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Dove pedalare
AAA Compagni di avventura cercasi
Lombardia-Veneto
Uscite Zona Insubria, a ruota di...
Testo
<blockquote data-quote="Bubby" data-source="post: 2138255" data-attributes="member: 12190"><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Magari io sono una mosca bianca, ma provo a dire la mia. </span></span></p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Quoto Warsaw, perché penso apprezzi i miei racconti.:)</span></span></p><p> </p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Non mi è mai piaciuta la competizione, fin da quando ero piccolo.</span></span></p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Ho iniziato a 10 anni con latletica, ma nelle gare mi sentivo sempre a disagio, non capivo il perché tutte quelle persone si trovavano insieme e invece di ridere e scherzare, erano così serie e concentrate nel tentativo di battere gli altri. </span></span></p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Stufo di quel mondo, un bel giorno inizio ad andare in bici, da solo, e mi accorgo di come è bello girare il mondo, e di come la fatica pian piano lascia il posto alla gioia di raggiungere luoghi che pensavo inarrivabili. Poi arrivano inevitabili i primi confronti, e le prime soddifazioni: superare qualcuno in salita, staccare un altro con uno scatto.... e così, senza accorgermene, ero cascato di nuovo, e (peggio ancora!) questa volta per mia volontà, in quel tunnel da cui ero fuggito. Allenamenti, sacrifici, gare, fino a perdere il vero motivo per cui ero salito su una bici, fino a perdere quasi tutto il gusto vero di pedalare. Per questo a un certo punto ho abbandonato il ciclismo, e l'ho fatto per anni: era diventato per me una continua competizione contro il mondo, contro ogni possibile avversario; ma contro cosa, in fondo? e per dimostrare cosa? di essere più forte, più veloce? Ancora una volta non capivo più il senso di queste cose.</span></span></p><p> </p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Ho ripreso qualche anno fa, con una bici presa usata, e giravo per le strade come i primi tempi, senza nemmeno il conta Km, la prima vera forma schiavitù, perchè misurare la velocità è già uno stimolo a voler fare confronti, a stressarsi per un numero scritto sul computerino. Ho pedalato per molto tempo solo quando mi andava, solo nei giorni di sole, senza maglietta, per gustare di nuovo laria e il senso di libertà e di completezza che 2 ruote possono dare.</span></span></p><p> </p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Ora ho ricominciato ad uscire più spesso, a fare tanti km e a pedalare con un gruppo, ma lo faccio con una maggior consapevolezza, quella di sapere come sono e cosa voglio. E non chiamo le mie uscite allenamenti", no io pedalo e basta, scatto ancora sui pedali e supero qualcuno ma poi mi giro e gli sorrido, gli parlo. </span></span></p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Certo mi piace ancora fare uscite dure, superare i miei limiti, cercare di andare più forte, ma solo come ricerca di me stesso. Nella fatica (non nella sfida) mi sembra di riuscire a comprendere qualcosa di più di me e del mondo. Non so a cosa serve, ma mi fa sentire meglio, meglio di come stavo prima.</span></span></p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Nel frattempo ho imparato ad amare altre discipline, mi sono riavvicinato alle camminate in montagna, dove si può andare solitari per ore e non sentirsi mai soli, dove non cè tempo, ma un silenzio che riempie ed insegna, dove non cè sfida, ma solo rispetto per qualcosa di eterno e grande.</span></span></p><p> </p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">E forse ho anche capito il perché dei miei molti passi falsi, infatti dallaltro lato, vedo che la nostra è una società intrisa da cima a fondo di confronto e di competizione: da quando nasci, e già tutto di te è stato misurato e quantificato, a quando a scuola devi dimostrare di essere bravo, a quando tutti si aspettano che tu abbia una carriera brillante, un lavoro remunerativo, una bella macchina, una bella casa, una bella moglie.....</span></span></p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">Io vedo tutto ciò come una grande malattia, come una inconsapevole follia collettiva. Qualcuno dirà che grazie a questa follia, il mondo ha fatto enormi progressi in pochissimi anni. Tutto vero, infatti compriamo costosi e fantascientifici telai in carbonio, ma poi ci commuoviamo davanti un capolavoro artigiano in acciaio di 20 anni fa.</span></span></p><p><span style="color: black"><span style="font-family: 'Verdana'">E poi guardatevi intorno: siamo davvero felici, o anche solo sereni?</span></span></p><p> </p><p><span style="font-family: 'Verdana'">Senza falsi moralismi.