Bici Endurance - gioie e dolori

Discussione in 'La mia bici - review' iniziata da mauriziolippa, 30 Marzo 2017.

  1. mauriziolippa

    mauriziolippa Novellino

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    Eh sì, perché le bici endurance, secondo i costruttori che le stanno promuovendo, sono le nuove “bici totali”, quelle con cui si può fare tutto al meglio, ma le cose non stanno esattamente così. Le parole con cui le presentano sono un perfetto esempio di marketing: ne vengono decantate le doti di confort, vengono evocate intere giornate passate in sella senza fatica e senza dolori, si evidenzia la possibilità di passare indenni su strade disastrate, ma si omette anche molto di quello che queste bici non sono.
    Gioie, certo, ma anche dolori.
    Premessa: io, prima di una visita dei ladri in garage, avevo una bici “da salita”. Una Trek Emonda S5 che, a dispetto dei roboanti proclami di Trek sulla “bici di serie più leggera mai prodotta al mondo”, si attestava sui 9 kg in ordine di marcia. Ora poggio le natiche su una Giant Defy Advanced 1, che più o meno pesa uguale, ma è dotata del gruppo Ultegra e di freni a disco, laddove la Trek aveva un 105 con i classici caliper. Ma questa è solo la punta dell’iceberg. Una bici non è specificata solo dal suo telaio, dai suoi componenti e dal suo peso. Una bici è molto di più: una bici è descritta essenzialmente dal suo carattere.
    Tanto per cominciare, la bici endurance è più lunga. TRE centimetri di passo in più, per l’esattezza. E poi la bici endurance è più alta. Il tubo di sterzo è più alto di 2 cm di quello, già non bassissimo, della Trek in geometria H2. Il tubo di sella è di mezzo grado più aperto, e il reggisella (il proprietario D-Fuse, non sostituibile), ha un arretramento di 25 mm, e non di 8mm come il Bontrager precedente. Mettici un manubrio largo 46 cm esterno/esterno, mettici un attacco da 11cm, e la geometria è completamente descritta.
    Ma, al di là dei numeri, cosa significa, questo, su strada?
    Significa che, come dicono loro, “la posizione in sella è più rilassata e più confortevole”. Aha. Vero, ma non mi avete detto un’altra cosa abbastanza importante: immaginate di essere su una strada di fondovalle, in un trasferimento per andare a fare la vostra salita preferita. Immaginate che soffi un leggero vento contrario. Vi troverete a maledire la vostra “posizione più eretta e comoda” perché vi impedirà di assumere una posizione aerodinamica, a meno di non contorcervi piegando oltremodo le braccia per arrivare ad avere la schiena più o meno parallela al suolo. Per non parlare degli effetti della sella così arretrata, che rende estremamente difficile portarsi in punta di sella per aumentare la velocità.
    E qui scopro il primo limite di una bici endurance: non è veloce. Punto. Meglio: non è fatta per andare veloce. Confrontare una Emonda con una Defy è come confrontare un’Audi TT con una A4.
    Proprio ieri sera leggevo una recensione di una Defy Advanced SL (che non è la Defy Advanced normale, ma una bici che costa più o meno il doppio) in cui si decantava la possibilità di usarla anche per andare veloci. Diciamo che io, questa capacità, non l’ho vista. Certo, è possibile spingere sui pedali e fare velocità anche con questa, ma non come con una bici da corsa come l’Emonda. Questa è pigra. Lunga. Con un manubrio da 46 che ricorda i volanti dei camion. Con l’impossibilità di sistemarsi sulla sella in modo da spingere sui pedali avanzando con il bacino. Invita quasi esclusivamente ad andature rilassate, e questo lo sapevo, ma diciamo che la immaginavo più eclettica. Pensavo ad una Emonda leggermente più comoda. Invece è proprio un altro approccio.
    Ma almeno, la bici endurance mantiene le promesse per cui è stata pensata? Cioè: è comoda? Sì, è comoda. Ma.
    Ma il decantato reggisella D-Fuse, secondo me, non si accoppia perfettamente alla forcella anteriore. Il secondo è molto comodo e, in effetti, con una deformazione programmata che dovrebbe arrivare agli 11mm, ammortizza efficacemente le asperità della strada. Ma la forcella anteriore, a me, sembra percettibilmente più solida, forse anche per garantire un buon comportamento in frenata (i dischi sollecitano molto le forcelle in frenata) con il risultato che, sulle sconnessioni, le vibrazioni che arrivano al manubrio sono decisamente maggiori di quelle che arrivano alla sella.
    Ma ci sono anche lati positivi?
    Certo. La bici è molto stabile, molto rilassante da condurre in discesa. In pianura, considerazioni aerodinamiche a parte, fila che è un piacere, a patto di non accelerare troppo. I freni a disco, ormai li conoscete, sono molto piacevoli da azionare e garantiscono un’azione potente e progressiva in qualunque condizione meteo.
    La consiglierei?
    Dipende.

    La bici da corsa, per me, è un’altra cosa.
     
