TRIATHLON, alleniamoci insieme (parte 3)

Discussione in 'Triathlon' iniziata da samuelgol, 28 Gennaio 2016.

  1. daniele ultra

    daniele ultra Gregario

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    Il mio e un discorso più ambio, chiaro che fare il kamikaze in salita, magari tirando rapportoni assurdi porterà a morire nella corsa, ci sono passato io Im elba 2012, dove dopo 6 ore bici, ho corso la mia peggior maratona.
    Pero trovo poco motivante e soprattutto poco divertente, tagliare un traguardo ed essersi resi conto di nn aver dato quanto si poteva dare.
     
  2. IlNigno

    IlNigno Apprendista Cronoman

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    Certo!Ed è lì che il confronto coi PRO salta.Se il PRO vince e ha anche risparmiato energia ha centrato in pieno l'obbiettivo se tu tagli un traguardo restando col dubbio che potevi dare di più...insomma...centri l'obbiettivo pure tu MA...poteva essere la volta buona per la prestazione "monstre"?:mrgreen:
     
  3. N3bbia

    N3bbia Passista
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    vissute tutte e due le situazioni, lo scoppio e l eccessiva sicurezza. per me non sono nemmeno da paragonare.

    Finire cervia avendone, senza mai aver patito nulla che non fosse un sano mal di gambe (pur non avendo allenato la corsa come avrei voluto) mi ha lasciato un ottimo ricordo e la voglia di rifarlo il giorno dopo e ovviamente la voglia di farne un più veloce certo.

    inutile che vi dica cosa mi hanno lasciato gli IM in cui ho 'osato' troppo in bici.

    La mia opinione è che serva comunque una base, un punto di partenza da cui costruire una prestazione migliore, da quello si costruisce la prestazione perfetta, quella tirata dall inizio al fine al limite dello scoppio senza mai raggiungerlo. ma ci vogliono N gare per raggiungerla imo.

    e poi ricordiamoci sempre che tutto il discorso è incentrato sul tipo di gara che si fa. Osare in un olimpico o sprint comporta rischi ben diversi che farlo in un IM che è una gara incentrata sulla gestione delle risorse.

    come diceva guido se sbagli la bici in uno sprint correrai un po più lento, se la sbagli in un IM correrai davvero poco.
     
  4. N3bbia

    N3bbia Passista
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    ehm io guardo solo le crono (anche a squadre qualche volta) :mrgreen:
     
  5. Triarm

    Triarm Novellino

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    Esperienza vissuta sabato scorso a Barcellona dove ho esagerato nella corsa ultimi 12 calvario assoluto

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  6. Mancio82

    Mancio82 Pedivella

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    Stavo valutando come organizzare la bici in off season: Allora l'obiettivo per la stagione 2018 è migliorare il mio rank sulla distanza sprint, quindi farò quasi esclusivamente quelle gare (magari 1-2 olimpici importanti per la squadra me li tengo in calendario)

    D'inverno non pedalo molto, principalmente off road con la MTB e la BDC la piazzo sui rulli per usarla quando fuori è improponibile anche per la MTB; mi focalizzo principalmente su nuoto, corsa e palestra (in ordine di frequenza) mentre uso la MTB il weekend per fare un pò di tutto (endurance, forza, qualche lavoro in soglia senza esagerare...)

    La BDC ritorna il mio mezzo principale da Marzo, quando la smonto dai rulli e la uso con più continuità e inizio con i vari lavori in base ai vari periodi...

    Può essere una buona pianificazione invernale?

    o-o
     
  7. Darius

    Darius Apprendista Cronoman

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    Io credo che tutti noi abbiamo vissuto esperienze del genere, crisi, scoppi e anche la sconfortante sensazione di non aver dato il massimo.

    Detto ciò penso siamo tutti d'accordo che è bene, in relazione al tipo di gara, controllare la prestazione per evitare debacle, tuttavia credo anche che un atleta esperto, che abbia gestito bene la sua preparazione anche allenandosi a sentire i feedback del proprio corpo, possa valutare, al di la di una mera cifra indicata dal PM o dal Cardio, se è possibile dare di più.

    L'appiattimento prestazionale delle competizioni, oramai generalizzato, è un fenomeno che alla lunga può annoiare anche gli stessi atleti, parlo degli amatori ovviamente perchè per i pro essendo un mestiere il discorso cambia.
     
  8. N3bbia

    N3bbia Passista
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    come dicevo, posso esser d accordo, ma non sul fatto che la sensazione di non aver dato il massimo sia sconfortante. La trovo motivante e rassicurante se rapportata ai lunghi.

    Motivante perchè per me, anche se do il massimo, lo scopo è la volta dopo fare meglio quindi se non ho dato il massimo la motivazione è solo rafforzata.

    Rassicurante perchè un lungo fatto bene e tranquillo mi ha dato consapevolezza su di me e su certi schemi di allenamento per me nuovi e su cui avevo qualche dubbio.

