza una camera d'aria tentando di trovare il punto dove ha forato.... sono esperienze altamente formative!!!</p><p>Il giro scorre veloce, Levo, Armeno, Omegna, Cesara, Gozzano, si pedala e si chiacchera e si scherza e non si pensa ai tanti km che passano. Primi cedimenti verso Invorio, con un po' di saliscendi spaccagambe, quindi ritorno a Castelletto su bellissime strade secondarie.</p><p>Poi mentre tutti sono già mentalmente sotto la doccia, faccio il pieno di barrette energetiche e mi sparo gli ultimi 35 km verso casa, con un bel Golasecca e poi tutta pianura.</p><p>Per me totali 180 Km a 26 di media, quasi 2000 m di dislivello e quasi 7 ore in bici, volate come sempre grazie all'ottima compagnia.</p><p>Alla prossima cari compagni viaggio!!!</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bubby, post: 1911551, member: 12190"] Confermo tutto.... gran bel giro e ottima compagnia! Peccato solo per la nebbia, che ci ha accompagnati, più o meno fitta, da Gallarate (per me) fino alla cima del Comnago, per poi ripresentarsi nella parte finale. Partiti tranquilli, scoccano le prime scintille salendo verso Ghevio, con Wilson che dimostra di avere una gamba "superiore", sia per le dimensioni da prosciutto di Parma che per il ritmo che è in grado di mantenere... Crampi per Stress verso Pisano: in onore al suo nick, forse lo "stress" della lunga stagione si è fatto sentire all'improvviso... Giù dal Massino, scopro che Warsaw guida come se fosse in moto, mentre io perdo tutto il vantaggio acquisito in salita e il Dott tenta di suicidarsi contro le macchine che salgono, senza peraltro riuscirci. Nemmeno il tempo di rifiatare e stiamo già salendo verso il Comnago: Wilson si dimostra un mistero che la scienza non può spiegare, come può un omone così grosso andare tanto forte in salita? Ma soprattutto, come può farlo con una bici in acciaio di almeno 20 anni, tutta piena di sporco e di ruggine, messa insieme con pezzi di metallo sottratti ai cassonetti e raddrizzati a colpi di lima e di tornio, con un cambio mezzo storto a 8 rapporti di cui un paio non funzionanti.......... Ancora più inspiegabile è come possa fare altrettanto forte le discese, con un pneumatico anteriore uscito di produzione nel secolo scorso..... L'unica cosa è seguirlo, guardarlo pedalare, ascoltare i suoi racconti e le sue massime e osservarlo mentre lecca per tutta la lunghezza una camera d'aria tentando di trovare il punto dove ha forato.... sono esperienze altamente formative!!! Il giro scorre veloce, Levo, Armeno, Omegna, Cesara, Gozzano, si pedala e si chiacchera e si scherza e non si pensa ai tanti km che passano. Primi cedimenti verso Invorio, con un po' di saliscendi spaccagambe, quindi ritorno a Castelletto su bellissime strade secondarie. Poi mentre tutti sono già mentalmente sotto la doccia, faccio il pieno di barrette energetiche e mi sparo gli ultimi 35 km verso casa, con un bel Golasecca e poi tutta pianura. Per me totali 180 Km a 26 di media, quasi 2000 m di dislivello e quasi 7 ore in bici, volate come sempre grazie all'ottima compagnia. Alla prossima cari compagni viaggio!!! [/QUOTE]
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