Carnia Classic 2012

roboto

Novellino
17 Marzo 2007
91
1
Salento
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Bici
Canyon Ultimate Cf 8
il fatto che salite ripidissime non ce ne sono al massimo qualche strappetto che potrebbe ricordare quel tipo di pendenze ma non più di qualche centinaio di metri. Proprio quest'anno alla GF Alberobello-Murgie ho fatto la salita dello Zoo che come pendenze non scherza, col 39-25 il mio attuale max rapporto e l'ho fatta tranquillamente, però si parla sempre di pochi km e qualche tornante duro si, ma pur sempre breve.
Quindi alla luce di questo non mi resta che provarci col 39-30 e perdere qualche anno di vita anche perchè non vedo proprio come potrei allenarmi nello specifico.
Ps. avete qualche dritta per dormire in zona vicino alla partenza?
Grazie amici.
 

roboto

Novellino
17 Marzo 2007
91
1
Salento
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Bici
Canyon Ultimate Cf 8
ora che ci penso sulla ciclocross ho la guarnitura shimano cx 46-36, potrei montarla sulla bdc al posto dell'ultegra 53-39 e montare il 12-30 avrei così come rapporto max 36-30 ma poi col 46 che ci faccio?
ho una confusione!!!
 

biroboro

Pedivella
28 Dicembre 2009
302
6
Friul
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Bici
S2
Ti aspettiamo, non te ne pentirai. Non per niente quella del Crostis è chiamata la "Panoramica delle vette" - uno spettacolo naturale unico nel suo genere!
Certo sono entrame salite da veri scalatori ma comunque niente di impossibile per chi mastica di ciclismo. Personalmente consiglio di salire del proprio passo - con regolarità.
Per dormire rivogiti pure a

http://www.carnia.it/it/cwelcome.html

abbiamo affidato a loro la sistemazione dei partecipanti.
A preso o-o
 

cacaito

Apprendista Scalatore
22 Novembre 2006
2.405
28
48
Pisa
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Dopo la Sportful si pensa a quest'altra "girata di montagna". Lo Zoncolan lo conosco per averlo fatto 1 volta 2 anni fa.:wacko:
Devo alleggerire un po' i rapporti altrimenti il giorno dopo salgo a piedi:rosik::mrgreen:

PS che si può fare il sabato dopo la prima tappa per "rinfrescare" le gambe in vista della tappa della domenica?
Massaggi? Sdraiarsi su un prato? Pregare?:mrgreen:
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
43.702
18.782
Bozen
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Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
........
PS che si può fare il sabato dopo la prima tappa per "rinfrescare" le gambe in vista della tappa della domenica?
Massaggi? Sdraiarsi su un prato? Pregare?:mrgreen:
L'ultima che hai detto è certamente la migliore. :mrgreen:
Per il resto, direi stretching e star con le gambe sollevate il + possibile....e nutrirsi bene e molto...ma quello se non ricordo male lo sai fare perfettamente nonostante il fisico da scalatore :asd:
 

scalatore dentro

Apprendista Velocista
2 Febbraio 2008
1.556
18
cascina (PISA)
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parkpre 990/ orbea orca
Dopo la Sportful si pensa a quest'altra "girata di montagna". Lo Zoncolan lo conosco per averlo fatto 1 volta 2 anni fa.:wacko:
Devo alleggerire un po' i rapporti altrimenti il giorno dopo salgo a piedi:rosik::mrgreen:

PS che si può fare il sabato dopo la prima tappa per "rinfrescare" le gambe in vista della tappa della domenica?
Massaggi? Sdraiarsi su un prato? Pregare?:mrgreen:


e che vuoi fare........ si mangia le specialità localio-o
 

cacaito

Apprendista Scalatore
22 Novembre 2006
2.405
28
48
Pisa
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L'ultima che hai detto è certamente la migliore. :mrgreen:
Per il resto, direi stretching e star con le gambe sollevate il + possibile....e nutrirsi bene e molto...ma quello se non ricordo male lo sai fare perfettamente nonostante il fisico da scalatore :asd:

OK Grazie per i consigli. Tu partecipi? Nel caso ci vediamo per la cena di domenicao-o:mrgreen:

e che vuoi fare........ si mangia le specialità localio-o

Lo sapevo che potevo fare affidamento su di te:mrgreen:
 

pantacino

Pedivella
10 Giugno 2009
319
64
bassano del grappa
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bmc teammachine slr02 disc
iscritto anchio ieri sera al carnia classic dopo qualche giorno di riflessione ! speriamo di farcela ! ma la salita che precede lo zoncolan è pedalabile o fa morire anche quella !!! ci vediamo il 25 agosto ! mi sà che saremo in tanti del forum a partecipare , potremmo fare gruppetto e salire insieme se non avete ambizioni di classifica .
 

emig72

Passista
28 Marzo 2008
3.775
730
Friul
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moderna in carbonio,vintage in acciaio,2 MTB
iscritto anchio ieri sera al carnia classic dopo qualche giorno di riflessione ! speriamo di farcela ! ma la salita che precede lo zoncolan è pedalabile o fa morire anche quella !!! ci vediamo il 25 agosto ! mi sà che saremo in tanti del forum a partecipare , potremmo fare gruppetto e salire insieme se non avete ambizioni di classifica .
[url]http://www.salite.ch/lius.asp?Mappa=http://www.viamichelin.fr/viamichelin/ita/dyn/controller/Cartes-plans?mapId=-tqm4i118vkn9dp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661[/URL]
 

Hard_climber

Passista
29 Novembre 2005
4.196
58
Nord est
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Mi sembra ovvio
iscritto anchio ieri sera al carnia classic dopo qualche giorno di riflessione ! speriamo di farcela ! ma la salita che precede lo zoncolan è pedalabile o fa morire anche quella !!! ci vediamo il 25 agosto ! mi sà che saremo in tanti del forum a partecipare , potremmo fare gruppetto e salire insieme se non avete ambizioni di classifica .
Prima dello Zoncolan c'è il Duron (l'altimetria di cui sopra) e poi sella Valcalda:
http://www.salite.ch/valcalda1.asp?...il9dp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661
che inizierà dal bivio per Cercivento di sotto.
Ad essere precisi la prima salita della tappa sarebbe l'ascesa alla Rosa dei venti:
http://www.salite.ch/9802.asp?Mappa...4n9dp&dx=474&dy=317&empriseW=949&empriseH=634
 

ciot.fabio

Gregario
10 Dicembre 2008
562
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Treviso
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VELOTEK

vido96

Novellino
22 Gennaio 2012
55
2
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Bici
canyon roadlite
iscritto anchio ieri sera al carnia classic dopo qualche giorno di riflessione ! speriamo di farcela ! ma la salita che precede lo zoncolan è pedalabile o fa morire anche quella !!! ci vediamo il 25 agosto ! mi sà che saremo in tanti del forum a partecipare , potremmo fare gruppetto e salire insieme se non avete ambizioni di classifica .