    Lo sconforto l ho avuto in ben altre occasioni...quando al 5° km della maratona ero cotto per dirne una
     
  9. daniele ultra

    daniele ultra Gregario

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    x migliorare rank sprint..... unica via produttiva , migliora a nuoto
     
  10. Darius

    Darius Apprendista Cronoman

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    Dipende dall'approccio, se è da finisher (che è più applicabile al mio caso :mrgreen:) allora hai ragione, ma se uno si allena seriamente e duramente tutto l'anno per partecipare a uno/due eventi dovrebbe impostare la propria partecipazione per il massimo, anche più se possibile, altrimenti che divertimento è, sono convinto che si acquisiscono i proprio limiti solo se si tenta di superarli, e del traguardo chi se ne fotte (ma è il mio pensiero ovviamente o-o)
     
  11. N3bbia

    N3bbia Passista
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    credo di rientrare nel secondo caso, finisher lo sono già stato anche partendo in condizioni precarie e direi che di soddisfacente ha davvero poco. La gioia dei primi 10' dopo il traguardo nel mio caso è stata subito sostituita da un obbiettivo 'alla fine non è st gran che finirlo e basta'. ricordo dei 10k molto più soddisfacenti di un IM 'finito' soltanto.

    rimango dell idea che per dare il massimo, che condivido come obbiettivo, sia necessaria una base solida per dire 'il prossimo più forte'. Se si hanno nel database solo scoppi o gare incerte è difficile poter definire con obbiettività quella che potrebbe essere una gara ideale.
     
  12. Darius

    Darius Apprendista Cronoman

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    Infatti, la frase se uno si allena seriamente e duramente tutto l'anno era riferita a te, da quello che si evince dagli allenamenti che racconti, ma anche da come li racconti, si capisce che il tuo obiettivo non è "finire". o-o



    Solo scoppi e gare incerte certamente no, ma questi episodi li trovi nei database di tutti gli atleti, amatori e pro, e sono molto formativi, spesso costituiscono, con la giusta autocritica, un punto di ripartenza per migliorare, specie se ad analizzare le debacle è un estraneo, magari un allenatore che vede le cose in modo obiettivo.

    Quando gareggiavo nel nuoto, il giorno dopo le gare, che fossero andate bene o male, c'era un momento di confronto dove si analizzava la prestazione, e spesso erano più mazzate che complimenti, con la giusta umiltà tuttavia si doveva riconoscere che quanto affermava l'allenatore era sempre verità.
     
  13. N3bbia

    N3bbia Passista
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    si vero. non ho molte doti ma quel poco che ho cerco di farlo funzionare. finire lo concepisco giusto la prima volta poi le motivazioni devono essere altre.

    credo serva tutto per costruire una prestazione ottimale. la gara sopra e sotto il proprio limite.

    soprattutto (almeno per un IM) serve voglia di rifarlo. se lo si fa per scriverlo su facebook si dura poco.

    io mi son dato uno scopo ambizioso basato sulla gara di cervia..sempre a cervia.

    sto aspettando di trasferie klag a cervia anche se mi rimane il tarlo di tenere entrambi.
     
  14. gipsy

    gipsy Apprendista Cronoman

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    se durante la bici di un IM ti viene il dubbio di stare andando troppo forte, al 99% lo stai facendo
     
  15. Darius

    Darius Apprendista Cronoman

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    ... e un atleta esperto lo capisce anche senza guardare il PM o-o
     
  16. daniele ultra

    daniele ultra Gregario

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    se vuoi ottenere il massimo nella gara obbbiettivo, devi essere disposto a saltare.
     
  17. N3bbia

    N3bbia Passista
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    stiamo dicendo la stessa cosa da un po con giri diversi imo.

    io sta cosa la applico bene in tutte le gare che in qualche modo ho già 'portato a casa bene'. Lo facevo nei 10k nelle mezze, nel nuoto. Quante gare 'buttate' cercando il PB, se si è al limite dello scoppio..è ovvio che si possa scoppiare ed è li il gioco. Ma si parlava anche di 1h e mezza di sforzo.

    Nell IM posso permettermi di farlo da ora in poi, dopo cervia appunto visto che non solo è la gara obbiettivo....ma anche l unica. Se salto aspetto un anno per rifarmi..:cry:

    Se fossi scoppiato a cervia l anno prossimo avei tirato il freno a mano in gara chiedendomi ancora 'chissà come deve essere correre la maratona di un IM ;nonzo% '
     
    #4177 N3bbia, 6 Ottobre 2017
    Ultima modifica: 6 Ottobre 2017
  18. daniele ultra

    daniele ultra Gregario

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    Bravo Nebbia, direi che ci siamo.
    Ot. Ho cominciato a lavorare in una palestra x ciclisti e triathleti , attrezzata con 16 postazioni drivo e Swift, ieri prima del lavoro mi sono portato la bici, e ho provato un percorso con salite che avrei fatto provare ai clienti 2 ore dopo.
    Impatto su di me che sono vecchia guardia, incredibile...... Una piattaforma talmente reale con la cambiata e la percezione della salita ad alte rpm e potenze , che nn avevo mai provato.
    Unica cosa nn veritiera e la discesa, dove nn recuperi, visto che la bici nn corre da sola, potresti interrompere la pedalata ma nn e molto intuitivo.
     
  19. aetius

    aetius Pedivella

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    Non so se sia l'unico... Tacx Neo simula anche la discesa, basta fare un minimo di cadenza (altrimenti non capisce se ti vuoi fermare o solo recuperare)
     
  20. Mancio82

    Mancio82 Pedivella

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    Sicuramente la prima frazione è fondamentale, quindi cercherò nel limite del possibile di migliorare; la bici però non va sottovalutata, soprattutto in gare mosse dove si c'è il gruppo, ma magari qualche strappo da affrontare a tutta crea selezione...

    o-o
     

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