automobilisti Vs ciclisti (ancora)

Vi sentite meno sicuri ogni volta che uscite in bici rispetto al passato?

  • Si

    Voti: 377 77,7%
  • No

    Voti: 108 22,3%

  • Votanti
    485
Stato
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phenomena

Apprendista Scalatore
16 Novembre 2008
2.620
139
varese
faccio una premessa: 23 anni da stradista con 20 di agonismo amatoriale. poi mi sono riciclato biker, dopo l'ennesimo infortunio che mi ha allontanato dalla strada e dai suoi pericoli sempre maggiori. pero' anche in mtb, non disdegno di fare tratti di trasferimento su strada per fare le salite asfaltate che mi piacciono.oggi ho fatto un viaggio in macchina tra varese e sondrio. strade popolate di ciclisti. solo quelli singoli, e in pochi casi, in coppia, viaggiano in fila indiana, altrimenti in file da due o tre affiancati...nelle numerose rotonde affrontate,ho dovuto spesso fermarmi in mezzo alla rotonda, perche' mi entravano i ciclisti dalla destra senza neanche rallentare e mi insultavano pure :)))::))):....se avessi applicato le regole della precedenza, queste sconosciute alla massa di chi frequenta le strade, ne avrei messo sotto almeno una decina. suonare a chi viaggia affiancato in due-tre, significa essere mandato a******o e insultato. addirittura sulla superstrada che da lecco porta alla valtellina, proibita ai ciclisti, ne ho visti una decina, in tre situazioni diverse viaggiare allegramente incuranti dei divieti e del rischio di essere investiti da mezzi che viaggiano almeno ad 80 orari. ma dico, neanche tutte queste notizie recenti di investimenti e morti ,causati da gente al volante distratta, ubriaca e drogata, porta a rispettare il modo in cui si dovrebbe circolare su strada? mi capita di rado di affrontare tragitti lunghi su strade frequentati da ciclisti, ma in questi casi devo ammettere che anche noi ciclisti ci mettiamo del nostro. devo ammettere che le lamentele di chi va in auto sono fondate, che senso ha fare la legge del metro e mezzo di distanza dal ciclista, se questi pedalano occupando una corsia intera? in bici solo per il fatto di stare in strada, significa rischiare la pelle, perche' non rispettare il codice stradale , le regole elementari di divertirsi in bicicletta senza andare a cercare di essere investiti, il rispetto degli altri utenti delle strade? senza considerare l'ottusita' specialmente negli over 60, di non volere usare il casco, sintomo di grande ignoranza. sono veramente sconcertato di quello che ho visto stamattina, e' quello che accade nel vivere di ogni giorno in italia: la totale mancanza di rispetto delle regole. capisco chi viene investito in bici in orari particolari( ore serali e notturne, in questi casi si tratta di gente che usa la bici come semplice mezzo di trasporto), per il resto non sono per niente stupito: la razza del ciclista se le va a cercare, di essere investito o malmenato
 

crazylee

Novellino
29 Agosto 2009
33
4
addirittura sulla superstrada che da lecco porta alla valtellina, proibita ai ciclisti, ne ho visti una decina, in tre situazioni diverse viaggiare allegramente incuranti dei divieti e del rischio di essere investiti da mezzi che viaggiano almeno ad 80 orari.
Ecco, questo mi sembra strano, sicuro che i ciclisti non si trovassero sull'unico tratto di superstrada in cui è consentito il transito delle bici (visto che non ci sono alternative) con limite di velocità abbassato a 70, tra l'uscita di Abbadia Lariana e Lecco?
 
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phenomena

Apprendista Scalatore
16 Novembre 2008
2.620
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varese
Ecco, questo mi sembra strano, sicuro che i ciclisti non si trovassero sull'unico tratto di superstrada in cui è consentito il transito delle bici (visto che non ci sono alternative) con limite di velocità abbassato a 70, tra l'uscita di Abbadia Lariana e Lecco?
andrò a vedere sulla cartina per curiosità. anche l'anno scorso mi è capitato di trovarmeli su quella superstrada, ora che mi dici questo mi viene il dubbio che possa essere così
 