Salve,
da friulano, o meglio carnico, e da appassionato di ciclismo non potevo non aguzzare gli occhi sulla fantastica “doppia-granfondo” organizzata dalla Carnia-bike, la Carnia Classic Crostis Zoncolan, che permetterà ai ciclisti nel weekend di sabato 25 agosto e domenica 26 di scoprire e gustare tutto il fascino di un territorio ancora poco conosciuto, addirittura dagli stessi abitanti. Due giornate impegnative che sottoporranno gli appassionati della salita ad uno sforzo notevole, perché è bene ricordare che in queste due giornate di grande ciclismo non bisognerà affrontare solo il Crostis e lo Zoncolan. Duron, sella Valcalda e Casera Razzo sono le altre asperità che faranno da contorno ai due mostri ormai sacri del ciclismo italiano ed europeo. Alcuni sembra quasi le considerino dei “cavalcavia”, perché troppo concentrati e affascinati dai chilometraggi, dai dislivelli elevati e dalle pendenze esagerate di Crostis e Zoncolan, che rientrano nella lista delle salite più ostiche d’Europa.
Gestirsi nei due giorni di gara sarà davvero complicato. Le diverse classifiche aumenteranno di certo la concorrenza e proporzionalmente a questa anche lo spettacolo. Per chi invece ha obbiettivi ben diversi, ovvero chi non punta ad ottenere un piazzamento o un risultato importante, ma si limita a arrivare “vivo” all’arrivo nelle due giornate, farà bene a non eccedere negli sforzi durante la tappa di sabato, perché per la domenica il “menù” propone ben 3000 m di dislivello, per niente pochi!
Ma i percorsi? Sicuramente tutti, o almeno spero, hanno ben presente a cosa si va incontro se affrontiamo il Crostis e ancor meglio lo Zoncolan, ma il resto del percorso è bene non sottovalutarlo! La selezione infatti non la troveremo nelle sole due salite totem, ma ritengo che una buona fetta di partecipanti si staccherà dalle ruote migliori già nelle salite antecedenti. Analizziamo quindi brevemente il percorso della prima tappa.
La prima tappa è la frazione che prevede la scalata allo Zoncolan. Prima di questo i corridori affronteranno le salite di sella Duron e sella Valcalda. Questo trittico che unisce queste due ascese a quella dello Zoncolan, potrebbe ricordare a molti la tappa friulana del Giro d’Italia 2010, vinta da Ivan Basso, che prevedeva inoltre nei chilometri precedenti la scalata di sella Chianzutan. Ma meglio non divagare… Sono quasi cento i chilometri previsti, senza dimenticare il dislivello, di circa 2400 m. La partenza è da Tolmezzo, fissata per le ore 8.30 . I primi sette chilometri di gara risulteranno molto utili per un primo riscaldamento, la strada è larga, pianeggiante in prevalenza ed inoltre presenta poche, anzi pochissime curve. Costeggiando il fiume But, si giunge quindi a Cedarchis. Una volta superata questa località si affronta una curva stretta a destra: inizia la prima salita di giornata, destinazione località Rosa dei Venti, sulle mappe indicata come Valle Prima. La salita non è impegnativa, le pendenze rimangono lievi, ma meglio non sottovalutare totalmente questo tratto del percorso, perchè qualche punta del dieci è possibile riscontrarla. Alla sommità di questa breve e semplice ascesa, ci aspetta un paio di chilometri di sali e scendi per giungere a Paularo. Spero per voi che vi siate già scaldati e preparati perché da qui in poi la prima tappa di questa Carnia Classic Crostis Zoncolan entra nel vivo! Da Paularo infatti inizia la scalata al passo Duron dopo due curve a sinistra. L’ultima di queste due ci immette in una strada dalla sede stretta ma dal manto davvero bello.
Qualche lieve curva, quando ancora la pendenza è ridotta, ci porta sul drittone al 13- 15% con massime del 18%. E’ questo il tratto più duro della salita, lungo circa 1 km. Potremo tirare il fiato solo dopo aver completato una serie di tornantini stretti e naturalmente ripidi, quando la strada tornerà “più normale”. Attenzione però a non sottovalutare questo secondo tratto, pur sempre impegnativo e costantemente esposto al sole. Le pendenze sono sull’8- 10%. La strada intanto, lasciato il tratto più ostico, si allarga ma il manto stradale rimane sempre perfetto. Ancora qualche tratto al 12%, alcuni piuttosto lunghi (500 m), li troveremo nella parte successiva, quando la strada si snoda su larghi tornanti dove è possibile rifiatare e abbeverarsi. Dopo