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Ven 19.05 13a tappa 2023 BORGOFRANCO D’IVREA - CRANS MONTANA
Testo
<blockquote data-quote="tubus" data-source="post: 7347640" data-attributes="member: 20713"><p>Col senno di poi siamo tutti capaci di fare i fenomeni : abbiamo tutti sotto gli occhi la tragedia ancora in corso in Romagna, e voi pensate che se lì ci fossero state delle previsioni ancora più accurate saremmo qui a piangere 15 morti ? Pensate che quelle povere vittime non sarebbero salite ai piani alti pur di salvare la pelle ? Le cose si possono prevedere, ma possono andare anche meglio o peggio del previsto, quante volte l' abbiamo visto ?</p><p>La tappa si poteva fare ( con il senno si poi ) ? La risposta è sì.</p><p>C'è stato sicuramente un eccesso di prudenza ( con il senno di poi ), i ciclisti dopo 2 settimane di meteo orribile, cadute, covid hanno pensato ( secondo me giustamente ) che non fosse giusto rischiare di correre in condizioni estreme che le previsioni ( toppate !!! ) davano. Non me la sento proprio di dare addosso ai ciclisti.</p><p>E mi sfugge qualcosa: ma se il 90% non voleva correre ( sondaggio fatto in forma anonima riportatao da Salvato ) com'è che tutti gli intervistati storcevano il naso ( Bonifazio, Moscon, Caruso etc ) e il solo Thomas ci ha messo la faccia a dire che la decisione ( ripeto,sbagliata ma solo con il senno di poi !!! ) . Alla sera tutti conigli impauriti e il giorno dopo a tappa finita tutti leoni ( a parole ) .</p><p>E mi sembra pazzesco che la Rai che si è comprata i diritti del Giro non perdi occasione per sputt@n@re i ciclisti di oggi facendo paragoni impropri, al punto di sentire il sermone strappalacrime di quell' intenditore che risponde al nome di Fabio Genovesi menzionare l' inventore del Tour Henry Lagrange : la sua massima aspirazione era vedere finire il Tour con il solo vincitore, tutti gli altri potevano anche morire per strada. Il ciclismo deve avere tappe corte, temperature estreme, strade magari anche appena scongelate per la discesa, se poi ci fosse anche una bella spruzzatina di neve sarebbe anche meglio,così vediamo chi è bravo a guidare la bici e chi è una pippa.</p><p>E Fabretti che incensa lo scattino di 50 metri di Caruso a uso e consumo della sua teoria per affermare "chissà cosa sarebbe successo se quello scatto (50 metri !!! ) fosse stato fatto al termine del tappone programmato" ... semplicemente ridicolo ...</p><p>Insomma il ciclismo deve essere lacrime, sangue, arena, coltello tra i denti senza esclusione de colpi ? Non penso che mi piacerebbe un ciclismo del genere, la decisione (sbagliata ) della variazione della tappa di ieri va contestualizzata anche emotivamente in quello che sta succedendo in centro Italia e nella storia tribolata di queste prime 2 settimane della corsa rosa.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="tubus, post: 7347640, member: 20713"] Col senno di poi siamo tutti capaci di fare i fenomeni : abbiamo tutti sotto gli occhi la tragedia ancora in corso in Romagna, e voi pensate che se lì ci fossero state delle previsioni ancora più accurate saremmo qui a piangere 15 morti ? Pensate che quelle povere vittime non sarebbero salite ai piani alti pur di salvare la pelle ? Le cose si possono prevedere, ma possono andare anche meglio o peggio del previsto, quante volte l' abbiamo visto ? La tappa si poteva fare ( con il senno si poi ) ? La risposta è sì. C'è stato sicuramente un eccesso di prudenza ( con il senno di poi ), i ciclisti dopo 2 settimane di meteo orribile, cadute, covid hanno pensato ( secondo me giustamente ) che non fosse giusto rischiare di correre in condizioni estreme che le previsioni ( toppate !!! ) davano. Non me la sento proprio di dare addosso ai ciclisti. E mi sfugge qualcosa: ma se il 90% non voleva correre ( sondaggio fatto in forma anonima riportatao da Salvato ) com'è che tutti gli intervistati storcevano il naso ( Bonifazio, Moscon, Caruso etc ) e il solo Thomas ci ha messo la faccia a dire che la decisione ( ripeto,sbagliata ma solo con il senno di poi !!! ) . Alla sera tutti conigli impauriti e il giorno dopo a tappa finita tutti leoni ( a parole ) . E mi sembra pazzesco che la Rai che si è comprata i diritti del Giro non perdi occasione per sputt@n@re i ciclisti di oggi facendo paragoni impropri, al punto di sentire il sermone strappalacrime di quell' intenditore che risponde al nome di Fabio Genovesi menzionare l' inventore del Tour Henry Lagrange : la sua massima aspirazione era vedere finire il Tour con il solo vincitore, tutti gli altri potevano anche morire per strada. Il ciclismo deve avere tappe corte, temperature estreme, strade magari anche appena scongelate per la discesa, se poi ci fosse anche una bella spruzzatina di neve sarebbe anche meglio,così vediamo chi è bravo a guidare la bici e chi è una pippa. E Fabretti che incensa lo scattino di 50 metri di Caruso a uso e consumo della sua teoria per affermare "chissà cosa sarebbe successo se quello scatto (50 metri !!! ) fosse stato fatto al termine del tappone programmato" ... semplicemente ridicolo ... Insomma il ciclismo deve essere lacrime, sangue, arena, coltello tra i denti senza esclusione de colpi ? Non penso che mi piacerebbe un ciclismo del genere, la decisione (sbagliata ) della variazione della tappa di ieri va contestualizzata anche emotivamente in quello che sta succedendo in centro Italia e nella storia tribolata di queste prime 2 settimane della corsa rosa. [/QUOTE]
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Ven 19.05 13a tappa 2023 BORGOFRANCO D’IVREA - CRANS MONTANA
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