[Libro] Il ribelle -All’inferno e ritorno –

[Libro] Il ribelle -All’inferno e ritorno –

14/09/2019
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14/09/2019

 

All’inferno e ritorno 

I kirzachi, gli stivali in dotazione all’esercito sovietico. Foto di Bboot – Own work, Public Domain.  

 

Mi sedetti sul mio letto con i pantaloni color cachi slavato, calzini bianchi e ciabatte Adidas in attesa che i nazisti delle regole sul vestiario mi mettessero sulla graticola 

Ormai da un minuto mi stava fissando dal suo letto vicino alla finestra.  Si alzò, mani nelle tasche, si avvicinò lentamente al mio letto, come se disponesse di un’ora per farlo e si sedette accanto a me.  

Non dissi niente.  

Capelli corti, neri, occhi scuri, naso aquilino, una cicatrice profonda che attraversava lo zigomo sulla pelle olivastra. Avrei potuto scommettere il mio ultimo rublo che veniva dal Caucaso settentrionale.  

Hai la mia divisa, disse con un accento marcato.  Ceceno.  Era Ceceno.  

I nostri due popoli si sono massacrati a vicenda per secoli.  Decine di migliaia moriranno di nuovo, nove anni dopo, nel successivo giro di spargimento di sangue.  Se c’è qualcuno sul pianeta con cui non vorrei avere problemi, quello è un ceceno.  

Non dissi niente.  

Da quanto tempo nell’esercito? mi chiese.  

Secondo anno.”  

Cherpak, disse.  

Non dissi niente.  

Di dove sei? 

Kavkaz.”  

Si fermò e disse: Scherzi?  

Nalchik-City, nello Stato del Caucaso settentrionale, aggiunsi.   

Nessuno al di fuori del Caucaso settentrionale chiamerebbe Nalchik  Nalchik-City. E nessuno direbbe Nello stato del Caucaso settentrionale.” Lo dicevamo sempre per far sembrare che Nalchik fosse in America.  Una battuta tra di noi. 

Russo?” mi chiese 

Seh.  

Si toccò il mento, pensieroso, e aggiunse: Abbiamo quattro caucasici qui.  Due Ceceni, un Daghestano e un Circasso.  Siamo una cosa sola.  Capito?  

Certo, dissi.  

Non rovinarmi l’uniforme.  È stata in Afganistan, sai?  

Sì, lo so. 

Come ti chiami?  

Kolya  

Kolyan quindi  

Sì, è così che mi chiamavano a Nalchik.  

Ho sentito che sei un campione  

Seh.”  

Quale sport?  

Ciclismo.”  

Gambe forti, disse.  Mi diede una pacca sulla spalla, si alzò e mi disse: Non andare a cena da solo.  Tu vieni con me.”   

Mi porse la mano per presentarsi: Aslan.”   

Mi alzai e gli strinsi la mano, lui si voltò e tornò al suo letto.  

Uscii dal dormitorio verso i bagni con due dozzine di occhi incollati che osservavo ogni mio passo.  Alcuni con malizia, altri confusi da una stretta di mano tra un Ceceno e un Russo.  

Un tizio alto con i capelli sporchi e tagliati stile terrier era sulla soglia del dormitorio.  Mi guardò con un sorriso beffardo sulla sua faccia brufolosa quando entrai nel corridoio stretto uscendo.   

Rivolgendosi a me: É l’ora della pipì?  

Levati dalle palle, stronzo, risposi.  

Cos’è stato?  

Mi fermai e lasciai una distanza di sicurezza di due metri tra di noi.    

Mi ordinò: Ripeti, soldato!”  

I passi dietro la mia schiena, discreti come solo i kirzachi dell’esercito sovietico potevano rendere, erano per me.   Il primo colpo è arrivato al rene destro e mi ha fatto perdere l’uso gambe.  Mentre mi afflosciavo, la faccia brufolosa mi ha dato un calcio nello stomaco con la punta dello stivale.   

I miei polmoni avevano smesso di funzionare.  Senza aria, la luce del giorno si era offuscata, gli occhi non mettevano più a fuoco.  Atterrai sul sedere con un braccio che mi riparava la faccia dal colpo successivo.   

Balzò come un animale selvatico, si accovacciò vicino a me e mi afferrò la testa per i capelli.  

Ripeti, cagna.  Ho detto ripeti gridò con il pugno alzato, pronto a colpire.  

Rompigli il naso, Benya, disse il tizio che mi aveva colpito al rene.  

