...il problema è sintetizzato secondo me molto bene da questo mio post scritto in un altra discussione...ma che purtroppo non ha raccolto interesse...
sfondi una porta aperta..il doping è presente in tutti gli sport....però i ragazzini che giocano a calcio tra il primo e il secondo tempo bevono il the caldo, mentre i ragazzini che pedalano tra uno scatto e l'altro sorseggiano acque colorate ricche di sali minerali(
integratori...non voglio fare pubblicità)...è un esempio banale ma che fa capire certe cose...adesso aspetto l'intervento scontato di qualche genitore che riempie la borraccia del figlio di sola acqua!!
secondo me non è sintetizzato tanto bene, anche perchè non è poi così vero che il calcio, anche quello dei giovanissimi, si così esente da certi vizi mentali (ho isto ragazzini cercare di assumere "qualcosa" per poter giocare meglio a calcetto, niente di che ma loro eran convinti che fosse tale).
Inoltre le sostanze colorate sono più spinte dalla pubblicità che altro e vengono assunte anche lontano dalla pratica sportiva.
Se proposte dai genitori, questi forse hanno una scarsa competenza in materia, magari pensano di far del bene e in realtà propongono qualcosa che non serve. Non sempre c'è malizia ovunque, così come non sempre c'è l'onestà assoluta.
Se poi (discorso generico, non riferito tanto al tuo post ma alle ultime pagine del thread) vogliamo tagliare i discorsi con l'accetta e credere in assiomi del tipo che il doping sia un fenomo annidato solo nelle prime 20-30 posizioni dell gf o che facendo partenze alla francese si risolva tutto allora s'è capito poco o nulla.
Per come la vedo io i controlli servono nella misura in cui sono affidabili, in caso contrario sarebbero tempo e soldi buttati, magari solo per proporre una "certificazione" di facciata.
Questo non signfica non fare più controlli, ma questi di fatto non sembra siano un deterrente totalmente efficace (lo vediamo anche in campo porfessionistico).
Credo che pene un po' più mirate e severe forse darebbero dei contorni più marcati al problema, anche se non lo risolverebbero mai del tutto ugualmente.
E i deferimenti secondo me farebbero bene a restare "privati" e comunicati solo alle parti in causa, poi che vengano rese pubbliche le sentenze e si discuta su quelle.
Per quanto antipatica o sospetta possa essere una persona, anche con qualche prova a carico, additarla al pubblico ludibrio prima del tempo è scorretto o quantomeno poco elegante.
A me sembra che le regole attuali non controllino bene il fenomeno doping, ammesso che avere il polso della realtà amatoriale resti l'obiettivo di enti, associazioni e federazioni.
Lo stato attuale delle cose è una via di mezzo tra il "far west" e la "caccia alle streghe", all'interno dei quali si collocano estremismi che fan solo male a tutto il movimento. Che poi ci siano lo stesso persone che abbiano la morale, l'intelligenza le conoscienze necessarie per vivere lo sport senza fanatismi (in un senso e nell'altro) è forse una delle poche speranze che abbiamo per risolvere la questione.