Approvata la nuova normativa amatoriale: rivoluzione etica e tutela della salute

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.

boogerd

Apprendista Passista
14 Ottobre 2009
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Gargano
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Bici
troppe
Ho deciso di tenermi la mia opinione sulla legittimità costituzionale della norma sul requisito etico, e sulla sua utilità, opportunità, ed efficacia, e non proseguire in questa sede nella discussione relativa, per vari motivi, soprattutto per non apparire ciò che non sono, ossia un difensore del doping:wacko:

Sulla norma relativa ai maggiori controlli medici per il rilascio del tesserino per gli over 40... Si sà nulla?
Non è che saremo costretti ad esborsi ulteriori, o peggio....??
 

Fotomania

Gregario
11 Maggio 2012
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Sanremo
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giant
la giustizia sportiva non ha niente a che fare con la giustizia penale e civile.
è un'altra roba, molto meno garantista, punto
esempio lampante, un "tifoso" ad una partita di calcio lancia una monetina al portiere, la squadra di casa oggettivamente non può impedirlo in modo assoluto ma stando alle regole sportive ciò comporta la vittoria a tavolino e squalifica del campo matematica. La giustizia penale condannerebbe solo il lanciatore (a meno che non sia entrato sugli spalti con un bazooka per omissione di controlli), quella civile anche.
 
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via col vento
27 Novembre 2007
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bolivar

Velocista
30 Settembre 2004
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Civitanova Marche
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...................................................................................................


- La decisione sicuramente più innovativa, però, riguarda l’istituzione di un nuovo requisito per il tesseramento.
“Dal primo gennaio del prossimo anno ogni amatore che vorrà tesserarsi dovrà produrre un certificato (il cui modulo sarà presto scaricabile dal sito federale, ndr.) che attesti l’assoluta estraneità, nella propria vita, da vicende legate al doping, sia dal punto di vista sportivo che penale e/o civile. Un’autodichiarazione che riguarderà non soltanto eventuali condanne, ma anche procedimenti e indagini. Si tratta, di fatto, dell’introduzione di un nuovo requisito per potersi tesserare quale amatore.”
- Dal punto di vista pratico come farà la Federazione a controllare?
“Come nel caso del certificato medico, l’autocertificazione dovrà essere consegnata al Presidente di società che si preoccuperà di valutarne la veridicità e che, di conseguenza, ne risponderà di fronte alla Federazione quale responsabile legale.”.........................................................................................

- E’ logico domandarsi se tutte queste novità troveranno sponda anche tra gli altri Enti di promozione sportiva.
“Il 29 luglio ci sarà un incontro della Consulta finalizzato a deliberare sulla normativa introdotta dalla FCI, che è già stata analizzata e discussa in quella sede e che ha trovato pieno consenso. Credo ci sarà quindi un totale allineamento.”
A.U.

Se tutto questo viene applicato correttamente, assisteremo ad una vera rivoluzione del mondo del ciclismo amatoriale.....speriamo :mrgreen:
 

lucianogiuseppe

Apprendista Cronoman
16 Maggio 2011
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pavia
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Bici
Pinarello Dogma, Trek Domane
Urca! Solo per restare nella mia zona, non potranno più tesserarsi Luca Colombo, Grecchi, Bassi, Baldo...etc...etc...oltre a quelli con la squalifica in corso...GRAN BELLA NOTIZIA...!!!

Bene ACERRI, ultimamente scrivi poco qui, ma quel poco è...molto OK!
 

frejus82

Maglia Gialla
24 Novembre 2008
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Specialized sworks sl6
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Gianluca Santilli illustra le novità approvate dal C.F. per il settore amatoriale - Intervista
24/07/2013
Fonte: Federazione Ciclistica Italiana
Il responsabile nazionale Fci del settore parla della rivoluzione culturale avviata per affermare la supremazia dell’etica e della difesa della salute nell’attività sportiva
“Con l’introduzione dell’autocertificazione “etica” abbiamo dato il via ad una vera e propria rivoluzione culturale che era necessaria in un ambiente, quale è quello del ciclismo amatoriale, inquinato da logiche ad esso del tutto estranee che lo stavano negativamente condizionando. Al requisito della salute, attestata dalla certificazione medica che attesta la possibilità di svolgere sport agonistico si aggiunge, dal 1° gennaio 2014, quello dell’etica. Chi ha avuto a che fare con il doping, per capirci, non si può più tesserare come amatore.”