Sentii il rumore di altri passi da lontano.  Gli stivali pesanti dell’esercito martellavano sul pavimento, si avvicinavano.  

Il kirzach di Aslan finì in faccia a Benya con la velocità di un calcio di rigore dagli undici metri.  La faccia brufolosa si riversò sulla schiena con entrambe le braccia spalancate.  Gli uscì del sangue dalla bocca.  L’amico di Benya era in ginocchio quando mi alzai con un coltello alla gola impugnato dal secondo Ceceno.  La maggior parte del plotone era nel corridoio ora, a guardare, spaventato a morte dal ritrovarsi in mezzo ai Ceceni.  

Il piede di Aslan era sulla faccia di Benya, il sangue gli si riversava sopra.   

Viene dal Caucaso, lurido cane, disse mentre premeva lo stivale contro la faccia di Benya.  Hai capito?  Adesso premeva più forte, sulla gola.  Ti ho fatto una domanda.”  

, rispose Benya.  

Ripeti, disse Aslan.  

, rispose Benya.  

Aslan si indirizzò dall’amico di Benya e gli diede un calcio nello stomaco.  Gli sollevò la testa per i capelli dopo che il tizio era collassato e la batté contro il pavimento di cemento.  Aspettò che il sangue iniziasse a fuoriuscire dal naso e disse: E tu, lurido cane?  

Non lo sapevamo, rispose il tipo.  

A cena noi cinque mangiammo allo stesso tavolo.  Due Ceceni, un Daghestano, un Circasso e un Russo che a turno raccontavano storie su come fosse la vita nel Caucaso settentrionale interrompendosi a vicenda.  Quanto ci mancassero le montagne, lo shashlyk (shish kebab), le cascate d’acqua pulite come lacrime.  L’odore delle mele bianche all’inizio dell’estate.  

Benya è un cane, disse Aslan.   Mai sentito odore di polvere da sparo in vita sua.   Cani come lui tornano a casa dall’Afghanistan nella bara.   Vigliacco.”   

Sei stato tanto in Afghanistan? gli chiesi. 

Venti mesi.”  

Cazzo! Come sei sopravvissuto?  

Uccidendo ogni dannato Muj che ho visto.”  

La mattina dopo il primo ordine del sergente Beregovoy fu di rimanere nella baracca fino all’arrivo della mia uniforme e degli stivali.   

Non tutti sanno che le tue ciabatte e i calzini bianchi sono temporanei, ha detto mentre ero seduto a letto, elaborando dove mi trovassi. Ti metterai nei guai a girare vestito da pagliaccio.”  

Dov’è il telefono da queste parti?  gli chiesi. Devo chiamare qualcuno oggi.”  

“Dove pensi di essereAl Cremlino?  Sei nell’esercito.  Niente telefonate a meno che qualcuno non ti faccia saltare la testa.”  

Aslan mi disse che per un pacchetto di sigarette le guardie mi avrebbero lasciato uscire dal cancello una volta che gli ufficiali erano tornati a casa.  Dall’altra parte della strada vi era una cabina telefonica. 

Assicurati di comprare le Kosmos, mi suggerìBastardi viziati.”  

Dove compro le sigarette?  gli chiesi. 

“Nello spaccio della caserma.  Se ne hanno.”  

Come aveva detto Aslan, disporre di uno spaccio era una cosa, comprare qualcosa di cui avevi bisogno un’altra.  Non avevano sigarette quando mi recai lì dopo colazione.   

Prova la prossima settimana, disse una commessa in sovrappeso in un grembiule bianco.  

Non avevo niente da perdere: Pagherò il triplo se mi vendi un pacchetto di Kosmos.”  

Esitò un attimo: Non ho Kosmos.  Temp.  Vuoi delle Temp?  

Sono buone come le Kosmos?  

Sono roba da un rublo al pacchetto.  Non fumi, vero?  

No.” 

Devi fare una telefonata?  

.”  

Ecco, e tirò fuori due pacchi da sotto il bancone.  Tre rubli.” 

Chiamai Elizarov quella sera e gli dissi quanto fossi stato stupido e come questa cosa dell’esercito avesse funzionato. Ora capivo dove ero prima e dove ero adesso.  

Dovrei allenarmi, non farmi spappolare i reni.”  

Hai perso il treno Eri finito dove la maggior parte della gente neanche si sogna di finire, te ne sei andato, e ora è passato. Avevi un colpo solo, hai sbagliato.  È finita.”   

Tuu, tuu, tuu. 

