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TRIATHLON, alleniamoci insieme (parte 4)

Discussione in 'Triathlon' iniziata da fabio1966, 23 Ottobre 2009.

  1. francisti

    francisti Pignone

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    Weekend veramente bello... Sabato mattina sono uscito per far girare un po le gambe e vedere il percorso gara, c'era molto vento (freddo visto che erano le 9 di mattina) ma sopportabile... giretto di un oretta con corsetta di transizione di 2 km...pomeriggio sono andato al mare con la famiglia e si stava davvero benissimo con un bel sole e senza troppo vento... le bimbe giocavano sulla spiaggia e mi sono nutrito del loro sorriso!

    Domenica, disastro colossale dal punto di vista meteo... vento pazzesco, freddo e pioggia.... coppa crono partenza prevista alle ore 9, la partenza della mia squadra a ore 10:06...fortunatamente la pioggerella cessa mentre la zona cambio chiude, ma il vento è freddo e non accenna a scemare...

    riscaldamento e crema riscaldante... maglia intima felpata, scaldacollo e fascia per le orecchie... il vento taglia la faccia..
    Avevo già detto ai miei compagni tutti più veloci di me di fare gara senza contarmi e che per me sarebbe stato un allenamentino di qualità e senza traffico... e invece mi han voluto portare per tutti i primi 5km al passo del 4 netto... mi han fatto fare ritmo e non potevo tirarmi indietro!

    Bike a 37kmh ma sempre in scia ... ogni tanto alle ripartenze ho rischiato di staccarmi, ma cuore oltre all'ostacolo e via... vento devastante, un muro in certi punti..

    Ultimi 2,5 anche quelli a 4:05... avevo cuore in gola, ma mi spingevano e mi continuavano a dire che eravamo arrivati e mancavano 500m anche appena finita la compensazione.. :)))::))):

    finito in 1:04... abbiamo sfilato tutti e 4 sul traguardo mano nella mano... bellissime sensazioni, non sotto l'aspetto fisico ma sotto l'aspetto emozionale.. inutile fare la filippica su questo sport e su quanto sia "particolare".. lo sapete meglio di me..

    vi lascio con questa[​IMG]
     
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  2. Darius

    Darius Passista

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    Si certo, me lo chiedevo perchè la cosa mi incuriosisce, dal momento che una lisciata di pedale o una caduta sono eventi affatto rari per chi pedala, la necessità di ricalibrare mi appare strana, e mi chiedo come fanno i pro quando cadono e non cambiano bici, corrono con un'indicazione fasulla?

    Oppure dipende dal sistema adottato? Ovvero il problema è solo sul sistema a pedale tipo "Assioma" oppure è presente anche sui sistemi a guarnitura o asse come gli SRM?
     
  3. N3bbia

    N3bbia Scalatore
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    come dicevo non sono molto addentro ai meccanismi ma sicuramente una botta o una caduta per un pedale del genere possono portare variazioni di una certa importanza. sui pro non saprei che dirti, mi viene da dire che anche nel caso il PM sbarelli loro siano obbligati a risalire e pedalare visto che alla fine al traguardo ci devono arrivare con o senza PM.
     
  4. Darius

    Darius Passista

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    Conosco bene la tecnologia impiegata in questi strumenti, la cosa mi intriga e mi piacerebbe approfondirla, ma giusto per curiosità.

    Sui pro hai ragione, cadono si rialzano e devono andare avanti nonostante tutto, ma oramai nel ciclismo moderno ci sono situazioni di gara, tipo le mulinate di Froome sul Ventoux o le fughe di Cancellara per dirne qualcuna, che sono oramai gestite con l'ausilio del PM, e mi sembra strano che quella gente rinunci ad uno strumento così determinante.

    Il problema è che in letteratura non si trova nulla a riguardo, per la calibrazione ci sono solo gli ovvi riferimenti a temperatura e pressione atmosferica.
     
  5. N3bbia

    N3bbia Scalatore
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    per dirne una. in un intervista a kienle che parlava della sua nuova bici scott menzionava il fatto che quest anno poteva gareggiare col PM cosa che prima non faceva per via del peso e aerodinamica. non ricordo di quale parlasse ma è indicativo che non tutti vadano a watt in gara. parlo di triathlon perchè io il ciclismo (e i ciclisti) non lo seguo minimamente

    l assioma in teoria la compensazione di temp e umidità ce l ha di suo e non richiede calibrazione per quello, almeno così dicono in favero.
     
    #3125 N3bbia, 15 Aprile 2019 alle 11:17
    Ultima modifica: 15 Aprile 2019 alle 11:30
  6. Darius

    Darius Passista

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    Indubbiamente una frazione bike IM e una Tappa del Giro, a parità di Km, sono due situazioni di gara completamente diverse, e il fatto che Kienle solo da quest'anno pedali col PM, mentre nel ciclismo lo si usa oramai da molto tempo, ne è la conferma.
     
  7. N3bbia

    N3bbia Scalatore
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    per certi versi potrebbe esser più importante in un IM che in una tappa dove spesso magari si è in gruppo e i Watt cambiano drasticamente. >ci sono triathleti che lo usano in gara come immagino ci saranno ciclisti che lo guardano poco o nulla...non credo sia lo sport che ne detta l utilizzo quanto più che altro il soggetto.
     
  8. roosters

    roosters Pignone

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    Come l'altra volta il tuo racconto emoziona sempre...
    Complimenti ancora!!!
    Bravo e ancora Bravo!
     
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  9. Mancio82

    Mancio82 Gregario

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    Bravissimo! Ed è solo l'inizio!
     