ben 6 tornanti, dei quali gli ultimi due molto ravvicinati, la strada ritorna stretta e ci propone qualche pendenza un po’ più impegnativa, ma ormai siamo al termine della salita. Le pendenze rimangono sul 9%, ma via via che ci avviciniamo alla cima del Duron, queste calano. In cima alla salita la strada è ancora stretta, coperta dalla vegetazione circostante. L’unica indicazione che ci consente di capire di trovarci ai 1070 m del passo Duron è un cartello della provincia di Udine, posto in curva. Il rettilineo che segue è abbastanza ripido e all’ombra, quindi meglio mantenere una velocità non troppo alta anche perché al termine troveremo un tornantino stretto che ci proietterà fuori dal bosco. Ancora un paio di tornanti poco pendenti e soprattutto molto larghi ci riportano su di un tratto di salita in lieve pendenza. Ma, niente paura! Si tratta di un semplice dentello, lungo davvero pochi metri. Giungiamo quindi, finalmente, allo scollinamento vero e proprio… da qui ci aspettano più di 9 km di discesa, abbastanza tecnica nella prima parte, a differenza della seconda dove sarà necessario “spingere il rapportone”, perché in questa parte si possono davvero raggiungere alte velocità! La prima parte prevede di affrontare, oltre ad una serie di lievi curve, un tratto di 2 km con ben 12 tornanti. Superato proprio questo tratto si entra nella seconda parte dove la strada diventa davvero facile: la sede si presenta larga, il manto stradale è buono, lunghi rettilinei, curve quasi assenti. Da sottolineare solamente due tratti insidiosi. Entrambi si trovano in corrispondenza di Treppo Carnico. Il primo proprio prima di entrare nel paese e consiste in una serie di curve abbastanza insidiose, considerando la velocità a si sta scendendo. Il secondo posto alla fine del paese. Si tratta dell’attraversamento di un ponte che ci obbligherà a limitare la velocità proprio per affrontare le due curve poste prima e dopo il ponte stesso. La discesa si conclude nel momento in cui lasceremo la strada di Treppo e Ligosullo, per immeterci per un breve istante sulla SS52bis. Si! Davvero un breve istante, perché lasceremo subito la strada principale imboccando il primo ponte sulla nostra destra che ci porterà rapidamente a Cercivento. Una svolta a sinistra e poi una a destra, ci immettono sulla SS465: inizia la terza ascesa di giornata, sella Valcalda (Ravascletto). Un consiglio è di memorizzare un po’ curve e tornanti (seppur pochi) perché il giorno seguente la medesima strada verrà affrontata nel senso opposto, ovvero in discesa, subito dopo aver finito un’altra discesa, quella del monte Crostis. Ma meglio tornare al percorso odierno. I dati della salita parlano chiaro: sono poco più di 6 km, gran parte esposti al sole, con un dislivello analogo a quello del passo Duron, ovvero 400 m. La prima parte dell’ascesa (lunga 1,5 km) è davvero molto semplice: pendenze lievi, strada larga e sempre dal manto molto buono. Arrivati in prossimità del bivio con Cercivento di Sopra, riconoscibile per la presenza di un monumento a forma piramidale, la salita inizia a cambiare di aspetto. Le pendenze iniziano a farsi un po’ più alte (4-5-6%), ma è dal terzo chilometro che la salita entra nel vivo: per poco più di 2 km le pendenze rimangono incollate costantemente al 9-10%. La vegetazione circostante purtroppo non aiuta gran’ che, di conseguenza l’ascesa, seppur non troppo difficile, risulta più “complicata”. Un po’ di ombra potremo trovarla una volta superato il tratto duro, quindi nell’ultimo chilometro prima dello scollinamento. Questa ultima parte di ascesa non risulta particolarmente difficile: le pendenze ritornano lievi sul 5-6%. Giunti a Ravascletto, la salita si conclude e abbiamo la possibilità di analizzare, alla nostra destra, anche il termine della strada del monte Crostis, che il giorno seguente si compierà in discesa. Ora sette chilometri di discesa, dal manto stradale davvero buono, per giungere a Comeglians! Strada nella prima parte semplice con due lunghi rettilinei, uno dei quali però in contropendenza; la seconda parte invece si presenta più ripida e ci propone diverse curve e tornanti, più o meno stretti, più o meno improvvisi. La discesa comunque ci consentirà di riposare e di tirare il fiato in vista dello Zoncolan. La discesa si conclude al bivio con