sarebbe una cosa da fare eliminare le squadre professionali che nulla hanno a che fare con lo sport amatoriale
si potrebbe iniziare da li, ma non penso che il doping si annidi solo tra di loro, anzi sarebbe molto più facile pescare amatori fuori da quella fascia e molto meno "seguiti"
Se sono una persona equilibrata che, se pure vive il ciclismo con grande impegno, è ben consapevole del fatto che nella vita ci sono N cose che meritano le nostre energie e vanno curate, al doping non ci penso. Ma sappiamo invece che il mondo del ciclismo amatoriale è costellato di persone che paiono vivere e realizzarsi solo di questo. Ora, a parte che non capisco come facciamo, dal momento che spesso hanno famiglia (dopo la prima stagione di gare della mia vita e un anno di impegno "severo" la mia ragazza mi stava lasciando ed è arrivata a odiare la bicicletta), è chiaro che queste persone siano più "esposte" nei confronti del doping. Anche perché per quanto possa allenarmi sette giorni a settimane sei ore al giorno, se davanti c'è Rumsas (cito lui solo come "simbolo") forse un pò di frustrazione può cogliermi. E questo non può che riverberarsi su tutta la catena dei competitivi (ma non solo). Per questo calmierare l'aspetto "agonistico" delle competizioni amatoriali, e restituire loro i giusti valori ed importanza, non è di certo la soluzione definitiva, ma una parte della soluzione si
