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AAA Compagni di avventura cercasi
Lombardia-Veneto
Uscite Zona Insubria, a ruota di...
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<blockquote data-quote="vittorio" data-source="post: 3068016" data-attributes="member: 13239"><p>io sto pensando ad un tuor con la salita dell'alpe duex e il colle delle finestre fatto con soggiorno in campeggio verson la fine mese si accettano prenotazioni</p><p><strong>e grandi salite: il Colle delle Finestre </strong></p><p></p><p> </p><p>Il Colle delle Finestre (2178 m), non lontano dal Sestriere e dal confine con la Francia, è un valico <strong>che collega le Valli di Susa e del Chisone.</strong></p><p> La salita dal lato nord è di grande spessore e tutt&#8217;altro che facile &#8211; <strong>lunga, impegnativa dal primo all&#8217;ultimo metro</strong>, soprattutto per un particolare che la rende speciale: un tratto <strong>sterrato di ben 8 chilometri</strong>, che improvvisamente sembra riportare indietro nel tempo. </p><p> Pressoché sconosciuta al grande pubblico fino a qualche anno fa, la salita è stata portata alla ribalta <strong>dal Giro d&#8217;Italia del 2005</strong>, impressionando subito per la grande bellezza del percorso e per l&#8217;elevata difficoltà, ma soprattutto perché sulle sue rampe i corridori salivano sgranati come un tempo, accompagnati dalla classica nuvola di polvere di cui si era persa memoria. </p><p> </p><ul> <li data-xf-list-type="ul"><strong>LA SALITA</strong></li> </ul><p> L&#8217;ascesa da Susa si compone di <strong>due parti nettamente distinte</strong>: la prima, di poco meno di 11 chilometri, arriva fino al Colletto di Meana; la seconda, più breve, coincide per intero con il tratto sterrato che porta al valico. </p><p> La pendenza media complessiva fornisce esattamente la misura delle difficoltà: <strong>una pendenza quasi costante del 9%</strong> per tutta la lunghezza della salita. </p><p> <img src="http://www.bikenews.it/2005/GIRO/GIF/DettaglioFinestre.jpg" alt="" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></p><p> Costruita per scopi militari, la strada sale con regolarità e raramente, se non per tratti brevissimi e irrilevanti ai fini della fatica, scende al di sotto del 9%; altrettanto di rado sale al di sopra del 10%. </p><p> Perciò, proprio in virtù della sua continuità, è fondamentale trovare un ritmo adatto alle proprie forze, quali che siano, e impostare subito un&#8217;andatura regolare e senza forzature. </p><p> </p><ul> <li data-xf-list-type="ul"><strong>L&#8217;ASCESA DA SUSA</strong></li> </ul><p> Partendo da Susa, si sale immediatamente: lasciata la Statale 24 e imboccato il bivio in direzione del Colle delle Finestre, la strada si alza perentoria, portandosi fin dal primo chilometro su<strong> pendenze impegnative</strong>, che a freddo risultano particolarmente ostiche. </p><p> I primi chilometri fino a Meana di Susa (652 m) sono già durissimi, con una rampa all&#8217;altezza della ferrovia <strong>al 14% che taglia le gambe</strong> (si tratta della pendenza più elevata dell&#8217;intera ascesa). </p><p> Dopo Meana case e coltivazioni lasciano il posto a un folto bosco di castagni, mentre la strada diventa di colpo movimentata: in meno di tre chilometri si affronta <strong>un numero impressionante di tornanti</strong>, molto ravvicinati e in successione serrata (se ne contano 28, su un totale di 33 per l&#8217;intera salita). </p><p> <img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b2/Colle_delle_Finestre_Meana_di_Susa.JPG/300px-Colle_delle_Finestre_Meana_di_Susa.JPG" alt="" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></p><p> Le pendenze non riservano grandi sorprese