Bettina

Apprendista Passista
1 Luglio 2009
803
187
43
Pioltello
Bici
Giant TCR Advanced SL 2
faccio una premessa: 23 anni da stradista con 20 di agonismo amatoriale. poi mi sono riciclato biker, dopo l'ennesimo infortunio che mi ha allontanato dalla strada e dai suoi pericoli sempre maggiori. pero' anche in mtb, non disdegno di fare tratti di trasferimento su strada per fare le salite asfaltate che mi piacciono.oggi ho fatto un viaggio in macchina tra varese e sondrio. strade popolate di ciclisti. solo quelli singoli, e in pochi casi, in coppia, viaggiano in fila indiana, altrimenti in file da due o tre affiancati...nelle numerose rotonde affrontate,ho dovuto spesso fermarmi in mezzo alla rotonda, perche' mi entravano i ciclisti dalla destra senza neanche rallentare e mi insultavano pure :)))::))):....se avessi applicato le regole della precedenza, queste sconosciute alla massa di chi frequenta le strade, ne avrei messo sotto almeno una decina. suonare a chi viaggia affiancato in due-tre, significa essere mandato a******o e insultato. addirittura sulla superstrada che da lecco porta alla valtellina, proibita ai ciclisti, ne ho visti una decina, in tre situazioni diverse viaggiare allegramente incuranti dei divieti e del rischio di essere investiti da mezzi che viaggiano almeno ad 80 orari. ma dico, neanche tutte queste notizie recenti di investimenti e morti ,causati da gente al volante distratta, ubriaca e drogata, porta a rispettare il modo in cui si dovrebbe circolare su strada? mi capita di rado di affrontare tragitti lunghi su strade frequentati da ciclisti, ma in questi casi devo ammettere che anche noi ciclisti ci mettiamo del nostro. devo ammettere che le lamentele di chi va in auto sono fondate, che senso ha fare la legge del metro e mezzo di distanza dal ciclista, se questi pedalano occupando una corsia intera? in bici solo per il fatto di stare in strada, significa rischiare la pelle, perche' non rispettare il codice stradale , le regole elementari di divertirsi in bicicletta senza andare a cercare di essere investiti, il rispetto degli altri utenti delle strade? senza considerare l'ottusita' specialmente negli over 60, di non volere usare il casco, sintomo di grande ignoranza. sono veramente sconcertato di quello che ho visto stamattina, e' quello che accade nel vivere di ogni giorno in italia: la totale mancanza di rispetto delle regole. capisco chi viene investito in bici in orari particolari( ore serali e notturne, in questi casi si tratta di gente che usa la bici come semplice mezzo di trasporto), per il resto non sono per niente stupito: la razza del ciclista se le va a cercare, di essere investito o malmenato
Ciao,
non so se sia il caso tuo, ma se la testa di un gruppo di ciclisti entra in rotonda, a tutti quelli dietro è consentito passare come se fossero indivisibili, tipo un camion. Se sbaglio qualcuno mi corregga.
 

phenomena

Apprendista Scalatore
16 Novembre 2008
2.620
139
varese
Ciao,
non so se sia il caso tuo, ma se la testa di un gruppo di ciclisti entra in rotonda, a tutti quelli dietro è consentito passare come se fossero indivisibili, tipo un camion. Se sbaglio qualcuno mi corregga.
si è giusto senza dubbio. il problema che ho riscontrato, è che mentre io mi trovavo al centro della rotonda, quindi con la precedenza su tutti quelli che dovevano entrarci, puntualmente gruppi o singoli ciclisti ci entravano senza neanche rallentare. sulla falsariga della situazione del semaforo rosso, che nella maggior parte dei casi, dai ciclisti non viene rispettato, e ho dovuto farlo anche io fino a quando ho frequentato gruppi numerosi, che quindi ho abbandonato visto l'andazzo
 

sembola

Apprendista Velocista
22 Aprile 2004
1.644
918
Siena
www.sembola.it
Bici
verde
Ciao,
non so se sia il caso tuo, ma se la testa di un gruppo di ciclisti entra in rotonda, a tutti quelli dietro è consentito passare come se fossero indivisibili, tipo un camion. Se sbaglio qualcuno mi corregga.
Non mi risulta che il "gruppo di ciclisti" possa considerarsi come un "veicolo indivisibile".
 

phenomena

Apprendista Scalatore
16 Novembre 2008
2.620
139
varese
Non mi risulta che il "gruppo di ciclisti" possa considerarsi come un "veicolo indivisibile".
io se arrivassi ad una rotonda, che é imboccata prima di me da una fila di ciclisti, mi fermerei e li lascerei passare dal primo all'ultimo, non posso certo decidere quanti farne passare e poi falciare gli altri. diciamo che è come avere di fronte un lungo tir, fino a che non è passato, io non mi muovo
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
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Settequerce (Bolzano)
Bici
Scapin Dyapason
Io ai semafori rossi mi fermo, anche se nel paesino di turno non passa nessuno, mi vergogno a passare col rosso, mi sento un imbecille.
E, credo, se passassi col rosso e la gente mi vedesse, penserebbe giustamente la stessa cosa...
Perché tu ora vivi in Germania. In Italia, come ciclista, saresti un imbecille a fermarti col rosso:-)xxxx
 
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Stato
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