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<blockquote data-quote="paolone8" data-source="post: 2139387" data-attributes="member: 9883"><p>Manco per un po' tra queste pagine, torno e vi trovo filosofi <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" />.</p><p>Per fortuna la competizione non è un mio problema, vado così piano che al massimo posso sorpassare me stesso. Io vado in bici per il semplice gusto di tenermi in movimento, per la piacevole sensazione che si prova nel fare fatica, nel raggiungere un obbiettivo puntando solo sulle proprie forze. Infatti per me l'alternativa alla bici è il trekking, cambia l'ambiente, cambia il mezzo ma lo spirito è simile (per me). </p><p>L'estate scorsa, una mattina ho deciso di fare la salita che porta al pian bello e pian cavallo, salita che per le mie capacità risulta abbastanza impegnativa. Dopo un km di salita, vedo un altro ciclista poco più avanti. Curva dopo curva lo vedo sempre più vicino (strano, sarà un vecchietto ho pensato in quel momento), lo raggiungo, lo sorpasso salutandolo e scopro che avrà poco più di 20 anni. Appena sorpassato, mi chiama e mi chiede informazioni sulla salita e mi dice che non è sicuro di aver imboccato la salita giusta. Da li siamo saliti insieme, chiacchierando quando il fiato lo permetteva. Arrivati in un tratto piuttosto ripido, mi sono accorto che il nuovo compagno di pedalata si stava staccando, ho cercato di rallentare, anche se andavo così piano che non potevo più di tanto, poco dopo abbiamo raggiunto insieme il colle. </p><p>Ci siamo fermati, e lì quel ragazzo mi ha detto: meno male che mi hai raggiunto, se no non so se sarei salito, visto che ero gia in crisi.</p><p>Io non so nemmeno come si chiama quel ragazzo, ma l'averlo incontrato, mi ha fatto vedere una parte piacevole dell'andare in bici. Il trovarsi lungo la strada con qualcuno che non conosci, che probabilmente non rivedrai più, e automaticamente trovare piacevole condividere la fatica.</p><p>Questo è quello che la bici rappresenta per me.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="paolone8, post: 2139387, member: 9883"] Manco per un po' tra queste pagine, torno e vi trovo filosofi :mrgreen:. Per fortuna la competizione non è un mio problema, vado così piano che al massimo posso sorpassare me stesso. Io vado in bici per il semplice gusto di tenermi in movimento, per la piacevole sensazione che si prova nel fare fatica, nel raggiungere un obbiettivo puntando solo sulle proprie forze. Infatti per me l'alternativa alla bici è il trekking, cambia l'ambiente, cambia il mezzo ma lo spirito è simile (per me). L'estate scorsa, una mattina ho deciso di fare la salita che porta al pian bello e pian cavallo, salita che per le mie capacità risulta abbastanza impegnativa. Dopo un km di salita, vedo un altro ciclista poco più avanti. Curva dopo curva lo vedo sempre più vicino (strano, sarà un vecchietto ho pensato in quel momento), lo raggiungo, lo sorpasso salutandolo e scopro che avrà poco più di 20 anni. Appena sorpassato, mi chiama e mi chiede informazioni sulla salita e mi dice che non è sicuro di aver imboccato la salita giusta. Da li siamo saliti insieme, chiacchierando quando il fiato lo permetteva. Arrivati in un tratto piuttosto ripido, mi sono accorto che il nuovo compagno di pedalata si stava staccando, ho cercato di rallentare, anche se andavo così piano che non potevo più di tanto, poco dopo abbiamo raggiunto insieme il colle. Ci siamo fermati, e lì quel ragazzo mi ha detto: meno male che mi hai raggiunto, se no non so se sarei salito, visto che ero gia in crisi. Io non so nemmeno come si chiama quel ragazzo, ma l'averlo incontrato, mi ha fatto vedere una parte piacevole dell'andare in bici. Il trovarsi lungo la strada con qualcuno che non conosci, che probabilmente non rivedrai più, e automaticamente trovare piacevole condividere la fatica. Questo è quello che la bici rappresenta per me. [/QUOTE]
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