Eh si, questa volta per ritornare a casa dal mare ho fatto un giro un tantino largo.
Il treno che da Loano mi porta a Ventimiglia delle 7:42 non è affollato e questo mi facilita il trasporto di Faustina, l'unico inconveniente è il ritardo con cui arriviamo a Ventimiglia circa 10 minuti.
Esco dalla stazione e mi immergo nel traffico per il Tenda, in meno di dieci minuti sono fuori città, la valle è stretta e molto trafficata, finalmente arrivo al bivio per Olivetta, devo salire al Col Vescavo, che è poco meno di 500 metri ma appena arrivo nel paese mi aspetta un bel dritto al 12% come colazione, la strada è praticamente priva di traffico e la vegetazione è quella tipica della montagna ligure. Arrivo in cima e scendo verso Sospel da cui dovrò salire il Turini, altra storia perchè sono più di 20 km di salita e 1200 metri di dislivello, riemio le borracce la prendo con filosofia e molta calma, il termometro segna 32° e il sole mi picchia in testa... un tornante dopo l'altro arrivo in cima ai 1600 metri del Col de Turini, mi mangio un panino e mi butto in discesa verso La Bollene il versante da cui sale la mitica prova speciale del rally di Montecarlo, la dicesa è bellissima e nonostante i molteplici tornanti è "guidabilissima" si possono fare alte velocità e il panorama merita.
Ora mi attendono circa 15 km di trasferimento falsopiano in salita) fino a ST Martin Vesubie da cui proseguo per il Col de St Martin circa 1500 metri. Salita regolare e corta appena 7 km con pendenze appena più ostiche nel finale, segnalo la bellissima veduta sulla valle sottostante, vorrei mangiare ma il troppo vento mi costringe a scendere e a farlo in un paesino nel fondovalle.
Le indicazioni per la valle della Tinee mi riportano in posti conosciuti e dopo un lento salire all'interno di una gola arrivo a Isola, decido di fermarmi a mangiare perchè sono le 17 e perchè la Lombarda non il Col St Martin, butto giù i 2 panini alla mortazza e un litro di coca cola, faccio il pieno di h2o e anche qui la prendo con calma, so benissimo che i primi km saranno i più duri assieme agli ultimi 2. Stranamente l'ascesa passa più in fretta di quello che pensavo e a parte i panini che ogni 500 metri mi si riproponevano è filata liscia. Una menzione speciale all'Ing. che ha progettato i tornanti della Lombarda... doveva essere un ciclista!
Arrivo in cima c'è ancora il sole e parecchio vento, mangio una barretta, mi vesto, ammiro il paesaggio sempre maestoso e selvaggio e mi butto in discesa, tutto bene fino a che non incontro una mandria di mucche che sale la strada, accosto e aspetto pazientemente, ho anche un po' paura perchè le mucche mi passano molto vicino e io sono sul ciglio della strada con scarpata a un metro, se una di loro di sfiorasse faccio 20 metri tra i sassi

per fortuna le mucche sono diligenti e passano evitandomi, sarà l'olezzo che emano dopo 8 ore di bici?
Riprendo a scendere e in un baleno sono a Vinadio, il vento alle spalle mi spinge a Borgo in un attimo, decido di passare per Caraglio a salutare il buon Salvo che mi accoglie con tutti i crismi con cui si accoglie un Randonneur ossia con salopette e maglia della Fausto Coppi

e soprattutto con 1,5 litri di acqua di Pradleves

monto le luci mentre facciamo due chiacchiere e riparto... mi aspettano 90 km di p(i)attume totale immerso nella notte.... fortunatamente una luna quasi piena mi tiene compagnia, ma non è la sola, da Savigliano a casa c'è pure un vento ovviamente contrario con raffiche anche forti, morale... due marroni così fino a casa.
L'avventura è finita, sono ancora in discrete condizioni fisiche (ho ancora braccia e gambe attaccate al corpo, il cervello è in mutua da un po' di anni) sono molto contento per aver visto posti che non conoscevo molto belli.
Un grazie speciale a Mik che mi ha fatto un Road Book spettacolare
Per gli amanti dei numeri: 305 km e 5000 di dislivello.
seguiranno foto.