Così esordisce Gianluca Santilli, 56 anni, un passato agonistico nel nuoto e da amatore nella corsa nel triathlon e, da una decina di anni, nel ciclismo. Dopo aver ricoperto il ruolo di Procuratore federale nella FCI, dall’inizio di questo quadriennio, l’avv. Santilli è diventato responsabile nazionale del Settore amatoriale. Incarico che affronta con lo stesso spirito che l’ha condotto a vincere battaglie molto dure proprio per affermare la supremazia dell’etica nell’attività sportiva, con particolare riferimento al mondo dei giovani e degli amatori.
“Dobbiamo far comprendere a tutti gli amatori che, per la tutela della propria salute, bisogna riscoprire le logiche che muovono lo sport amatoriale, ovvero quella della passione, divertimento e del benessere fisico. Per questo motivo le decisioni assunte all’unanimità nell’ultimo Consiglio Federale hanno un profondo valore innovativo.”



L’attenzione dei media e degli operatori di settore si è concentrata in particolare su due decisioni ben precise. La prima stabilisce che il passaggio dall’agonismo all’attività amatoriale sarà graduale: 4 anni per i professionisti, 2 per le donne, 1 per gli Elite e U23. La seconda invece, ha un profondo valore culturale ed introduce, per la prima volta nello sport amatoriale in Italia, un requisito “etico” per chi vorrà svolgere attività amatoriale.
Passiamo all’analisi dei due provvedimenti nel dettaglio.
- Perché questo periodo di “decantazione” tra l’attività agonistica e quella amatoriale?
“La decisione risponde ad un’esigenza di tutto l’ambiente e risponde a due logiche, quella di rendere meno esasperata l’attività e, al contempo, di aumentare la sicurezza nelle manifestazioni. La presenza in gruppo di atleti particolarmente veloci ha creato in questi anni un pericoloso spirito di emulazione che ha stimolato anche comportamenti e pratiche non lecite, in una assurda logica emulativa. Inoltre, l’eccessivo divario tecnico tra chi ha l’allenamento del professionista e continua ad esser tale anche da amatore e la massa che invece pedala nel tempo libero, faticosamente ritagliato tra lavoro e famiglia, rende la gara molto meno gestibile dal punto di vista della sicurezza. I tutelati, ed è assurdo, sono i pochi che riescono a tenere ritmi appunto da professionisti mentre la maggior parte dei partecipanti è lasciata senza alcuna tutela dalle scorte tecniche.







Ovviamente la presenza di pro o ex agonisti non è esclusa nel gruppo, anzi è molto apprezzata dal movimento amatoriale, ma solo a fini ludici e fuori dalle classifiche.”
- La decisione sicuramente più innovativa, però, riguarda l’istituzione di un nuovo requisito per il tesseramento.
“Dal primo gennaio del prossimo anno ogni amatore che vorrà tesserarsi dovrà produrre un certificato (il cui modulo sarà presto scaricabile dal sito federale, ndr.) che attesti l’assoluta estraneità, nella propria vita, da vicende legate al doping, sia dal punto di vista sportivo che penale e/o civile. Un’autodichiarazione che riguarderà non soltanto eventuali condanne, ma anche procedimenti e indagini. Si tratta, di fatto, dell’introduzione di un nuovo requisito per potersi tesserare quale amatore.”
- Dal punto di vista pratico come farà la Federazione a controllare?
“Come nel caso del certificato medico, l’autocertificazione dovrà essere consegnata al Presidente di società che si preoccuperà di valutarne la veridicità e che, di conseguenza, ne risponderà di fronte alla Federazione quale responsabile legale.”
- Si è vociferato, prima del CF, dell’introduzione di nuovi certificati medici per lo svolgimento dell’attività. Poi invece, non sono state prese decisioni al riguardo. Cosa ci riserverà il futuro?
“Insieme alla Commissione Tutela della Salute si sta valutando quali ulteriori analisi e accertamenti introdurre per garantire ancora di più la salute degli amatori. Lo sforzo di una gara amatoriale merita tutta la massima attenzione e gli accertamenti oggi sufficienti per il rilascio del certificato medico agonistico sono considerati non del tutto adeguati per garantire all’atleta certi sforzi senza alcun rischio per la salute; qualsiasi indicazione proveniente dagli esperti, volta ad evitare episodi tragici, saremo pronti a recepirla. Ci tengo a chiarire che è in gioco la salute di ogni praticante e il nostro obiettivo è proprio quello di salvaguardare tutti, in modo che la pratica ciclistica, e sportiva in generale, diventi un momento di serenità e benessere e non il contrario.”
- E’ logico domandarsi se tutte queste novità troveranno sponda anche tra gli altri Enti di promozione sportiva.
“Il 29 luglio ci sarà un incontro della Consulta finalizzato a deliberare sulla normativa introdotta dalla FCI, che è già stata analizzata e discussa in quella sede e che ha trovato pieno consenso. Credo ci sarà quindi un totale allineamento.”
A.U.

