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UTMB: prova percorso
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<blockquote data-quote="Giancarla" data-source="post: 1273411" data-attributes="member: 1857"><p>Macchè lunedì, è andato tutto in vacca molto prima! <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/wacko.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":wacko:" title="Wacko :wacko:" data-shortname=":wacko:" /></p><p></p><p>In estrema sintesi, la ragione del flop è la mia solita pirlaggine... Parto, causa traffico in tangenziale a Torino, alle 20 da Courmayeur; trovo il sentiero, vado su, in una confusione totale di pensieri, sensazioni, paure, silenzio e rumori, luci, occhi illuminati nel bosco. Arrivo ad un gruppo di case dove, se ho ben capito, deve esserci anche il Rifugio Bertone, che però non mi son preoccupata di cercare; ci sono tre personaggi che, un po' incuriositi un po' allibiti, mi chiedano cosa faccia lì e perché. Approfitto per chiedere se sto andando bene per il Bonatti, giusto perché una conferma in più non fa mai male: sì, sono giusta, ma perché voglio andare su a quest'ora? E perché ad Arnuva ed al Grand Col du Ferret? Ci provo, a spiegarglielo, ma non sono convinti, anzi; mi sconsigliano, ma, vista la mia imperturbabilità, mi raccomandano di fare attenzione, soprattutto ai lupi. Aridaje, penso io... E che, ci saranno tre lupi in tutte le Alpi, devo sempre per forza beccarli io? Chiedo se mi stiano prendendo in giro; rispondono, serissimi: "Vai a chiedere qui intorno a chi ha le pecore, se è uno scherzo o no"... </p><p> </p><p>Gulp. Fingo di non aver sentito e riparto, destinazione intermedia Rifugio Bonatti. Fa molto freddo, tira un vento teso e gelido, ma finché si cammina va tutto bene. Non l'avessi mai pensato, poco dopo l'alpeggio di Arminaz la frontale illumina due occhi... Due paia, anzi tre paia. Bene. Sono non molto distanti da me, giusto giusto sul sentiero, in mezzo ad un tratto di bosco. Mi immobilizzo, mi fissano. Accenno un passo avanti, un ringhio cupo. Mi fermo, si fermano. Provo a battere i bastoncini tra loro, sperando che questo li impaurisca: fanno qualche passo indietro, ma son sempre lì e mi fissano. Accenno io ad indietreggiaresi avvicinano. A giudicare da quel poco che vedo, mi sembrano cani, anche se non ci posso giurare, ma non voglio davvero credere d'avere sempre la fortuna di beccare un animale raro... Andiamo avanti così a studiarci per un po'; da parte loro, nessun abbaio, ma continuano a ringhiare. Ed io invece comincio, qui ferma, ad ibernare. Che fare? Penso che sia meglio tentare un cauto dietrofront; magari trovo un posto dove fermarmi un po' e meditare con calma. Così faccio, a passetti brevi indietreggio, poi accelero un po', sempre guardandomi le spalle. Ad Arminaz c'era un alpeggio abitato, ma anche una catapecchia che poteva fare al caso mio, con un lato riparato dal vento. Mi siedo lì sul bordo di pietra alla base del muro, vista Monte Bianco illuminato dalla luna; indosso tutto quel che ho, vale a dire cinque strati sul torace, i pantaloni impermeabili sopra quelli lunghi normali, i guanti. Vorrei approfittarne per dormire un po', un'oretta, due, poi magari provo a ripartire. Ma il sonno non arriva; arrivano invece il freddo siberiano che in un attimo mi iberna piedi e mani e mi fa tremare come una foglia senza sosta, e le paure stupide, davvero stupide, che mi faranno buttar via da idiota anche quest'occasione. Metti che riparto e sono ancora lì... Metti che passo e me li ritrovo proprio davanti... Potrei anche partire domattina, avrei ancora abbondante margine: già, ma chi mi assicura che la prossima notte sia più fortunata di questa? E se mi trovo ferma a metà e non posso rientrare? Che casino poi lunedì in ufficio. Queste sono le stupide, futilissime balle che però in quel momento, complice forse l'assopimento ed il freddo boia, mi sono sembrate ragioni più che fondate. Avrei semplicemente dovuto provare a passare lo stesso... O alla peggio provare a partire stamattina... Ma niente da fare, già io ho poche idee, poi basta una cretinata a sconvolgermele e voilà, la mia presunta determinazione va a farsi friggere. </p><p> </p><p>Dopo una nottata che augurerei solo al mio peggior nemico, alle sei di stamattina son ripartita: spalle, schiena e collo a pezzi, gelo in ogni singola cellula, stomaco chiuso che non vuol saperne di accettare nulla per colazione. Oggi ho marciato da lì al Rifugio Bonatti, Arnuva e Grand Col Ferret e ritorno a Courmayeur; poi, per aggiungere ancora un po' di dislivello, sono tornata al Colle Licony, che vedo per la terza volta in un'estate e trovo sempre meraviglioso. In totale con il tratto fatto ieri sera, dovrebbero essere a spanne 58 km per 3.000 m di dislivello, meno di un terzo di quel che avrei voluto. E che calvario, tornare a casa in auto! Doppio dispiacere perché oggi, a parte i problemi di fame e nessuna voglia di mangiare che mi hanno un po' tormentata tutto il giorno, stavo benone; stasera, le gambe non dolgono nemmeno un poco. </p><p> </p><p>Però i locals mi han detto che ad ottobre generalmente un giro così si può ancora fare. OK, ho capito che da sola non valgo una cippa e non ce la farei mai. Però non mi rassegno; resta la possibilità, forse, della guida... Penso proprio che lunedì comincerò a sondare il terreno, se c'è qualcuno che abbia voglia di incaricarsi di una roba del genere. </p><p> </p><p>A breve un racconto un po' più dettagliato... Ora filo a nanna.