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Bici e telai
La mia bici - review
Yeti Arc-X, alluminio d'annata
Testo
<blockquote data-quote="Jacopo.M" data-source="post: 4447216" data-attributes="member: 39068"><p>Mi sono innamorato di questo alluminio americano oltre due anni fa. Un mesetto addietro il progetto è finalmente finito e ora trovo il tempo di raccontarvelo.</p><p>LArc-X è uno dei telai da cross più belli che siano stati realizzati: lorizzontale è scavato per accogliere i fili sulla parte superiore, lontano dal fango e lasciando libero lobliquo. E poi scolpito nella parte inferiore per agevolare il trasporto su spalla. Il carro posteriore è asimmetrico, ed è stato ricavato da due pezzi unici senza saldatura tra foderi alti e bassi, soluzione spettacolare, ideata dal mitico Frank the welder Wadelton, che è divenuta marchio di fabbrica della famiglia Arc. Per non farsi mancare nulla, infine, è dotato posteriormente di un tendicavi integrato per il deragliatore e il fermaguaine per il freno cantilever.</p><p>Fuori produzione da due anni, è pressoché introvabile in Europa e non solo, ho dovuto reperire un telaio usato dagli Stati Uniti, tramite Ebay. La ricerca è stata lunga ma alla fine l'ho spuntata, e me ne sono accaparrato uno in ottime condizioni. E un 56 di orizzontale e pesa circa 1650g. Per ora commetto lincoerenza di usarlo per la strada.</p><p>Procedendo al montaggio, per la trasmissione ho scelto uno Sram Force del 2008 che avevo fermo e nuovo in officina: mi piaceva lidea di montare un cambio dannata su un telaio degli stessi anni. Le leve sono Apex, perché quelle del Force 2008 hanno spesso un difetto di produzione per cui la leva cambio e quella freno fanno attrito tra loro, fastidiosissimo. Tuttavia, cambio e deragliatore, anche in una versione stagionata di cinque anni fa, se onorati di una degna regolazione sono tuttora attuali e precisi, alla faccia dei detrattori di Sram.</p><p>Forcella: Ritchey WCS Cross, 1-1/8, magnifica, nulla da dire, il marchio non necessita di presentazioni.</p><p>Non essendo il telaio troppo aggressivo nel disegno dei tubi gli ho montato ruote medio profilo, American Classic 420 Aero3 da 34mm, 24 e 18 fori. Consigliate dalla Casa tanto per la strada quanto per il cross, nelledizione 2012 e in questa 2013 sono molto più robuste dei modelli precedenti. Lincrocio al posteriore è in terza al drive side, radiale a sinistra. Su mozzi American Classic pesano 1550g.</p><p>Per i freni mi sono ordinato dei TRP EuroX Carbon: li ho presi a scatola chiusa non avendo mai provato la casa americana e devo riconoscere che la frenata è allaltezza e il feedback alle leve infonde sicurezza e un senso di robustezza notevole.</p><p>La serie sterzo è una Cane Creek senza infamia né gloria, sto aspettando una King.</p><p>Il collarino è un Salsa in alluminio CNC, così come le chiusure degli sganci rapidi, che hanno il perno in titanio. Che dire, sono gioiellini di ottima fattura, costicchiano ma aggiungono un ulteriore tocco americano. Love it </p><p>I pedali sono Time, Atac XL. Perché? Li avevo in casa, buoni per la finitura in tinta col telaio.</p><p>La sella è una Selle Italia Carbonio, credo sia arrivata in negozio ai tempi in cui io andavo alle medie.</p><p>Pipa e reggisella sono Thomson, e difficilmente saprei rinunciarvi, perché non ho ancora trovato protesi analoghe in alluminio con la medesima eleganza ed eccellente fattura. Il manubrio è un 3T Rotundo.</p><p>Infine, mi sono divertito con i portaborraccia: uno è un Whisky N°7 C2, in fibra di carbonio, semplice, elegante, contemporaneo. Laltro è unimitazione, purtroppo, dei ricercatissimi Ringlé H2O 3D, un omaggio allepoca doro di Yeti qualcuno li ricorda? Andavano di moda negli anni 90, oggi cè chi venderebbe la madre per averne uno originale!</p><p></p><p>Il privilegio di potersi allestire personalmente una bici nellenormità di componenti che il mercato offre è davvero divertente: per questo non sto a ragionare sulle prestazioni anche se forse, per una bici del genere, pensata a suo tempo per le competizioni, potrebbe anche starci qualche riflessione sulla dinamica. Quello che importa è che è una mia creazione, frutto della mia passione e della mia esperienza ciclistica: mi fa venire voglia di prenderla e uscire ogni volta che la guardo e questo è il massimo che possa desiderare da questa bicicletta, soprattutto considerando che lho montata per farne un oggetto da collezione di cui difficilmente mi libererò.