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Tempi stile libero neofita triathlon

Discussione in 'Triathlon' iniziata da User99, 6 Agosto 2018.

  1. User99

    User99 Novellino

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    Ho iniziato da poco a fare triathlon. Per ora ho fatto solo sprint e olimpici. Corro e vado in bici già da diversi anni, e sia con la corsa e la bici vado abbastanza bene. Per esempio a correre riesco a stare tranquillamente sotto i 4` in un 10mila e in maratona ho un tempo sotto le 3 ore. Ma il problema è il nuoto che è molto lontano dalle prestazioni di corsa e bici.
    Ho iniziato a nuotare da circa tre anni e ho fatto i corsi per i primi due anni dove ho imparato una tecnica decente. Da qualche mese li ho abbandonati e ho iniziato a allenarmi da solo perché i corsi una volta messo in ultima corsia era solo una serie di istruzioni da parte degli istruttore sulle vasche da fare e niente di più, mai una osservazione o un consiglio sulla tecnica. Nonostante sia migliorato molto sono ancora troppo lento rispetto alla media.. Attualmente il mio passo a stile è tra 1.50 e i 2 e devo impegnarmi abbastanza per tenerlo. I 750 li faccio in 14 i 1500 in 29 in vasca corta.
    Poi ho notato una cosa strana che non mi spiego.. Quando inizio a nuotare le prime serie da 200 riesco a girarle anche a 1.40 senza uccidermi poi se ci provo dopo un 1000 devo tirarmi il collo per stare sotto i 2. E se ci provo anche con il doppio dell'impegno non riesco a replicare. Cosa può essere, gambe che affondano semplice stanchezza? Faccio regolarmente esercizi di tecnica come braccio singolo, alternato es di sensibilità pugni chiusi passate subacque respiro a 3 e senza problemi da entrambe le parti ho visto tanti video ma nonostante non riesco a scendere coi tempi ultimamente..che tipo di lavoro dovrei fare per aumentare l'andatura ?
    Escludo un problema di livello aerobico scarso altrimenti avrei problemi anche in altre discipline.
     
  2. daniele ultra

    daniele ultra Apprendista Passista

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    Sei deficitario di tecnica.
    Prossima stagione iscriviti a corso master, e se ci dai dentro migliori sicuro.
    3 allennamenti a settimana.
    Da solo nn vai da nessuna parte.
     
  3. icio61

    icio61 Cronoman

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    Con i Master starei attento perché se non c'è qualcuno "votato" a correggerti gli errori, finisci a tirarti il collo in corsia abbandonato, per scimmiottare il loro passo e non fai grandi progressi. Almeno questa è la mia esperienza personale, con diverse squadre.
    Ora ho un allenatore che vedo una volta al mese e focalizziamo molto sui miei errori e sulla tecnica, va meglio. L'ideale sarebbe fare con lui una sessione a settimana, per qualche mese, ma...
     
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  4. User99

    User99 Novellino

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    Esatto è quello che temo anch'io.. Anche perché da quel che ho capito i corsi master sono più orientati ai lavori di velocità e volume più che alla tecnica..
    Ma uno che ha una discreta tecnica per intenderci su che tempi gira in piscina? Invece per quanto riguarda la sensibilità oltre alle passate subacquee e pugni chiusi cosa posso fare per migliorarla.. Delle volte quando sono stanco ho l'impressione di fare delle passate a vuoto e non sentire bene l'acqua 'dura' invece se sono fresco e mi concentro bene mi sembra di appigliarmi a qualcosa di solido e di andare anche più veloce..
     
  5. daniele ultra

    daniele ultra Apprendista Passista

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    Io ero una da 36 su 10 k , 1.18 sulla mezza 2.50 maratona, eche faceva Im molto sotto le10 ore, nuotandoli in modo indecente.
    Anni di esercizi , tecnica, menate noiose. Inchiodato
    Finche mi sono detto basta, nn si puo sprecare tempo e nuotare fermo a 1.50
    3 anni master, faticando, forse nn sono bellisimo da vedere, anzi.
    Pero ora in forma giro a 1.30 1.35.
    Un serio corso master nei primi 25 30 minuti ha sempre un focus sulla tecnica. E dopo si lavora con le ripartenze.
     
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  6. daniele ultra

    daniele ultra Apprendista Passista

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    Ps. Sempre tempi ridicoli x i nuotatori, chiaramente
     
  7. FabioLocarno

    FabioLocarno Pignone

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    Qlc post fa dicevo che mi pareva tu avessi un gran motore...ok..impressione confermata..quelli sono tempi da gente forte...qualità che si confermano anche salendo di categoria. Chapeau o-o
     
  8. Andresheriff

    Andresheriff Novellino

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    User99...ti consiglio di prendere in edicola il numero di settembre/ottobre di Triathlete Megazine.