la statale SS355. La strada per giungere ad Ovaro non è del tutto pianeggiante, la strada sale leggermente per arrivare a Chialina e poi torna a scendere per arrivare al bivio con la salita già battezzata tre volte, sul versante in questione, dal Giro d’Italia. Quindi svolta a sinistra e inizia l’inferno Zoncolan! Parlare dello Zoncolan mi sembra abbastanza inutile, la sua terribile ascesa è già stata descritta da moltissime persone sui blog, sui forum. Una buona descrizione è possibile trovarla sul sito della Carnia Classic. Anche la discesa non è sconosciuta, ma una breve descrizione non fa male. I primi tre chilometri di discesa sono davvero insidiosi! La strada è ripida stretta e presenta anche qualche curva e tornante abbastanza difficili. La strada si fa più larga e meno ripida una volta giunto e superato il pianale dei parcheggi e dei ristori dello Zoncolan. Discesa da 60-70 km/h, 10 tornanti ma rettilinei davvero lunghi che consentono di raggiungere appunto alte velocità. Su questa discesa si può benissimo fare la differenza, per esempio incrementare un vantaggio o magari recuperare uno svantaggio. Dal termine della discesa mancano 15,5 km all’arrivo. Il percorso, in costante pendenza favorevole fino a Zuglio, diventa più insidioso nell’ultima parte. Dall’altimetria fornita non è possibile notarlo. La strada infatti continua a scendere ma non è del tutto pianeggiante. Un leggero saliscendi che magari potrebbe risultare un problema per il corridore solitario in testa, anche se immagino che i distacchi ottenuti sulle rampe dello Zoncolan saranno decisivi. Lievi salitelle le troveremo la prima una volta lasciato Zuglio, una seconda e una terza nei pressi di località Sega. Negli ultimi due chilometri la strada torna a concedere una lieve discesa che ci porterà ad attraversare prima una corta galleria e in seguito il ponte sul torrente But. Infine ci sarà finalmente l’arrivo nel centro di Tolmezzo.
Spero di aver fornito qualche informazione utile ai partecipanti che verranno da fuori e che probabilmente non conoscendo il luogo, volevano qualche informazione in più riguardo al percorso ed in particolare alle altre salite che non siano Crostis e Zoncolan. Per quanto riguarda la seconda frazione non potrei illuminarvi più di tanto… ammetto che, per via delle sue tante gallerie, Casera Razzo dal versante di Ampezzo non l’ho mai fatta!!! Resta comunque una salita facile, irregolare. Sarà più impegnativa una volta superato Sauris. Prima però della scalata alla Casera Razzo ci aspettano una ventina di chilometri che non sono completamente pianeggianti. Infatti lasciata Villa Santina la strada inizia leggermente a salire, ma è dopo Enemonzo che le pendenze si fanno “fastidiose” in alcuni tratti. Giunti ad Ampezzo appunto, si imbocca la prima ascesa di giornata, che ci porterà ai 1830 m di quota. La discesa è davvero uno “spasso”: strada larga e ben tenuta, ma le grandi particolarità sono proprio la quasi assenza di tornanti (solamente 6), ed il scarso numero di curve insidiose, su ben 27 km di discesa dalle pendenze davvero poco accentuate. Pendenze che inoltre si ridurranno ulteriormente giunti nei pressi di Pesariis. Poi è l’ora del Crostis. Come lo Zoncolan non me la sento di riscrivere una recensione su questa ascesa che io reputo straordinaria. Invito appunto chi volesse sapere qualcosina in più di visitare i forum, ma anche lo stesso sito della Carnia Classic offre un ottima descrizione. La panoramica delle vette è davvero da gustare! Meno di 7 km di strada sterrata che vi permetteranno di godervi un panorama mozzafiato! In seguito tocca alla discesa, che decisamente non può essere considerata una passeggiata ma se non ricordo male le biciclette sono dotate di freni e quindi… tuffiamoci verso Ravascletto. Svolta a sinistra e procediamo in discesa lungo la strada che il giorno prima ci ha portati in sella Valcalda. Si arriva a Sutrio e anche in questo caso procediamo lungo la medesima strada della prima tappa. Di conseguenza le due tappe sono caratterizzate dallo stesso finale.
Concludo augurando un imbocca al lupo ai partecipanti!
Io purtroppo non potrò parteciparvi sia perché non ho 18 anni, ma sedici, sia perché non sono tesserato. Ma sarò a vedervi perché la partenza sarà posta sotto casa mia! Spero di esservi stato utile!
 