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Giancarla, post: 1273411, member: 1857"] Macchè lunedì, è andato tutto in vacca molto prima! :wacko: In estrema sintesi, la ragione del flop è la mia solita pirlaggine... Parto, causa traffico in tangenziale a Torino, alle 20 da Courmayeur; trovo il sentiero, vado su, in una confusione totale di pensieri, sensazioni, paure, silenzio e rumori, luci, occhi illuminati nel bosco. Arrivo ad un gruppo di case dove, se ho ben capito, deve esserci anche il Rifugio Bertone, che però non mi son preoccupata di cercare; ci sono tre personaggi che, un po' incuriositi un po' allibiti, mi chiedano cosa faccia lì e perché. Approfitto per chiedere se sto andando bene per il Bonatti, giusto perché una conferma in più non fa mai male: sì, sono giusta, ma perché voglio andare su a quest'ora? E perché ad Arnuva ed al Grand Col du Ferret? Ci provo, a spiegarglielo, ma non sono convinti, anzi; mi sconsigliano, ma, vista la mia imperturbabilità, mi raccomandano di fare attenzione, soprattutto ai lupi. Aridaje, penso io... E che, ci saranno tre lupi in tutte le Alpi, devo sempre per forza beccarli io? Chiedo se mi stiano prendendo in giro; rispondono, serissimi: "Vai a chiedere qui intorno a chi ha le pecore, se è uno scherzo o no"... Gulp. Fingo di non aver sentito e riparto, destinazione intermedia Rifugio Bonatti. Fa molto freddo, tira un vento teso e gelido, ma finché si cammina va tutto bene. Non l'avessi mai pensato, poco dopo l'alpeggio di Arminaz la frontale illumina due occhi... Due paia, anzi tre paia. Bene. Sono non molto distanti da me, giusto giusto sul sentiero, in mezzo ad un tratto di bosco. Mi immobilizzo, mi fissano. Accenno un passo avanti, un ringhio cupo. Mi fermo, si fermano. Provo a battere i bastoncini tra loro, sperando che questo li impaurisca: fanno qualche passo indietro, ma son sempre lì e mi fissano. Accenno io ad indietreggiaresi avvicinano. A giudicare da quel poco che vedo, mi sembrano cani, anche se non ci posso giurare, ma non voglio davvero credere d'avere sempre la fortuna di beccare un animale raro... Andiamo avanti così a studiarci per un po'; da parte loro, nessun abbaio, ma continuano a ringhiare. Ed io invece comincio, qui ferma, ad ibernare. Che fare? Penso che sia meglio tentare un cauto dietrofront; magari trovo un posto dove fermarmi un po' e meditare con calma. Così faccio, a passetti brevi indietreggio, poi accelero un po', sempre guardandomi le spalle. Ad Arminaz c'era un alpeggio abitato, ma anche una catapecchia che poteva fare al caso mio, con un lato riparato dal vento. Mi siedo lì sul bordo di pietra alla base del muro, vista Monte Bianco illuminato dalla luna; indosso tutto quel che ho, vale a dire cinque strati sul torace, i pantaloni impermeabili sopra quelli lunghi normali, i guanti. Vorrei approfittarne per dormire un po', un'oretta, due, poi magari provo a ripartire. Ma il sonno non arriva; arrivano invece il freddo siberiano che in un attimo mi iberna piedi e mani e mi fa tremare come una foglia senza sosta, e le paure stupide, davvero stupide, che mi faranno buttar via da idiota anche quest'occasione. Metti che riparto e sono ancora lì... Metti che passo e me li ritrovo proprio davanti... Potrei anche partire domattina, avrei ancora abbondante margine: già, ma chi mi assicura che la prossima notte sia più fortunata di questa? E se mi trovo ferma a metà e non posso rientrare? Che casino poi lunedì in ufficio. Queste sono le stupide, futilissime balle che però in quel momento, complice forse l'assopimento ed il freddo boia, mi sono sembrate ragioni più che fondate. Avrei semplicemente dovuto provare a passare lo stesso... O alla peggio provare a partire stamattina... Ma niente da fare, già io ho poche idee, poi basta una cretinata a sconvolgermele e voilà, la mia presunta determinazione va a farsi friggere. Dopo una nottata che augurerei solo al mio peggior nemico, alle sei di stamattina son ripartita: spalle, schiena e collo a pezzi, gelo in ogni singola cellula, stomaco chiuso che non vuol saperne di accettare nulla per colazione. Oggi ho marciato da lì al Rifugio Bonatti, Arnuva e Grand Col Ferret e ritorno a Courmayeur; poi, per aggiungere ancora un po' di dislivello, sono tornata al Colle Licony, che vedo per la terza volta in un'estate e trovo sempre meraviglioso. In totale con il tratto fatto ieri sera, dovrebbero essere a spanne 58 km per 3.000 m di dislivello, meno di un terzo di quel che avrei voluto. E che calvario, tornare a casa in auto! Doppio dispiacere perché oggi, a parte i problemi di fame e nessuna voglia di mangiare che mi hanno un po' tormentata tutto il giorno, stavo benone; stasera, le gambe non dolgono nemmeno un poco. Però i locals mi han detto che ad ottobre generalmente un giro così si può ancora fare. OK, ho capito che da sola non valgo una cippa e non ce la farei mai. Però non mi rassegno; resta la possibilità, forse, della guida... Penso proprio che lunedì comincerò a sondare il terreno, se c'è qualcuno che abbia voglia di incaricarsi di una roba del genere. A breve un racconto un po' più dettagliato... Ora filo a nanna. [/QUOTE]
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