e si mantengono sempre costantemente impegnative, <strong>tra il 9 e il 10%,</strong> ma la presenza dei tornanti costituisce un piccolo aiuto, almeno dal punto di vista puramente psicologico. </p><p> Finita la sequenza dei tornanti la strada continua a salire al coperto del bosco e dopo un paio di rettilinei si arriva al Colletto di Meana, a quota 1452, che segna lo spartiacque tra le due parti della salita. </p><p> </p><ul> <li data-xf-list-type="ul"><strong>LO STERRATO</strong></li> </ul><p> Qui, dopo quasi 11 chilometri e 1000 metri di dislivello, termina l&#8217;asfalto e comincia la parte più dura.</p><p> <img src="http://farm1.static.flickr.com/94/245362274_405634720f.jpg?v=0" alt="" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></p><p> Il fondo sterrato è ben battuto, ma le sue condizioni costituiscono una variabile legata in modo decisivo alle condizioni del tempo; in ogni caso, la bicicletta da corsa fatica più del dovuto e la sua leggerezza costituisce, paradossalmente, un limite. </p><p> <strong>Bisogna procedere con cautela</strong> prestando attenzione a sassi, radici, solchi e avvallamenti che di tanto in tanto compaiono davanti alle ruote e perciò si sale in compagnia di un&#8217;insolita tensione, su un terreno per niente familiare, con il timore di possibili forature. </p><p> In questa parte della salita il paesaggio<strong> muta completamente</strong>: la valle diventa più ampia e aperta e la vista spazia su grandi distese di pascoli, interrotti soltanto dalle svolte della strada e da qualche macchia di bosco. </p><p> Negli ultimi chilometri si pedala con le energie decisamente in riserva, ma la fatica si stempera nella stupefacente bellezza di questo ambiente silenzioso e deserto. <strong>Lo sguardo ormai segue perfettamente la linea della strada</strong> che salendo porta al Colle delle Finestre, mentre più in alto spicca la sagoma del Forte delle Finestre costruito sul finire del XIX secolo a guardia del valico e ora abbandonato. </p><p> <strong>Una volta in cima</strong>, lo spettacolo è mozzafiato e ripaga delle tribolazioni dell&#8217;ascesa, sterrato compreso: da qui si domina completamente la salita e le valli sottostanti.</p><p> <img src="http://farm3.static.flickr.com/2177/1535111315_485ebe589b.jpg?v=0" alt="" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="vittorio, post: 3068016, member: 13239"] io sto pensando ad un tuor con la salita dell'alpe duex e il colle delle finestre fatto con soggiorno in campeggio verson la fine mese si accettano prenotazioni [B]e grandi salite: il Colle delle Finestre [/B] Il Colle delle Finestre (2178 m), non lontano dal Sestriere e dal confine con la Francia, è un valico [B]che collega le Valli di Susa e del Chisone.[/B] La salita dal lato nord è di grande spessore e tutt’altro che facile – [B]lunga, impegnativa dal primo all’ultimo metro[/B], soprattutto per un particolare che la rende speciale: un tratto [B]sterrato di ben 8 chilometri[/B], che improvvisamente sembra riportare indietro nel tempo. Pressoché sconosciuta al grande pubblico fino a qualche anno fa, la salita è stata portata alla ribalta [B]dal Giro d’Italia del 2005[/B], impressionando subito per la grande bellezza del percorso e per l’elevata difficoltà, ma soprattutto perché sulle sue rampe i corridori salivano sgranati come un tempo, accompagnati dalla classica nuvola di polvere di cui si era persa memoria. [LIST] [*][B]LA SALITA[/B] [/LIST] L’ascesa da Susa si compone di [B]due parti nettamente distinte[/B]: la prima, di poco meno di 11 chilometri, arriva fino al Colletto di Meana; la seconda, più breve, coincide per intero con il tratto sterrato che porta al valico. La pendenza media complessiva