superquotazione con capriole !!
 

Scalatore

Maglia Iridata
4 Luglio 2006
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Cadorago (CO)
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Specialized Tarmac sl5
E se uno con trascorsi di squalifiche si tessera per una società slovena/svizzera/francese/austriaca/tedesca/belga/ecc.... può partecipare alle gare? Nelle norme tecniche c'è qualche riferimento? Per gli atleti stranieri come funziona il nuovo codice etico?
 

lentoluca

Apprendista Velocista
28 Febbraio 2007
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Voghera e Roma
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secondo la donna: troppe
E se uno con trascorsi di squalifiche si tessera per una società slovena/svizzera/francese/austriaca/tedesca/belga/ecc.... può partecipare alle gare? Nelle norme tecniche c'è qualche riferimento? Per gli atleti stranieri come funziona il nuovo codice etico?
sottoscrivo il tuo dubbio...
ed aggiungo un timore:
la storiella che le visite mediche non sono sufficienti non è che serve solo per costringerci tutti a recarci nei famosi centri di medicina sportiva accreditati (dai e dei soliti amici degli amici)?
 

sindaco

Apprendista Scalatore
26 Aprile 2008
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Manfredonia
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sottoscrivo il tuo dubbio...
ed aggiungo un timore:
la storiella che le visite mediche non sono sufficienti non è che serve solo per costringerci tutti a recarci nei famosi centri di medicina sportiva accreditati (dai e dei soliti amici degli amici)?


Non capisco a quale storiella ti riferisci.
Oggi per il rilascio del certificato di idoneità devi sottoporti ad elettrocardiogramma sotto sforzo.
Superati i 40 anni ti viene richiesto di sottoporti anche all'esame di ecocardiogramma ogni cinque anni.
Personalmente (50 anni) lo faccio ogni due/tre anni e come me credo ogni qualsiasi altra persona ragionevole.
Vedi negli ultimi anni quanta gente è morta d'infarto durante lo svoglimento dell'attività sportiva.
 

alessandr

Apprendista Cronoman
19 Maggio 2009
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LIVORNO
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Bici
COLNAGO extreme C
infatti, siamo il paese dove l'eccezione determina il mantenimento dello status quo


fosse mai che il cambiamento porti un pò di novità e pulizia !

evviva l'italiota !
 

nyx

Pignone
13 Maggio 2013
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GOOMAH G733
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Gianluca Santilli illustra le novità approvate dal C.F. per il settore amatoriale - Intervista
24/07/2013
Fonte: Federazione Ciclistica Italiana
Il responsabile nazionale Fci del settore parla della rivoluzione culturale avviata per affermare la supremazia dell’etica e della difesa della salute nell’attività sportiva
“Con l’introduzione dell’autocertificazione “etica” abbiamo dato il via ad una vera e propria rivoluzione culturale che era necessaria in un ambiente, quale è quello del ciclismo amatoriale, inquinato da logiche ad esso del tutto estranee che lo stavano negativamente condizionando. Al requisito della salute, attestata dalla certificazione medica che attesta la possibilità di svolgere sport agonistico si aggiunge, dal 1° gennaio 2014, quello dell’etica. Chi ha avuto a che fare con il doping, per capirci, non si può più tesserare come amatore.”



