Quando anche il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, deve ammettere, parlando sul caso Kostner, che
le regole vigenti vanno rispettate:
«A livello umano mi dispiace per Carolina, ma ci sono delle norme da rispettare e le norme in questo momento sono queste».
non si può non essere d'accordo con quanto di sostanziale viene espresso in quel concetto.
Però tale concetto, valido per la Kostner, perché non dovrebbe valere anche in ambito ciclistico amatoriale, ove parafrasando Malagò si potrebbe affermare:
«
a livello concettuale concordo con Santilli, ma ci sono norme da rispettare e le norme in questo momento sono altre».
Perché se le regole del Codice Wada prevedono la punizione della Kostner, é altrettanto corretto affermare sul piano delle regole che, per quello stesso Codice WADA, non è possibile punire due volte un soggetto attraverso l’applicazione di quella squallida regola sui “non etici”.
Quando ad un soggetto viene negata per
RAGIONI ETICHE una tessera da Master, ma nel medesimo momento allo stesso soggetto viene rilasciata una tessera da
Elite vuol dire che la RAGIONE ETICA è solamente una SOSTANZIALE PALLA priva di legittimità: una REGOLA ETICA deve valere per tutti, non applicata solo per una categoria.
D’altronde é lo stesso Santilli, con l’articolo pubblicato il 13/09 sul sito FCI ed ora stranamente scomparso, ad ammettere che la FCI è l’unica e prima federazione ad aver introdotto quelle regole, affermando che aveva richiesto all’UCI nello scorso aprile di deliberarne l’estensione a tutte le altre Federazioni: cosa ad oggi 26 dicembre non ancora avvenuta.
Questa diventa la più lampante ammissione di aver applicato, per una categoria agonistica internazionale quali sono i Master, una regola che
non é prevista dai regolamenti UCI, ai quali la FCI deve fare riferimento.
Comunque queste regole verranno presto cancellate proprio in nome di quel "
garantismo regolamentare" che anche l’UCI dovrà affermare.
Fine del pensierino di Santo Stefano.
Buone feste a tutti.