vido96

Novellino
22 Gennaio 2012
55
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canyon roadlite
Salve,
da friulano, o meglio carnico, e da appassionato di ciclismo non potevo non aguzzare gli occhi sulla fantastica “doppia-granfondo” organizzata dalla Carnia-bike, la Carnia Classic Crostis Zoncolan, che permetterà ai ciclisti nel weekend di sabato 25 agosto e domenica 26 di scoprire e gustare tutto il fascino di un territorio ancora poco conosciuto, addirittura dagli stessi abitanti. Due giornate impegnative che sottoporranno gli appassionati della salita ad uno sforzo notevole, perché è bene ricordare che in queste due giornate di grande ciclismo non bisognerà affrontare solo il Crostis e lo Zoncolan. Duron, sella Valcalda e Casera Razzo sono le altre asperità che faranno da contorno ai due mostri ormai sacri del ciclismo italiano ed europeo. Alcuni sembra quasi le considerino dei “cavalcavia”, perché troppo concentrati e affascinati dai chilometraggi, dai dislivelli elevati e dalle pendenze esagerate di Crostis e Zoncolan, che rientrano nella lista delle salite più ostiche d’Europa.
Gestirsi nei due giorni di gara sarà davvero complicato. Le diverse classifiche aumenteranno di certo la concorrenza e proporzionalmente a questa anche lo spettacolo. Per chi invece ha obbiettivi ben diversi, ovvero chi non punta ad ottenere un piazzamento o un risultato importante, ma si limita a arrivare “vivo” all’arrivo nelle due giornate, farà bene a non eccedere negli sforzi durante la tappa di sabato, perché per la domenica il “menù” propone ben 3000 m di dislivello, per niente pochi!
Ma i percorsi? Sicuramente tutti, o almeno spero, hanno ben presente a cosa si va incontro se affrontiamo il Crostis e ancor meglio lo Zoncolan, ma il resto del percorso è bene non sottovalutarlo! La selezione infatti non la troveremo nelle sole due salite totem, ma ritengo che una buona fetta di partecipanti si staccherà dalle ruote migliori già nelle salite antecedenti. Analizziamo quindi brevemente il percorso della prima tappa.
La prima tappa è la frazione che prevede la scalata allo Zoncolan. Prima di questo i corridori affronteranno le salite di sella Duron e sella Valcalda. Questo trittico che unisce queste due ascese a quella dello Zoncolan, potrebbe ricordare a molti la tappa friulana del Giro d’Italia 2010, vinta da Ivan Basso, che prevedeva inoltre nei chilometri precedenti la scalata di sella Chianzutan. Ma meglio non divagare… Sono quasi cento i chilometri previsti, senza dimenticare il dislivello, di circa 2400 m. La partenza è da Tolmezzo, fissata per le ore 8.30 . I primi sette chilometri di gara risulteranno molto utili per un primo riscaldamento, la strada è larga, pianeggiante in prevalenza ed inoltre presenta poche, anzi pochissime curve. Costeggiando il fiume But, si giunge quindi a Cedarchis. Una volta superata questa località si affronta una curva stretta a destra: inizia la prima salita di giornata, destinazione località Rosa dei Venti, sulle mappe indicata come Valle Prima. La salita non è impegnativa, le pendenze rimangono lievi, ma meglio non sottovalutare totalmente questo tratto del percorso, perchè qualche punta del dieci è possibile riscontrarla. Alla sommità di questa breve e semplice ascesa, ci aspetta un paio di chilometri di sali e scendi per giungere a Paularo. Spero per voi che vi siate già scaldati e preparati perché da qui in poi la prima tappa di questa Carnia Classic Crostis Zoncolan entra nel vivo! Da Paularo infatti inizia la scalata al passo Duron dopo due curve a sinistra. L’ultima di queste due ci immette in una strada dalla sede stretta ma dal manto davvero bello.
Qualche lieve curva, quando ancora la pendenza è ridotta, ci porta sul drittone al 13- 15% con massime del 18%. E’ questo il tratto più duro della salita, lungo circa 1 km. Potremo tirare il fiato solo dopo aver completato una serie di tornantini stretti e naturalmente ripidi, quando la strada tornerà “più normale”. Attenzione però a non sottovalutare questo secondo tratto, pur sempre impegnativo e costantemente esposto al sole. Le pendenze sono sull’8- 10%. La strada intanto, lasciato il tratto più ostico, si allarga ma il manto stradale rimane sempre perfetto. Ancora qualche tratto al 12%, alcuni piuttosto lunghi (500 m), li troveremo nella parte successiva, quando la strada si snoda su larghi tornanti dove è possibile rifiatare e abbeverarsi. Dopo ben 6 tornanti, dei quali gli ultimi due molto ravvicinati, la strada ritorna stretta e