Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Gare
Professionisti
Giro d'Italia
Ven 19.05 13a tappa 2023 BORGOFRANCO D’IVREA - CRANS MONTANA
Testo
<blockquote data-quote="WattTheHell" data-source="post: 7347413" data-attributes="member: 18465"><p>Si perchè le migliaia di amatori (incluso il sottoscritto) che 1 mese e mezzo fa hanno corso il Fiandre da 250 km con pioggia, 6-7 gradi e vento per tutto il santo giorno partendo alle 7 di mattina e svegliandosi chi alle 3, chi alle 4, chi alle 5, sono invece dei supereroi rispetto ai pro.</p><p>E faccio notare che gli amatori non hanno le ammiraglie, non hanno chi gli passa le borracce, non hanno chi gli passa abbigliamento asciutto, non ci mettono 6 ore come i pro (per una tappa tipo oggi) ma ce ne mettono 9 o 10.</p><p></p><p>La verità è che oggi in molti non avevano più voglia di correre sotto l'acqua, punto. Le condizioni di pericolosità che hanno ipotizzato i corridori semplicemente non esistevano. La pioggia che congela al suolo (gelicidio) in condizioni del genere è impossibile perchè si verifica quando negli strati alti dell'atmosfera fa più caldo (> 0 gradi) mentre il terreno (inclusi i pochi metri di aria al di sopra) è gelato. A maggio il terreno non è gelato, specie l'asfalto. E se per qualche motivo in cima alla Croix de Coeur avesse cominciato a nevicare, potevano tranquillamente neutralizzare la corsa al GPM dando modo ad ogni ammiraglia di fornire vestiario pesante ai corridori. Li facevano salire in macchina e li portavano tutti più in basso fino a farli riprendere la corsa.</p><p></p><p>La verità è che ormai sembra che a molte squadre importi di correre in condizioni metereologiche impegnative solo se si tratta di una Classica Monumento o di una tappa del Tour...ma ci vuole rispetto anche per le altre corse. E poi magari qualcuno invece di passare tutto l'inverno in Costa Azzurra, in Spagna e alle Canarie dovrebbe ricominciare a pedalare dove l'inverno esiste.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="WattTheHell, post: 7347413, member: 18465"] Si perchè le migliaia di amatori (incluso il sottoscritto) che 1 mese e mezzo fa hanno corso il Fiandre da 250 km con pioggia, 6-7 gradi e vento per tutto il santo giorno partendo alle 7 di mattina e svegliandosi chi alle 3, chi alle 4, chi alle 5, sono invece dei supereroi rispetto ai pro. E faccio notare che gli amatori non hanno le ammiraglie, non hanno chi gli passa le borracce, non hanno chi gli passa abbigliamento asciutto, non ci mettono 6 ore come i pro (per una tappa tipo oggi) ma ce ne mettono 9 o 10. La verità è che oggi in molti non avevano più voglia di correre sotto l'acqua, punto. Le condizioni di pericolosità che hanno ipotizzato i corridori semplicemente non esistevano. La pioggia che congela al suolo (gelicidio) in condizioni del genere è impossibile perchè si verifica quando negli strati alti dell'atmosfera fa più caldo (> 0 gradi) mentre il terreno (inclusi i pochi metri di aria al di sopra) è gelato. A maggio il terreno non è gelato, specie l'asfalto. E se per qualche motivo in cima alla Croix de Coeur avesse cominciato a nevicare, potevano tranquillamente neutralizzare la corsa al GPM dando modo ad ogni ammiraglia di fornire vestiario pesante ai corridori. Li facevano salire in macchina e li portavano tutti più in basso fino a farli riprendere la corsa. La verità è che ormai sembra che a molte squadre importi di correre in condizioni metereologiche impegnative solo se si tratta di una Classica Monumento o di una tappa del Tour...ma ci vuole rispetto anche per le altre corse. E poi magari qualcuno invece di passare tutto l'inverno in Costa Azzurra, in Spagna e alle Canarie dovrebbe ricominciare a pedalare dove l'inverno esiste. [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Gare
Professionisti
Giro d'Italia
Ven 19.05 13a tappa 2023 BORGOFRANCO D’IVREA - CRANS MONTANA
Alto
Basso