</span></p><p><span style="font-family: 'Verdana'">Andrea</span></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Bubby, post: 2138255, member: 12190"] [COLOR=black][FONT=Verdana]Magari io sono una mosca bianca, ma provo a dire la mia. [/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]Quoto Warsaw, perché penso apprezzi i miei racconti.:)[/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana] [/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]Non mi è mai piaciuta la competizione, fin da quando ero piccolo.[/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]Ho iniziato a 10 anni con latletica, ma nelle gare mi sentivo sempre a disagio, non capivo il perché tutte quelle persone si trovavano insieme e invece di ridere e scherzare, erano così serie e concentrate nel tentativo di battere gli altri. [/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]Stufo di quel mondo, un bel giorno inizio ad andare in bici, da solo, e mi accorgo di come è bello girare il mondo, e di come la fatica pian piano lascia il posto alla gioia di raggiungere luoghi che pensavo inarrivabili. Poi arrivano inevitabili i primi confronti, e le prime soddifazioni: superare qualcuno in salita, staccare un altro con uno scatto.... e così, senza accorgermene, ero cascato di nuovo, e (peggio ancora!) questa volta per mia volontà, in quel tunnel da cui ero fuggito. Allenamenti, sacrifici, gare, fino a perdere il vero motivo per cui ero salito su una bici, fino a perdere quasi tutto il gusto vero di pedalare. Per questo a un certo punto ho abbandonato il ciclismo, e l'ho fatto per anni: era diventato per me una continua competizione contro il mondo, contro ogni possibile avversario; ma contro cosa, in fondo? e per dimostrare cosa? di essere più forte, più veloce? Ancora una volta non capivo più il senso di queste cose.[/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana] [/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]Ho ripreso qualche anno fa, con una bici presa usata, e giravo per le strade come i primi tempi, senza nemmeno il conta Km, la prima vera forma schiavitù, perchè misurare la velocità è già uno stimolo a voler fare confronti, a stressarsi per un numero scritto sul computerino. Ho pedalato per molto tempo solo quando mi andava, solo nei giorni di sole, senza maglietta, per gustare di nuovo laria e il senso di libertà e di completezza che 2 ruote possono dare.[/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana] [/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]Ora ho ricominciato ad uscire più spesso, a fare tanti km e a pedalare con un gruppo, ma lo faccio con una maggior consapevolezza, quella di sapere come sono e cosa voglio. E non chiamo le mie uscite allenamenti", no io pedalo e basta, scatto ancora sui pedali e supero qualcuno ma poi mi giro e gli sorrido, gli parlo. [/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]Certo mi piace ancora fare uscite dure, superare i miei limiti, cercare di andare più forte, ma solo come ricerca di me stesso. Nella fatica (non nella sfida) mi sembra di riuscire a comprendere qualcosa di più di me e del mondo. Non so a cosa serve, ma mi fa sentire meglio, meglio di come stavo prima.[/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]Nel frattempo ho imparato ad amare altre discipline, mi sono riavvicinato alle camminate in montagna, dove si può andare solitari per ore e non sentirsi mai soli, dove non cè tempo, ma un silenzio che riempie ed insegna, dove non cè sfida, ma solo rispetto per qualcosa di eterno e grande.[/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana] [/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]E forse ho anche capito il perché dei miei molti passi falsi, infatti dallaltro lato, vedo che la nostra è una società intrisa da cima a fondo di confronto e di competizione: da quando nasci, e già tutto di te è stato misurato e quantificato, a quando a scuola devi dimostrare di essere bravo, a quando tutti si aspettano che tu abbia una carriera brillante, un lavoro remunerativo, una bella macchina, una bella casa, una bella moglie.....[/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]Io vedo tutto ciò come una grande malattia, come una inconsapevole follia collettiva. Qualcuno dirà che grazie a questa follia, il mondo ha fatto enormi progressi in pochissimi anni. Tutto vero, infatti compriamo costosi e fantascientifici telai in carbonio, ma poi ci commuoviamo davanti un capolavoro artigiano in acciaio di 20 anni fa.[/FONT][/COLOR] [COLOR=black][FONT=Verdana]E poi guardatevi intorno: siamo davvero felici, o anche solo sereni?[/FONT][/COLOR] [FONT=Verdana] [/FONT] [FONT=Verdana]Senza falsi moralismi.[/FONT] [FONT=Verdana]Andrea[/FONT] [/QUOTE]
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