Sono le 4.04 ... The day after oserei dire.
Stavo infilando i pantaloncini della divisa, avevo su la maglietta a rete e i gambali. Già da un paio d' anni per partecipare alla granfondo di Cesenatico parto il mattino presto. Sveglia alle 3.20. Tutto é gia pronto, compio i gesti di sempre, faccio colazione e mi preparo in bagno. Mi aspetta un centinaio di km per arrivare in riviera, conto di esser là per le 5.00/5.15.
Del terremoto ne abbiamo tutti un' idea, quando avviene un evento tellurico importante i telegiornali lo passano per settimane nelle loro notizie, analizzando gli aspetti umani, poi quelli economici, infine quelli politici. Te lo fanno vivere come se fosse capitato a te. Qualcuno che conosci poi, magari parte volontario e torna colpito, incredulo e tenta di spiegare che non é stato cosí. Tutto é almeno 100 volte peggio.
Sto per infilare il pantaloncino ma piano inizia a salire un rumore sordo di passi al piano di sopra, anzi no balzi, che dico? Qualcuno corre. Un uomo, 10 uomini, un esercito, la cavalleria. No una mandria di ... Bo? Il rumore diventa assordante, un boato.
Ho appena il tempo di urlare a mia moglie di uscire di casa, urlo alle mie 2 figlie che stanno dormendo "fuoriiii, fuoriiii tutti. Prestooo". ........
Siamo fuori, tutti e 4, in strada.
Siamo salvi, la piccola di dieci anni piange e ci stringiamo a 4. Dondoliamo, lo spostamento é forte forse un metro ... Forse un metro é troppo ma la sensazione é quella, che importa. In casa si sente la chincaglieria che cade, si rompe, che importa. Siamo salvi. Ma non ho le mutande!
Rientro per prendere i vestiti, mi vesto e torno fuori. Sono in mutande e maglietta traforata e gambali ma non ho freddo. Siamo salvi.
Un terremoto non puoi aspettartelo perché non sai cosa ti puoi aspettare. Il peggio poi viene sempre dopo. Ogni nuova scossa, ogni immagine dei toui luoghi feriti e perduti per sempre, ogni morto che se poi lo conosci ....
Scrivo e sono le 4.35, vi ho seguito. Le vostre immagini le ho ben note, sarei stato a Cesenatico anch' io e per la settima, ottava volta. Ma sono qui, di guardia a mia moglie e le mie due figlie. Stanotte non dormo e veglio. Domani ... Chissà, ma sarà lo stesso penso per un pó.
Vado mia figlia si agita, abbiamo steso i materassi davanti la porta di casa con il viso rivolto all' uscita.
Ho ancora ben impresso nella memoria il boato che precede ogni singola scossa, avendolo vissuto nel '96 nella bassa Reggiana.
Anche se O.T. volevo far sentire la mia vicinanza ed un abbraccio a tutti quelli che stanno vivendo questo brutto momento. :eek:

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