  2. corridore1

    corridore1 Cronoman

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    forse avresti dovuto prendere una taglia più piccola guardando le geometrie.
    Le bici endurance sono bici da corsa comode molto utili a gran parte di chi va in bici, perchè se è vero che la bici da corsa ha impostazione racing, gli amatori non hanno il fisico racing, difatti poi li vedi nei settaggi di bici impostati nei modi più improbabili.
    Le bici endurance hanno un target definito ed è giusto, nessuno obbliga a scegliere una endurance ma gli amatori dovrebbero mettere da parte l'ego emulativo ed imparare a conoscere il proprio fisico e limiti.
    Io da quando ho la gravel, quasi 2 anni, la bici da corsa non vede più la luce e ne sono felice, l'importante è capire cosa ci serve davvero e non cosa vorremmo essere, alla fine resta un hobby per alcuni ed uno stile di vita per altri, poi c'è una minima percentuale di giovani che fa ciclismo per sport nella speranza di emergere.
    Tutto qui.
     
    #2 corridore1, 30 Marzo 2017
    Ultima modifica: 30 Marzo 2017
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  3. coffeeman

    coffeeman Pedivella

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    io ho una infinito cv perché su xr4 nn potrei ..la mia schiena nn lo permette..quindi felice che esista una tipologia di bici per ogni gusto o possibilità fisica..e per qualcuno anche economica..
    de gustibus
     
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  4. corridore1

    corridore1 Cronoman

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    o-o
     
  5. IlNigno

    IlNigno Apprendista Cronoman

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    Mi sembri molto "addentro" l'argomento nel senso che non sei un novellino o uno sprovveduto quindi potevi scegliere un'altra bici no?
    Valutando misure,pesi,costi di altri marchi...insomma hai le capacità per farlo da quello che ho letto.
     
  6. maurocip

    maurocip Passista

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    da amatore sono felice possessore di una Domane 6, bici da endurance ma con le quali ci fanno anche corse quali la Parigi-Roubaix...
    La mia schiena ringrazia e la bici, con ruote leggere, sta sui 7 kg...
     
  7. Gamba_tri

    Gamba_tri Velocista

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    La bici da strada è una bici pensata per girare su asfalto, gara o no. La bici da corsa è una bici pensata per dare il meglio di sé in gara, senza compromessi. Bisogna avere bene in mente questa distinzione quando si sceglie una bici. Senza bici da strada comode io non avrei potuto riprendere ad andare in bici causa mal di schiena, ad esempio. Poi se mi metto in presa bassa un minimo areodinamico lo sono lo stesso, e se vado piano non è certo colpa della bici. Sui rilanci è più pigra, ma sono finezze.
     
  8. green dolphin

    green dolphin Scalatore

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    Non per fare lo scettico, ma io faccio Endurance con una Klein in alluminio del 2000. E credo che, come hai detto, negli esempi che hai portato si ponga troppo l'accento sul lato marketing. Ogni azienda che presenta un prodotto ti dice quello che tu ti vorresti sentirti dire, ma non i contro ,che ci sono sempre.

    Se pensavi ad una bici più ecclettica, dovevi prendere una Trek ed adattarla all'uso endurance, sacrificando un po' di confort, forse. Ma quando hai una Giant con angoli e geometrie tali non può chiederle di essere più ecclettica: ad una bici con carro lungo e angoli rilassati non basta poter avanzare in sella e disporsi in una posizione più corsaiola: rimarrà sempre pigra, stabile. E' il suo pregio ed il suo limite insieme.

    Poi il manubrio da 46 è una forzatura che il produttore ti vende per farti stare più rilassato, la realtà a mio avviso è che anche su questo tipo di bici si debba mantenere la larghezza impostata dal biomeccanico commisurata alla propria ampiezza di spalle. Una bici col manubrio da 46 è più pigra ai cambi di direzione, in discesa più macchiosa da guidare.

    Quindi a prescindere da come viene proposto un mezzo, a mio avviso potresti fare comunque dei piccoli accorgimenti per rendere la Giant più soddisfacente. Molti che fanno Endurance, ad esempio, utilizzano prolunghe da triathlon per avere una posizione più comoda e favorevole nei lunghi tratti in pianura. Alla fine è un compromesso, nel mio caso ho preferito una bici nata per essere un po' veloce (montata con durace è poco sopra i 7 Kg.) anche se ha geometrie sue e un carro comunque poco più lungo del normale, che ho scoperto che la rendono molto adatta ai lunghi tragitti. Quando poi c'è da stare più aereodinamici e risparmiare energie per via del vento nei tanti km in pianura, il tubo sterzo corto ed il manubrio da 42 consentono una posizione migliore. E confesso che non sento stanchezza dovuta al tipo di materiale, ovvero l'alluminio. Inoltre con copertoncini da 25 gonfiati adeguatamente non ho problemi ad avventurarmi in qualche sterrato e avere comunque una bici stabile (ne ho fatti anche in discesa, senza i dischi ovviamente) e zero problemi di foratura.
     
  9. Maldito

    Maldito Pignone

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    Ciao a tutti! o-o

    ...in pausa pranzo ho letto più volte la discussione ma non c'ho trovato un senso... qualcuno me la può spiegare? va bene anche un disegno... ;nonzo%

    Grazie! o-o
     
  10. green dolphin

    green dolphin Scalatore

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    Il senso è che il post è nella sezione review, lui ha fatto una recensione della bici che ha preso per utilizzo Endurance, dicendo i pro ed i contro. Più che una discussione, si tratta appunto di un giudizio sulla bici che può essere utile ad altri che vogliono fare l'acquisto.
     

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