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  10. Darius

    Darius Passista

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    Nel ciclismo professionale moderno è lo sport che detta, e l'uso dei watt è scientifico, infatti il PM lo usano tutti, oggi le gare o si vincono in volata (dove conta la potenza di picco) oppure se riesci ad inventarti qualche numero a pochi Km dal traguardo, e sapere quanti watt puoi spremere sull'ultimo muro del Fiandre per staccare tutti e tentare la fuga senza morire un Km più in là fa la differenza.

    Se Kienle fino all'anno scorso correva senza PM, probabilmente è perchè nel tri le caratteristiche di erogazione della potenza, sommate a una conoscenza "professionale" di se stessi, permette tale scelta senza penalizzazioni significative nell'economia della gara.
     
  11. N3bbia

    N3bbia Scalatore
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    non sono molto d'accordo ma vabbeh
     
  12. Darius

    Darius Passista

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    Ok prendo atto, però se ne può parlare, è probabile che io non guardi la cosa dal punto giusto, le nostre esperienze sono diverse, tu ne hai più nel tri, io nel ciclismo, il confronto può essere utile a entrambi, anzi a tutti o-o
     
  13. N3bbia

    N3bbia Scalatore
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    no ma non in quel senso. nel senso che alla fine quello che fa il pro lo sa il pro e il suo coach al massimo. quello che monta lo decide lo sponsor ma da qui a dire cosa ogni ciclista fa in una corsa a tappe col suo PM credo sia impossibile per chiunque a parte i suddetti. poi salta sempre fuori quello che ha parlato 'con quel pro' al bar o col suo coach ma rimane sempre poco per dire che OGNI ciclista fa così
     
  14. gipsy

    gipsy Apprendista Cronoman

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    nel ciclismo professionistico il pm si usa sempre in allenamento e poco o nulla in gara. d'altronde se a -20k dall'arrivo sei nel gruppo di testa del fiandre che fai, controlli i watt e se sono troppo alti ti fai staccare?
    le bici dei pro hanno tutte il pm, perché comunque serve per l'analisi post gara.
    nel triathlon long distance lo si usa un assai di più, dato che, essendo senza scia, il pacing corretto ha una rilevanza maggiore. inoltre la gara non finisce al termine della frazione bike, dopo c'è da correre; una bici fuorigiri si paga carissima in maratona
     
  15. Darius

    Darius Passista

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    Se sei in queste condizioni e hai da terminare 20K di piattone non c'è scelta, rimani in pancia al gruppo e cerchi di sopravvivere, ma se sei su un Patemberg o su un Poggio, a poco dallo scollinamento, sapere per quanto tempo puoi spremere per staccare e finire gli ultimi chilometri può fare il podio, oramai eccetto il caso della volata si vince così. Anzi con la telemetria è l'ammiraglia che ti dice quando partire.

    OK, d'accordo, però mi chiedo perchè Kienle non lo usava.
     
    #3135 Darius, 15 Aprile 2019 alle 15:36
    Ultima modifica: 15 Aprile 2019 alle 15:44
  16. gipsy

    gipsy Apprendista Cronoman

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    no, nelle classiche i capitani il pm non lo guardano nemmeno (figuriamoci poi sul poggio, 3km di salita a -7km dal traguardo, lì si va a tutta e si cerca di non farsi staccare); si marcano tra di loro e basta; lo guardano (e non sempre) i gregari per impostare il passo, specie nella prima metà di gara. poi quando iniziano a partire le fughe, non lo guardano più nemmeno loro; impostano il passo sul distacco dalla fuga e tirano finché ne hanno. gli uomini di classifica usano il pm nei grandi giri, nelle tappe di montagna con salite lunghe. se l'arrivo è in salita, sull'ultima asperità il pm non lo guarda più nessuno, anche perché le dinamiche di gara fanno saltare tattiche e riferimenti
     
  17. jack.ciclista

    jack.ciclista Apprendista Scalatore

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    Io ho scritto nell'altro thread "REPORT GARE"... vi ho visto arrivare
    o-o
     
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  18. Darius

    Darius Passista

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    Probabilmente è come dici, tuttavia bisognerebbe stare su una bici con loro per saperlo con precisione, il ciclismo da dare in pasto al pubblico vuole circondarsi ancora con l'aura di leggenda, ammettere che si corra con radio, PM, telemetrie, con tappe pianificate a tavolino e guidati dall'ammiraglia non fa tanto eroe.

    Come ricorderai Froome sul Ventoux (Tour 2013), su una pendenza dell'8%, staccò tutti con una serie di sprint a 110 RPM, erogando una potenza di picco di 950W, solo dopo si è venuto a sapere che la cosa era stata pianificata in modo scientifico, lui sapeva esattamente dove e per quanto tempo poteva sparare quella potenza per fare il distacco, difficile credere che abbia gestito quelle fasi senza il PM.
     
  19. gipsy

    gipsy Apprendista Cronoman

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    infatti ho scritto che sulle salite lunghe in gara lo si utilizza, mentre sui muri delle classiche non ha molto senso. e comunque, se si vuole fare la differenza, ok il pm, ma ad un certo punto bisogna anche provare a fidarsi delle proprie sensazioni; nel senso che, in gara, nella giornata di grazia le gambe possono reggere quei 20w in più rispetto alla "carta" (così come il vice versa nella giornata no)
     
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  20. Darius

    Darius Passista

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    Completamente d'accordo, l'eccessivo ricorso al supporto strumentale e al tatticismo delle ammiraglie, a scapito del fattore umano, stanno rendendo il ciclismo noioso, con le dovute eccezioni.
     

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