    C'e un articolo che parla anche in maniere molto tecnica di come preparare un T1 in una gara di triathlon con esercizi su split e basato sul principio di Vo2Max e misurazione del lattato. Chi ha fatto nuoto agonistico sa di cosa parlo.
    Scritto molto bene, con anche tabelle di lavoro.
    Saluti
    Andrea
     
  9. fsol

    fsol Pignone

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    La risposta è facile: cerca i risultati delle gare master, e vedi lì.
    Comunque ti dico anche io: 1'25/1'30 sono alla portata tranquilla di chi ha 45/50 anni. Ma se vuoi allenarti con risultati DEVI entrare in una squadra. La tecnica conta, ma se non fai chilometri e chilometri non la potrai sviluppare. Nessuno ha mai imparato la tecnica perfetta dello sci senza fare migliaia di km sugli sci!
    E in ogni caso, tantissimi nuotatori hanno tecnica inguardabile eppure girano (in gara) su tempi stratosferici.
    Per cui, va bene la tecnica ma non farti troppe pugnette e fai chilometri, che poi vedrai che svilupperai una buona presa in acqua.
    Certo, fondamentale è l'allineamento in acqua, per cui gambe alte, busto che ruota...ma questo lo ottieni facendolo, non sentendo mille spiegazioni. E rinforzando gli addominali.
    Di dove sei?

    https://www.federnuoto.it/discipline/master/graduatorie-master.html

    Cerca qui i tempi, magari dell'anno scorso, i primi duecento...


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    #9 fsol, 15 Ottobre 2018
    Ultima modifica: 15 Ottobre 2018
  10. Darius

    Darius Passista

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    OK, però è opportuno specificare che i nuotatori a cui fai riferimento vanno di forza bruta, e una cosa è fare una gara di nuoto dove dai tutto e poi ti riposi, un'altra è uscire dall'acqua e saltare in bici, e se sei sfinito già dopo la frazione swim la vedo dura, nuotare bene non serve solo ad andare veloci ma anche a stancarsi meno.

    Poi nel ragionamento è opportuno distinguere tra la gara corta, dove se nuoti male perdi i gruppi e ti fotti, e quella lunga dove anche se sei uno scaldabagni hai tutto il tempo di recuperare posizioni nelle frazioni successive.
     
  11. daniele ultra

    daniele ultra Apprendista Passista

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    io gare dove si parte piano, nn ne ho mai viste
     
  12. fsol

    fsol Pignone

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    Il 1500 non è forza bruta, che stai a di?
    È una gara da gestire totalmente, forza bruta nel nuoto sono solo i cinquanta, già i cento vanno un minimo gestiti, dai 200 per forza.
    In ogni caso non cambia quello che dicevo: conta di nuotare bene, ma non serve essere popov. Va bene anche essere Paltrinieri, che tecnicamente nuota male ma mi sembra non faccia schifo come resa...no?
    E per sviluppare al massimo una resa subacquea come si fa? Sì nuota, testa bassa e vasche su vasche, con una squadra vera che ti obblighi a star dietro agli altri. Mica da solo con un teorico del bel stile.
    Abbiamo gente in squadra che fa anche triathlon. Prevalentemente solo gare di nuoto, ma anche triathlon. E quando fanno la frazione a nuoto mica si risparmiano.. La fanno come se stessero facendo un 1500 in vasca, ne più nè meno.
    Nuoto da quando avevo 11 anni, prima agonistica poi master, ne ho 38. È il mio pane.

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    #12 fsol, 15 Ottobre 2018
    Ultima modifica: 15 Ottobre 2018
  13. Darius

    Darius Passista

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    Bene, ho iniziato a nuotare a 14 anni, agonismo giovanile e fine carriera a 45 nei masters, e sono andato a podio più di una volta, quindi di pane e cloro ne ho mangiato parecchio anch'io, è chiaro che non si nuotano i 1500 di forza bruta (ma in realtà neanche i 50), non era questo che volevo intendere, ho messo in evidenza che chi va forte pur avendo una schifezza di tecnica è grazie a braccia e polmoni, il caso Paltrinieri non fa testo, perchè lui a dispetto di un gesto poco ortodosso ha un nuoto efficacissimo, esattamente come Froome nel ciclismo, ma loro hanno il quid del campione, e sono esempi rari.

    Dire tout court a un non nuotatore che basta fare miliardi di Km in vasca la vedo una visione semplicistica, forse (ma forse) è vero nella corsa o nella bici, ma non nel nuoto dove la tecnica è tutto, trovo più efficace l'approccio di perfezionare bene prima il gesto atletico e l'assetto, magari con un trainer, per poi buttarsi nella vasca degli squali (pardon masters).
     
