Veramente son tornato a casa con un ricordo bellissimo di questo fine settimana e in particolare della giornata di oggi.
L’anno scorso avevo partecipato alla mediofondo della "Terre" e quest’anno ho fatto il lungo. Posso dire serenamente che tra le due cose vi è un abisso. Anzitutto credo che la granfondo sia meno rischiosa. Le partenze separate sono uno dei marchi che contraddistinguono questo evento. Io personalmente soffro le partenze da formula uno che avvengono nei medi e solitamente anche per chi sceglie i lunghi una partenza all’unisono tende a produrre danni sulla resa agonistica, specie per chi parte nelle ultime griglie. Tutto questo a Camerino non succede. Quindi ancora una volta un plauso per questa peculiarità.
Il percorso della granfondo è semplicemente stupendo e il periodo - che offre ancora qualche chiazza di neve sulle cime dei Sibillini, oltre a un lago di Fiastra azzurrissimo – costituiscono uno scenario davvero da favola. Bella anche la partecipazione gioiosa della gente in tutti i paesini coinvolti, il sorriso e la disponibilità di organizzatori e volontari. Bello pure l’applauso di mio suocero sull’ultimo strappo prima dell’arrivo :asd:, l’abbraccio di mia figlia e mia moglie al traguardo.
La zona è già ventosa di suo. La frequento spesso. E quindi mi pare di poter dire che oggi il vento sia stato notevolmente superiore alla media, costituendo una variabile che ha inciso molto sulla prestazione degli atleti (o almeno di molti atleti :impic:). In particolare, ho cominciato ad accusarlo sulla piana prima di Sarnano, dove, complice un salto di catena, son rimasto solo…. Poi decisamente sull’ascesa del Sassotetto, quando i tornanti giravano contro vento si scendeva (per me e per molti) anche sotto i 9km/h. Per non parlare delle ultime centinaia di metri al GPM: raffiche paurose che nemmeno i ceffoni del padre padrone. Al ristoro addirittura facevan fatica a tenere sultavolo bottiglie e bicchieri pieni. Naturalmente il vento soffiava contro anche tra Sfercia e Camerino, prima dell’arrivo in salita. Ma li è prassi lo sanno tutti.
Tenuta botta, l’arrivo è stato per me davvero emozionante: per lo sforzo, per la bellezza del percorso, per le emozioni vissute.
Il Sassotetto era la prima volta che lo scalavo visto che quando vado li salgo sempre dal lato di Pintura. Quindi il Sasso rosso lo faccio sempre in discesa
La prestazione oggi non importa. Ma ho rispettato la tabella che mi ero prefissato. Pensavo alle 5h30 e ho impiegato poco meno, compresi due ristori piede a terra (fondamentali!).
Ciao a tutti

