La Campagnolo delocalizza....

Mauro85

Apprendista Velocista
7 Aprile 2012
1.547
513
Visita sito
Bici
Pinarello
Di cosa stiamo discutendo?

Se sia meglio Campy o Shimano? In questo caso il titolo della discussione è sbagliato.:wacko:

Il titolo è giusto, abbiano evidenziato le differenze tra le 2 aziende per spiegare perché Campagnolo costa di più e vende meno (che poi a parità di fascia di gruppi costa uguale se non meno)

Purtroppo Campagnolo anzichè manternere/aumentare la sua quota di mercato, la vede scendere.
E' solo colpa dell'ignoranza degli acquirenti come me, o qualche responsabilità la ha la dirigenza?
Se noi boccaloni non riusciamo a capire che vale la pena avere un gruppo Campagnolo, di chi è la colpa?

Certo che la dirigenza ha delle colpe, infatti le abbiamo imputate al marketing sbagliato.
Proprio per questo motivo i clienti boccaloni non riescono a capire le differenze tra una Dura-Ace e un Super Record.

PS: Se la cambiata multipla fosse un'esigenza della maggior parte degli utilizzatori, sarebbe prensente anche negli altri gruppi.

La Ferrari 458 spider monta un tetto ripiegabile, la concorrenza monta cappottine in tela. La 458 è l'unica auto a motore centrale a offrire tale tecnologia.
Cosa vogliamo dire, che se il tetto rigido ripiegabile in questa categoria fosse un'esigenza della maggior parte degli automobilisti sarebbe presente anche su Lamborghini, Mercedes etc.?
Vogliamo affermare che la Ferrari 458 spider è un semplice esercizio di stile?

Bmw e Mercedes sono gli unici marchi generalisti di fascia alta a montare la trazione posteriore sulle loro berline. Vogliamo affermare che se la trazione posteriore fosse un'esigenza della maggior parte degli automobilisti sarebbe presente anche su Citroen, Peugeot, Volkswagen etc.?

Non è questione di esigenze, ma di distinzioni costruttive, in ogni caso Shimano e Sram anche volendo non potrebbero permettersi la scalata multipla per via delle scelte meccaniche che hanno preso con cambiata e/o frenata su unica leva.
 

dagos

via col vento
19 Maggio 2013
9.647
459
Visita sito
Bici
molto bella e funzionale
(shimano puó permettersi di lavorare anche in perdita sul settore ciclismo dato che ha altri settori aziendali che tirano,vedi ad esempio pesca,se campagnolo lavora in perdita nel giro di un anno chiude tutto).
Oddio... lavorare in perdita su un settore che rappresenta circa il 35% del tuo fatturato (746milioni euro dati 2014) non mi pare una gran cosa ai fini sia di guadagni che di immagine.
Per la delocalizzazione onestamente il risparmio non è dovuto al costo del lavoro vero e proprio ma ai costi statali
Su questo concordo... non a caso Campagnolo non è l'unica... purtroppo, ma non mi va di parlare di politica perchè alla fine è di questo che dovremmo parlare.
Ripeto comunque che stiamo confrontando un "artigiano ingrandito" con una multinazionale.
Si ma mica è un artigiano qualsiasi... qui parliamo di un azienda con i contro.... fiocchi :mrgreen: che evidentemente non ha saputo cogliere l'effetto globalizzazione oppure il management ha fatto scelte poco oculate... vai a saperlo ;nonzo%
Sta di fatto che con questa mossa di spostare parte o quasi del tutto la loro produzione, a mio avviso, farà perdere parte di quell'appeal che Campy si è costruito in anni di duro impegno nel settore.
Ciò nonostante voglio essere positivo e non credo che l'azienda possa cadere in errori tanto gravi.
 

scotts50

Apprendista Velocista
13 Maggio 2011
1.677
73
Tuskany
Visita sito
Bici
Bianchi - Bottecchia - Viner
premetto che non ho letto tutto, che sono un Campagnolista convinto. Non voglio parlare di bilanci e tasse. Trovo spesso la politica aziendale di Campagnolo incomprensibile: Record e Super Record si accavallano svilendo il Chorus che si trova terzo di gamma,con quel che ne consegue a livello di immagine. Fulcrum è un marchio vincente adottato anche in primo montaggio dai grandi marchi, perché continuare la doppia linea con ruote Campagnolo? fate le stesse ruote e cambiate solo l'adesivo se proprio ci tenete! perché non adottare la cassetta Shimano come standard?così chi da SRAM o Shimano volesse provare Campagnolo non dovrebbe cambiare le ruote. Catena: perché così complicata chiuderla con un attrezzo dedicato e ben più cara della concorrenza?etc...
Dispiace drlocalizzino,ma,a mio avviso, se non cambiano anche strategia cambierà poco. Lo dico con sommo rammarico, con Campagnolo mi trovo molto bene al di là del paese di produzione.