Così esordisce Gianluca Santilli, 56 anni, un passato agonistico nel nuoto e da amatore nella corsa nel triathlon e, da una decina di anni, nel ciclismo. Dopo aver ricoperto il ruolo di Procuratore federale nella FCI, dall’inizio di questo quadriennio, l’avv. Santilli è diventato responsabile nazionale del Settore amatoriale. Incarico che affronta con lo stesso spirito che l’ha condotto a vincere battaglie molto dure proprio per affermare la supremazia dell’etica nell’attività sportiva, con particolare riferimento al mondo dei giovani e degli amatori.
“Dobbiamo far comprendere a tutti gli amatori che, per la tutela della propria salute, bisogna riscoprire le logiche che muovono lo sport amatoriale, ovvero quella della passione, divertimento e del benessere fisico. Per questo motivo le decisioni assunte all’unanimità nell’ultimo Consiglio Federale hanno un profondo valore innovativo.”



L’attenzione dei media e degli operatori di settore si è concentrata in particolare su due decisioni ben precise. La prima stabilisce che il passaggio dall’agonismo all’attività amatoriale sarà graduale: 4 anni per i professionisti, 2 per le donne, 1 per gli Elite e U23. La seconda invece, ha un profondo valore culturale ed introduce, per la prima volta nello sport amatoriale in Italia, un requisito “etico” per chi vorrà svolgere attività amatoriale.
Passiamo all’analisi dei due provvedimenti nel dettaglio.
- Perché questo periodo di “decantazione” tra l’attività agonistica e quella amatoriale?
“La decisione risponde ad un’esigenza di tutto l’ambiente e risponde a due logiche, quella di rendere meno esasperata l’attività e, al contempo, di aumentare la sicurezza nelle manifestazioni. La presenza in gruppo di atleti particolarmente veloci ha creato in questi anni un pericoloso spirito di emulazione che ha stimolato anche comportamenti e pratiche non lecite, in una assurda logica emulativa. Inoltre, l’eccessivo divario tecnico tra chi ha l’allenamento del professionista e continua ad esser tale anche da amatore e la massa che invece pedala nel tempo libero, faticosamente ritagliato tra lavoro e famiglia, rende la gara molto meno gestibile dal punto di vista della sicurezza. I tutelati, ed è assurdo, sono i pochi che riescono a tenere ritmi appunto da professionisti mentre la maggior parte dei partecipanti è lasciata senza alcuna tutela dalle scorte tecniche.







Ovviamente la presenza di pro o ex agonisti non è esclusa nel gruppo, anzi è molto apprezzata dal movimento amatoriale, ma solo a fini ludici e fuori dalle classifiche.”
- La decisione sicuramente più innovativa, però, riguarda l’istituzione di un nuovo requisito per il tesseramento.
“Dal primo gennaio del prossimo anno ogni amatore che vorrà tesserarsi dovrà produrre un certificato (il cui modulo sarà presto scaricabile dal sito federale, ndr.) che attesti l’assoluta estraneità, nella propria vita, da vicende legate al doping, sia dal punto di vista sportivo che penale e/o civile. Un’autodichiarazione che riguarderà non soltanto eventuali condanne, ma anche procedimenti e indagini. Si tratta, di fatto, dell’introduzione di un nuovo requisito per potersi tesserare quale amatore.”
- Dal punto di vista pratico come farà la Federazione a controllare?
“Come nel caso del certificato medico, l’autocertificazione dovrà essere consegnata al Presidente di società che si preoccuperà di valutarne la veridicità e che, di conseguenza, ne risponderà di fronte alla Federazione quale responsabile legale.”
- Si è vociferato, prima del CF, dell’introduzione di nuovi certificati medici per lo svolgimento dell’attività. Poi invece, non sono state prese decisioni al riguardo. Cosa ci riserverà il futuro?
“Insieme alla Commissione Tutela della Salute si sta valutando quali ulteriori analisi e accertamenti introdurre per garantire ancora di più la salute degli amatori. Lo sforzo di una gara amatoriale merita tutta la massima attenzione e gli accertamenti oggi sufficienti per il rilascio del certificato medico agonistico sono considerati non del tutto adeguati per garantire all’atleta certi sforzi senza alcun rischio per la salute; qualsiasi indicazione proveniente dagli esperti, volta ad evitare episodi tragici, saremo pronti a recepirla. Ci tengo a chiarire che è in gioco la salute di ogni praticante e il nostro obiettivo è proprio quello di salvaguardare tutti, in modo che la pratica ciclistica, e sportiva in generale, diventi un momento di serenità e benessere e non il contrario.”
- E’ logico domandarsi se tutte queste novità troveranno sponda anche tra gli altri Enti di promozione sportiva.
“Il 29 luglio ci sarà un incontro della Consulta finalizzato a deliberare sulla normativa introdotta dalla FCI, che è già stata analizzata e discussa in quella sede e che ha trovato pieno consenso. Credo ci sarà quindi un totale allineamento.”
A.U.