fornisce esattamente la misura delle difficoltà: [B]una pendenza quasi costante del 9%[/B] per tutta la lunghezza della salita. [IMG]http://www.bikenews.it/2005/GIRO/GIF/DettaglioFinestre.jpg[/IMG] Costruita per scopi militari, la strada sale con regolarità e raramente, se non per tratti brevissimi e irrilevanti ai fini della fatica, scende al di sotto del 9%; altrettanto di rado sale al di sopra del 10%. Perciò, proprio in virtù della sua continuità, è fondamentale trovare un ritmo adatto alle proprie forze, quali che siano, e impostare subito un’andatura regolare e senza forzature. [LIST] [*][B]L’ASCESA DA SUSA[/B] [/LIST] Partendo da Susa, si sale immediatamente: lasciata la Statale 24 e imboccato il bivio in direzione del Colle delle Finestre, la strada si alza perentoria, portandosi fin dal primo chilometro su[B] pendenze impegnative[/B], che a freddo risultano particolarmente ostiche. I primi chilometri fino a Meana di Susa (652 m) sono già durissimi, con una rampa all’altezza della ferrovia [B]al 14% che taglia le gambe[/B] (si tratta della pendenza più elevata dell’intera ascesa). Dopo Meana case e coltivazioni lasciano il posto a un folto bosco di castagni, mentre la strada diventa di colpo movimentata: in meno di tre chilometri si affronta [B]un numero impressionante di tornanti[/B], molto ravvicinati e in successione serrata (se ne contano 28, su un totale di 33 per l’intera salita). [IMG]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b2/Colle_delle_Finestre_Meana_di_Susa.JPG/300px-Colle_delle_Finestre_Meana_di_Susa.JPG[/IMG] Le pendenze non riservano grandi sorprese e si mantengono sempre costantemente impegnative, [B]tra il 9 e il 10%,[/B] ma la presenza dei tornanti costituisce un piccolo aiuto, almeno dal punto di vista puramente psicologico. Finita la sequenza dei tornanti la strada continua a salire al coperto del bosco e dopo un paio di rettilinei si arriva al Colletto di Meana, a quota 1452, che segna lo spartiacque tra le due parti della salita. [LIST] [*][B]LO STERRATO[/B] [/LIST] Qui, dopo quasi 11 chilometri e 1000 metri di dislivello, termina l’asfalto e comincia la parte più dura. [IMG]http://farm1.static.flickr.com/94/245362274_405634720f.jpg?v=0[/IMG] Il fondo sterrato è ben battuto, ma le sue condizioni costituiscono una variabile legata in modo decisivo alle condizioni del tempo; in ogni caso, la bicicletta da corsa fatica più del dovuto e la sua leggerezza costituisce, paradossalmente, un limite. [B]Bisogna procedere con cautela[/B] prestando attenzione a sassi, radici, solchi e avvallamenti che di tanto in tanto compaiono davanti alle ruote e perciò si sale in compagnia di un’insolita tensione, su un terreno per niente familiare, con il timore di possibili forature. In questa parte della salita il paesaggio[B] muta completamente[/B]: la valle diventa più ampia e aperta e la vista spazia su grandi distese di pascoli, interrotti soltanto dalle svolte della strada e da qualche macchia di bosco. Negli ultimi chilometri si pedala con le energie decisamente in riserva, ma la fatica si stempera nella stupefacente bellezza di questo ambiente silenzioso e deserto. [B]Lo sguardo ormai segue perfettamente la linea della strada[/B] che salendo porta al Colle delle Finestre, mentre più in alto spicca la sagoma del Forte delle Finestre costruito sul finire del XIX secolo a guardia del valico e ora abbandonato. [B]Una volta in cima[/B], lo spettacolo è mozzafiato e ripaga delle tribolazioni dell’ascesa, sterrato compreso: da qui si domina completamente la salita e le valli sottostanti. [IMG]http://farm3.static.flickr.com/2177/1535111315_485ebe589b.jpg?v=0[/IMG] [/QUOTE]
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