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Jacopo.M, post: 4447216, member: 39068"] Mi sono innamorato di questo alluminio americano oltre due anni fa. Un mesetto addietro il progetto è finalmente finito e ora trovo il tempo di raccontarvelo. LArc-X è uno dei telai da cross più belli che siano stati realizzati: lorizzontale è scavato per accogliere i fili sulla parte superiore, lontano dal fango e lasciando libero lobliquo. E poi scolpito nella parte inferiore per agevolare il trasporto su spalla. Il carro posteriore è asimmetrico, ed è stato ricavato da due pezzi unici senza saldatura tra foderi alti e bassi, soluzione spettacolare, ideata dal mitico Frank the welder Wadelton, che è divenuta marchio di fabbrica della famiglia Arc. Per non farsi mancare nulla, infine, è dotato posteriormente di un tendicavi integrato per il deragliatore e il fermaguaine per il freno cantilever. Fuori produzione da due anni, è pressoché introvabile in Europa e non solo, ho dovuto reperire un telaio usato dagli Stati Uniti, tramite Ebay. La ricerca è stata lunga ma alla fine l'ho spuntata, e me ne sono accaparrato uno in ottime condizioni. E un 56 di orizzontale e pesa circa 1650g. Per ora commetto lincoerenza di usarlo per la strada. Procedendo al montaggio, per la trasmissione ho scelto uno Sram Force del 2008 che avevo fermo e nuovo in officina: mi piaceva lidea di montare un cambio dannata su un telaio degli stessi anni. Le leve sono Apex, perché quelle del Force 2008 hanno spesso un difetto di produzione per cui la leva cambio e quella freno fanno attrito tra loro, fastidiosissimo. Tuttavia, cambio e deragliatore, anche in una versione stagionata di cinque anni fa, se onorati di una degna regolazione sono tuttora attuali e precisi, alla faccia dei detrattori di Sram. Forcella: Ritchey WCS Cross, 1-1/8, magnifica, nulla da dire, il marchio non necessita di presentazioni. Non essendo il telaio troppo aggressivo nel disegno dei tubi gli ho montato ruote medio profilo, American Classic 420 Aero3 da 34mm, 24 e 18 fori. Consigliate dalla Casa tanto per la strada quanto per il cross, nelledizione 2012 e in questa 2013 sono molto più robuste dei modelli precedenti. Lincrocio al posteriore è in terza al drive side, radiale a sinistra. Su mozzi American Classic pesano 1550g. Per i freni mi sono ordinato dei TRP EuroX Carbon: li ho presi a scatola chiusa non avendo mai provato la casa americana e devo riconoscere che la frenata è allaltezza e il feedback alle leve infonde sicurezza e un senso di robustezza notevole. La serie sterzo è una Cane Creek senza infamia né gloria, sto aspettando una King. Il collarino è un Salsa in alluminio CNC, così come le chiusure degli sganci rapidi, che hanno il perno in titanio. Che dire, sono gioiellini di ottima fattura, costicchiano ma aggiungono un ulteriore tocco americano. Love it I pedali sono Time, Atac XL. Perché? Li avevo in casa, buoni per la finitura in tinta col telaio. La sella è una Selle Italia Carbonio, credo sia arrivata in negozio ai tempi in cui io andavo alle medie. Pipa e reggisella sono Thomson, e difficilmente saprei rinunciarvi, perché non ho ancora trovato protesi analoghe in alluminio con la medesima eleganza ed eccellente fattura. Il manubrio è un 3T Rotundo. Infine, mi sono divertito con i portaborraccia: uno è un Whisky N°7 C2, in fibra di carbonio, semplice, elegante, contemporaneo. Laltro è unimitazione, purtroppo, dei ricercatissimi Ringlé H2O 3D, un omaggio allepoca doro di Yeti qualcuno li ricorda? Andavano di moda negli anni 90, oggi cè chi venderebbe la madre per averne uno originale! Il privilegio di potersi allestire personalmente una bici nellenormità di componenti che il mercato offre è davvero divertente: per questo non sto a ragionare sulle prestazioni anche se forse, per una bici del genere, pensata a suo tempo per le competizioni, potrebbe anche starci qualche riflessione sulla dinamica. Quello che importa è che è una mia creazione, frutto della mia passione e della mia esperienza ciclistica: mi fa venire voglia di prenderla e uscire ogni volta che la guardo e questo è il massimo che possa desiderare da questa bicicletta, soprattutto considerando che lho montata per farne un oggetto da collezione di cui difficilmente mi libererò. [/QUOTE]
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