Trovo buona l'idea, ma la realtà è un po' diversa... Ci sono diversi amatori o ex da parecchio tempo che la stanno facendo, meritatamente, da padroni. Un esempio su tutti è Roberto Cunico. Ma anche altri menano parecchio e quindi dubito che assisteremo ad un abbassamento del livello e delle medie dei primi come auspicato da Santilli...
 

stefano2013

Apprendista Passista
25 Marzo 2013
1.011
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Pastrengo (VR)
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Bici
maddiline
E' vero, ma non vorrei sminuire così l'operato di Santilli e degli altri che lo hanno affiancato, alle volte riuscire a far passare dei regolamenti di "semplice buon senso" è terribilmente difficile o-o

aggiungo un esempio....qualche mese fa ad una gara in circuito che vedeva al via un ex prof beccato più volte per epo anche tra gli amatori, alcuni partecipanti avevano proposto di boicottare la gara, ma nessuno ha aderito alla proposta....
 

lentoluca

Apprendista Velocista
28 Febbraio 2007
1.341
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Non capisco a quale storiella ti riferisci.
Oggi per il rilascio del certificato di idoneità devi sottoporti ad elettrocardiogramma sotto sforzo.
Superati i 40 anni ti viene richiesto di sottoporti anche all'esame di ecocardiogramma ogni cinque anni.
Personalmente (50 anni) lo faccio ogni due/tre anni e come me credo ogni qualsiasi altra persona ragionevole.
Vedi negli ultimi anni quanta gente è morta d'infarto durante lo svoglimento dell'attività sportiva.
Il dubbio sorge dalla risposta alla penultima domanda dell'intervista...
sui centri se ne parla nei vari articoli e blog giornalistici sulle diatribe sui medici sportivi (ci sono un po' di posti accreditati come 'centri' specialistici da opportune commissioni (ora mi spiace ma non ho sottomano i link anche perchè mi fregava poco, l'ho sempre vista come cosa destinata a chi fa attività non ludica come noi ma visto che ne parla un tizio che si occupa di settore amatoriale ho un po' paura...i centri sono pochi, un conto è trovare posto per la visita nei tre, quattro centri di medicina sportiva che ho nel raggio di 15 km, un conto è dovermi organizzare per una visita a genova o firenze dove se non ricordo male sono i centri accreditati)

aggiunta (san gugol)
[url]http://blog.cyclingpro.it/2012/12/04/lincredibile-commissione-tutela-salute-della-fci/[/URL]
[url]http://blog.cyclingpro.it/2013/02/25/i-silenzi-e-le-diffide-della-commissione-salute-fci/[/URL]
[url]http://www.cycling.it/oggetti/nota%20x%20presidente%20x%20accredito%20centri.pdf[/URL]
la situazione attuale è all'articolo1.3.g
[url]http://xoomer.virgilio.it/remosan/regolamento_fci.htm[/URL]
(l'accreditamento è regionale o provinciale e non fatto dalla federazione)
 
Stato
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