  14. fsol

    fsol Pignone

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    Ok allora siamo d'accordo.
    Sarà che nella mia squadra ho sempre trovato allenatori superlativi, ma ho corretto più la tecnica nei master che negli anni di agonismo dove si che ci lasciavano allo sbaraglio! (Ma erano gli anni 90 ahimè)


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  15. fsol

    fsol Pignone

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    Ok allora siamo d'accordo.
    Sarà che nella mia squadra ho sempre trovato allenatori superlativi, ma ho corretto più la tecnica nei master che negli anni di agonismo dove si che ci lasciavano allo sbaraglio! (Ma erano gli anni 90 ahimè)


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  16. Andresheriff

    Andresheriff Novellino

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    Il fare "chilometri e chilometri" è relativo e se sei un nuotatore Master lo sai....
    Il fatto di entrare in squadra Master fa si che si segua un programma...fatto di carichi e scarichi, cicli, ripetute e lunghi ed è l'unico modo per allenarsi nel modo giusto per andare forte.
    Oddio, uno può farlo anche da solo ma deve sapere quello che fa e avere la capacita di arrivare a "Soglia", cosa che spesso succede in squadra poiché in gruppo si va più forte e si tengono ritmi più sostenuti.
    Che Paltrinieri abbia una tecnica inguardabile non l'avevo mai sentita, non è esteticamente come Thorpe ma è un giudizio puramente soggettivo il tuo.
     
  17. Gamba_tri

    Gamba_tri Scalatore

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    che la tecnica di Paltrinieri sia fuori dagli schemi e' cosa nota, ma lo e' stata quella di molti campioni tipo Spitz. Io ho gia' detto la mia, in squadra master si migliora il nuoto, ma il triathlon non e' la somma dei tre sport. Si puo' fare un blocco di nuoto in inverno e migliorare, ma consapevoli che ci si puo' trovare con un picco di forma e fatica da smaltire a febbraio, quando le gare sono lontane. Il mio mentore nel nuoto, e allenatore giovanile di Formentini, diceva che "a sun de ste in te l'egua, anche u stocco vegne mollu" che tradotto dal genovese "a forza di stare in acqua anche lo stoccafisso diventa tenero", ma i triatleti quel tempo, ed energie, devono usarlo anche per le altre due discipline, quindi ottimizzare e' la parola chiave. Lo e' anche per Paltrinieri:
    https://it.eurosport.com/nuoto/palt...nero-a-fare-chilometri_sto6455303/story.shtml
     
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  18. Darius

    Darius Passista

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    Non posso che essere d'accordo con gamba_tri, una cosa è parlare di nuoto assoluto e un'altra del nuoto nel triathlon, è necessario avere due approcci diversi altrimenti si finisce per perdere di vista il complesso, la visione singola è tipica di chi nasce nuotatore (come me), ciclista o runner e poi approda alla triplice, e me ne sono accorto a mie spese.

    Altro discorso è l'età, una cosa è iniziare a 10 anni, tutt'altra a 40, in tutti gli sport, ma nel nuoto in particolare, ci sono meccanismi che da piccoli vengono interiorizzati e non si perdono più, la battuta dei piedi sincronizzata per dirne una, chi inizia da piccolo lo fa in modo del tutto naturale, senza pensarci, diverso per chi si butta in vasca in età adulta con meccanismi propriocettivi, sensitivi e di sincronia che non sono più efficaci come una volta e che non interiorizzano più.

    Certamente un adulto con tanta tanta tecnica e dedizione può migliorare di molto la sua nuotata, ma pensare a 40 anni di raggiungere la perfezione del gesto è una chimera, e questo è uno dei compromessi che bisogna accettare.

    Poi dalla piscina passi al mare... e ti accorgi che un bel po' di quegli schemi che avevi consolidato in vasca devono essere rivisti, e si ricomincia... ma questo è un'altro discorso.
     
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  19. Andresheriff

    Andresheriff Novellino

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    Assolutamente d'accordo con ogni vostra osservazione, e non poteva essere altrimenti visto che abbiamo lo stesso background.

    Ma alla richiesta "come migliorare nel nuoto nel breve periodo" partendo da una buona base, immagino siamo tutti allineati nel dire; con un allenamento ad Hoc strutturato per ottimizze sia il lavoro che si fa, sia il tempo a disposizione.
    Costanza e qualità di allenamento premiano visto che devi curare ben tre sport come dici te.
    Il nostro amico ha un personale notevole da <3h in maratona per cui gli convienè sacrificare un po del tempo che dedica alla preparazione del t3 nel nuoto.
    Questo non significa arrivare a fare gli Assoluti di Riccione, ma comunque mi sembra una scelta appropriata e funzionAle.

    I Master ti forniscono un approccio giusto e una metodologia appropriata senza improvvisare per tale scopo.
    SALUTI
     
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  20. Giovanni Bavutti

    Giovanni Bavutti Novellino

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    davvero tutta quella roba solo per la transizione nuoto-bici?! e io che pensavo di essere un nerd...
     
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