Zyama mantenne la promessa.  Due settimane dopo essere stato prelevato dal paese delle meraviglie e gettato in una fossa, si presentò nella sua Lada con un buco arrugginito sul pavimento.  Mi portò ai locali di servizio della Titan a Kiev, la sede del nostro ritiro.  Mi disse che erano andati tutti in Crimea per l’ultima corsa a tappe della stagione.  Aveva parlato con la selezione ucraina per un posto in squadraPer ora il CSKA, legato all’esercito, gli aveva detto di mandarmi al loro primo ritiro il mese successivo 

Sai che si scambiano i corridori tra il CSKA e la nazionale, vero? disse.  

Seh.”  

È una consuetudine consolidata, più o meno.  Ricevi ancora lo stipendio dalla nazionale, vero?, mi chiese. 

Seh.”  

“E dalla Titan?  

“Ero uno di loro.”  

Potrebbero dimenticarsi di cancellare il tuo stipendio.  Elizarov è sotto stress da un paio di settimane.”  

Sono scesi sotto le due ore nella cronosquadre?  

No.  Due ore giuste e qualche secondo.”  

Triste.”  

Quante squadre su questo pianeta possono fare due ore?  

Non lo so, non mi interessa.”  

Uno di quei giorni non ci sarà nessuno che ti tirerà fuori dal mucchio di merda in cui ti piace sempre infilarti.”  

Farò il bravo.”  

Lo spero.  Sai dove sarà il tuo primo ritiro con il CSKA?  

Dove?  

Terskol.”  

Continua…. 

www.sportintranslation.com 

 

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A
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aetius

grazie per la nuova puntata!

L
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Littlepie

Chi trova un ceceno… Grazie 🙂

Luca38
Member

Questa ve la devo raccontare…. Quando ero a Ufa una sera andai alla disco jet club, feci la fila fuori e poi il buttafuori mi vide e mi rimbalzò, come dress code ero più che ok, riprovai piu volte e niente, l'ultima volta mi guardo così male quando gli chiesi cosa avesse contro di me che mi fece passare per sempre la voglia di tornarci. Una settimana dopo esco a cena con una e poi mi fa andiamo a ballare al jet, le dissi, manco morto ci ritorno e le spiegai perchè…. Fu così incuriosita di capire che volle andarci,… Read more »

O
Member
okrim01

Sempre più avvincente.
Grazie

bastianella31
Member

Luca38 Questa ve la devo raccontare…. Quando ero a Ufa una sera andai alla disco jet club, feci la fila fuori e poi il buttafuori mi vide e mi rimbalzò, come dress code ero più che ok, riprovai piu volte e niente, l'ultima volta mi guardo così male quando gli chiesi cosa avesse contro di me che mi fece passare per sempre la voglia di tornarci. Una settimana dopo esco a cena con una e poi mi fa andiamo a ballare al jet, le dissi, manco morto ci ritorno e le spiegai perchè…. Fu così incuriosita di capire che volle… Read more »

Luca38
Member
bastianella31

Aspettiamo un libro anche da te allora!!!

Tu l'hai detto come battuta ma credimi che ci ho pensato più volte… Ne avrei da raccontare… Nulla che riguardi la bici però 😉

bradipus
Member
Luca38

Tu l'hai detto come battuta ma credimi che ci ho pensato più volte… Ne avrei da raccontare… Nulla che riguardi la bici però 😉

Apri una discussione nel bar e scrivi gli episodi più notevoli… io sicuramente li leggerò volentieri!

Pancio
Member

Dai, ci sto anch'io. Senno' siamo sempre qui a parlare di shimano, strava, telai… Che [email protected]!!!

I
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ilsommelier74

Salve dove trovo tutte le puntate
Grazie

Gamba_tri
Member
ilsommelier74

Salve dove trovo tutte le puntate
Grazie

Sono state pubblicate nel magazine, se fai un ricerca con "il ribelle" o "Nikolai" le trovi.

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Friûl-doc
Member
Friûl-doc

Ciao a tutti e a Luca38 in particolare, fatemi raccontare questa a proposito di amici russi… Anno 1977 in quel di Brandenburg – piena DDR – città non lontana da Berlino – Est. All’epoca avevo 24 anni ed era il mio 2* contratto all’estero come operatore di macchine da cantiere e partiti da Ud, una dozzina di operai tutti sconosciuti fra noi per mettere le basi della costruzione di un laminatoio- acciaieria per conto della Danieli. Tralascio lo schok culturale del passaggio della frontiera ovest-est di allora…ma giunti sul terreno a noi assegnato dovevamo provvedere quanto prima alla recinzione del… Read more »