ci propone qualche pendenza un po’ più impegnativa, ma ormai siamo al termine della salita. Le pendenze rimangono sul 9%, ma via via che ci avviciniamo alla cima del Duron, queste calano. In cima alla salita la strada è ancora stretta, coperta dalla vegetazione circostante. L’unica indicazione che ci consente di capire di trovarci ai 1070 m del passo Duron è un cartello della provincia di Udine, posto in curva. Il rettilineo che segue è abbastanza ripido e all’ombra, quindi meglio mantenere una velocità non troppo alta anche perché al termine troveremo un tornantino stretto che ci proietterà fuori dal bosco. Ancora un paio di tornanti poco pendenti e soprattutto molto larghi ci riportano su di un tratto di salita in lieve pendenza. Ma, niente paura! Si tratta di un semplice dentello, lungo davvero pochi metri. Giungiamo quindi, finalmente, allo scollinamento vero e proprio… da qui ci aspettano più di 9 km di discesa, abbastanza tecnica nella prima parte, a differenza della seconda dove sarà necessario “spingere il rapportone”, perché in questa parte si possono davvero raggiungere alte velocità! La prima parte prevede di affrontare, oltre ad una serie di lievi curve, un tratto di 2 km con ben 12 tornanti. Superato proprio questo tratto si entra nella seconda parte dove la strada diventa davvero facile: la sede si presenta larga, il manto stradale è buono, lunghi rettilinei, curve quasi assenti. Da sottolineare solamente due tratti insidiosi. Entrambi si trovano in corrispondenza di Treppo Carnico. Il primo proprio prima di entrare nel paese e consiste in una serie di curve abbastanza insidiose, considerando la velocità a si sta scendendo. Il secondo posto alla fine del paese. Si tratta dell’attraversamento di un ponte che ci obbligherà a limitare la velocità proprio per affrontare le due curve poste prima e dopo il ponte stesso. La discesa si conclude nel momento in cui lasceremo la strada di Treppo e Ligosullo, per immeterci per un breve istante sulla SS52bis. Si! Davvero un breve istante, perché lasceremo subito la strada principale imboccando il primo ponte sulla nostra destra che ci porterà rapidamente a Cercivento. Una svolta a sinistra e poi una a destra, ci immettono sulla SS465: inizia la terza ascesa di giornata, sella Valcalda (Ravascletto). Un consiglio è di memorizzare un po’ curve e tornanti (seppur pochi) perché il giorno seguente la medesima strada verrà affrontata nel senso opposto, ovvero in discesa, subito dopo aver finito un’altra discesa, quella del monte Crostis. Ma meglio tornare al percorso odierno. I dati della salita parlano chiaro: sono poco più di 6 km, gran parte esposti al sole, con un dislivello analogo a quello del passo Duron, ovvero 400 m. La prima parte dell’ascesa (lunga 1,5 km) è davvero molto semplice: pendenze lievi, strada larga e sempre dal manto molto buono. Arrivati in prossimità del bivio con Cercivento di Sopra, riconoscibile per la presenza di un monumento a forma piramidale, la salita inizia a cambiare di aspetto. Le pendenze iniziano a farsi un po’ più alte (4-5-6%), ma è dal terzo chilometro che la salita entra nel vivo: per poco più di 2 km le pendenze rimangono incollate costantemente al 9-10%. La vegetazione circostante purtroppo non aiuta gran’ che, di conseguenza l’ascesa, seppur non troppo difficile, risulta più “complicata”. Un po’ di ombra potremo trovarla una volta superato il tratto duro, quindi nell’ultimo chilometro prima dello scollinamento. Questa ultima parte di ascesa non risulta particolarmente difficile: le pendenze ritornano lievi sul 5-6%. Giunti a Ravascletto, la salita si conclude e abbiamo la possibilità di analizzare, alla nostra destra, anche il termine della strada del monte Crostis, che il giorno seguente si compierà in discesa. Ora sette chilometri di discesa, dal manto stradale davvero buono, per giungere a Comeglians! Strada nella prima parte semplice con due lunghi rettilinei, uno dei quali però in contropendenza; la seconda parte invece si presenta più ripida e ci propone diverse curve e tornanti, più o meno stretti, più o meno improvvisi. La discesa comunque ci consentirà di riposare e di tirare il fiato in vista dello Zoncolan. La discesa si conclude al bivio con la statale SS355. La strada per giungere ad Ovaro non è del tutto pianeggiante, la strada sale leggermente per arrivare a Chialina e poi torna a scendere per arrivare al bivio con la salita già battezzata tre volte, sul versante in questione, dal Giro d’Italia. Quindi svolta a sinistra e inizia l’inferno Zoncolan! Parlare dello Zoncolan mi sembra abbastanza inutile, la sua terribile ascesa è già stata descritta da moltissime persone sui blog, sui forum. Una buona descrizione è possibile trovarla sul sito della Carnia Classic. Anche la discesa non è sconosciuta, ma una breve descrizione non fa male. I primi tre chilometri di discesa sono davvero insidiosi! La strada è ripida stretta e presenta anche qualche curva e tornante abbastanza difficili. La strada si fa più larga e meno ripida una volta giunto e superato il pianale dei parcheggi e dei ristori dello Zoncolan. Discesa da 60-70 km/h, 10 tornanti ma rettilinei davvero lunghi che consentono di raggiungere appunto alte velocità. Su questa discesa si può benissimo fare la differenza, per esempio incrementare un vantaggio o magari recuperare uno svantaggio. Dal termine della discesa mancano 15,5 km all’arrivo. Il percorso, in costante pendenza favorevole fino a Zuglio, diventa più insidioso nell’ultima parte. Dall’altimetria fornita non è possibile notarlo. La strada infatti continua a scendere ma non è del tutto pianeggiante. Un leggero saliscendi che magari potrebbe risultare un problema per il corridore solitario in testa, anche se immagino che i distacchi ottenuti sulle rampe dello Zoncolan saranno decisivi. Lievi salitelle le troveremo la prima una volta lasciato Zuglio, una seconda e una terza nei pressi di località Sega. Negli ultimi due chilometri la strada torna a concedere una lieve discesa che ci porterà ad attraversare prima una corta galleria e in seguito il ponte sul torrente But. Infine ci sarà finalmente l’arrivo nel centro di Tolmezzo.
Spero di aver fornito qualche informazione utile ai partecipanti che verranno da fuori e che probabilmente non conoscendo il luogo, volevano qualche informazione in più riguardo al percorso ed in particolare alle altre salite che non siano Crostis e Zoncolan. Per quanto riguarda la seconda frazione non potrei illuminarvi più di tanto… ammetto che, per via delle sue tante gallerie, Casera Razzo dal versante di Ampezzo non l’ho mai fatta!!! Resta comunque una salita facile, irregolare. Sarà più impegnativa una volta superato Sauris. Prima però della scalata alla Casera Razzo ci aspettano una ventina di chilometri che non sono completamente pianeggianti. Infatti lasciata Villa Santina la strada inizia leggermente a salire, ma è dopo Enemonzo che le pendenze si fanno “fastidiose” in alcuni tratti. Giunti ad Ampezzo appunto, si imbocca la prima ascesa di giornata, che ci porterà ai 1830 m di quota. La discesa è davvero uno “spasso”: strada larga e ben tenuta, ma le grandi particolarità sono proprio la quasi assenza di tornanti (solamente 6), ed il scarso numero di curve insidiose, su ben 27 km di discesa dalle pendenze davvero poco accentuate. Pendenze che inoltre si ridurranno ulteriormente giunti nei pressi di Pesariis. Poi è l’ora del Crostis. Come lo Zoncolan non me la sento di riscrivere una recensione su questa ascesa che io reputo straordinaria. Invito appunto chi volesse sapere qualcosina in più di visitare i forum, ma anche lo stesso sito della Carnia Classic offre un ottima descrizione. La panoramica delle vette è davvero da gustare! Meno di 7 km di strada sterrata che vi permetteranno di godervi un panorama mozzafiato! In seguito tocca alla discesa, che decisamente non può essere considerata una passeggiata ma se non ricordo male le biciclette sono dotate di freni e quindi… tuffiamoci verso Ravascletto. Svolta a sinistra e procediamo in discesa lungo la strada che il giorno prima ci ha portati in sella Valcalda. Si arriva a Sutrio e anche in questo caso procediamo lungo la medesima strada della prima tappa. Di conseguenza le due tappe sono caratterizzate dallo stesso finale.
Concludo augurando un imbocca al lupo ai partecipanti!
Io purtroppo non potrò parteciparvi sia perché non ho 18 anni, ma sedici, sia perché non sono tesserato. Ma sarò a vedervi perché la partenza sarà posta sotto casa mia! Spero di esservi stato utile!
 
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pantacino

Pedivella
10 Giugno 2009
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bassano del grappa
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Bici
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beh complimenti vido! gran bella recensione ! sritta su un computer non sembra cosi difficile vediamo in sella ad una bici ! hulk non ti preoccupare che non sarò nella doccia tanto presto ! facciamo gruppetto !