Questa è un'analisi che condivido appieno. Occorre ragionare su tutto il comparto produttivo e non solo sui gruppi. Perchè fino agli anni 90 Campagnolo dominava? Perchè era innovativa, coraggiosa, sempre un passo avanti. Poi è arrivata Shimano che ha divorato tutto. Per riacquisire fette di mercato è necessario cambiare strategia, anche uniformare se occorre, contenere i costi e capire che nel mercato attuale non si sopravvive con i top di gamma, quelli sono fiori all'occhiello per pochi. In gruppo più venduto al mondo è il 105 ed a quello bisogna fare battaglia. Poi il Sora? Bene ci si inserisce pure lì!!! MTB??? Non credo sia un investimento così impossibile produrre un gruppo per MTB marchiato Fucrum....
 

Guido91

Pignone
10 Gennaio 2015
109
62
Padova
Visita sito
Bici
Superba MTB/Factor One Disc
Sembola ho scritto puó infatti avrei dovuto scrivere potrebbe volendo,inoltre per quello che riguarda il prezzo finale bisogna anche tenere conto che una multinazionale ha molto piú potere contrattuale con i fornitori proprio in virtú dei volumi maggiori che acquista(IPOTIZZANDO un componente identico prodotto dallo stesso fornitore a shimano costa molto probabilnente meno)
 

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
23.064
2.902
ABRUZZO all’ombra del Blockhaus
www.strava.com
Bici
7 Tour de France consecutivi!
Sono nuovo qui sul forum e giovane come etá e non voglio entrare nel settore tecnico delle due aziende (anche se mio padre sulla sua superba che si era costruito negli anni 90 ha un completo campagnolo record titanium e a mano ed usandolo anche un ignorante in materia vede la differenza qualitativa rispetto al mio shimano di tre anni fa).

Comunque conosco aziende che lavorano per campagnolo e vi assicuro che anche li si vede la ricerca qualitativa di campagnolo(tolleranze praticamente inesistenti e conteggio dei pezzi consegnati/ritirati) le stesse aziende lavorano anche per altre aziende del settore e le tolleranze accettate non sono le stesse ma "molto" piú lasce.

Detto questo stiamo confrontando una grande realtá nazionale(campagnolo) con una multinazionale attiva su piú settori(shimano),gia questa differenza dovrebbe far capire che confronti di prezzo sono abbastanza insensati anche se giustificati visto che al consumatore interessano anche questi(shimano puó permettersi di lavorare anche in perdita sul settore ciclismo dato che ha altri settori aziendali che tirano,vedi ad esempio pesca,se campagnolo lavora in perdita nel giro di un anno chiude tutto).

Per la delocalizzazione onestamente il risparmio non è dovuto al costo del lavoro vero e proprio ma ai costi statali (un operaio in italia prende 1000 e costa all'azienda 2000 minimo,in altri stati ue un operaio prende 750 e costa all'azienda 1000).

Ripeto comunque che stiamo confrontando un "artigiano ingrandito" con una multinazionale.

P.S. Shimano come molte altre aziende japan dagli anni 80 sono state pesantemente aiutate dal governo con costruzione a spese statali di centri misti di ricerca/produzione e agevolazioni fiscali,Campagnolo penso che non sappia nemmeno cosa sia un aiuto statale.

Studio economia e commercio e queste info sono argomenti quotidiani per qualsiasi realta,ilmodello ricerca/produzione japan viene proprio fatto studiare come piano di rilancio industriale


Dire che campagnolo non sa neanche cosa siano gli aiuti statali non è corretto ...forse ci dimentichiamo della Cigo , contratti di solidarietà , negli anni 90 contratti di formazione con le sue relative agevolazioni fiscali, contributi di 10 anni per la costruzione di infrastrutture e 7 per i macchinari , ecc ecc ecc; questo solo per precisare non ultimo la svalutazione della lira strumento che permetteva alle nostre industrie di esportare di più!!!
Quindi non di può dire che negli anni belli l'industria italiana è stata lasciata sola, purtroppo tutto questo non basta se poi si fanno scelte commercialmente sbagliate ed alla fine arriva il conto anche grazie a questa sfavorevole congiuntura economica , euro ed oggi un pressione fiscale indecente !!!


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
 

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
23.064
2.902
ABRUZZO all’ombra del Blockhaus
www.strava.com
Bici
7 Tour de France consecutivi!
Se ti ripeti tu, mi ripeto anch'io e vediamo chi si stanca prima.

L'unico funzionamento comune tra Shimano e Campagnolo è il passaggio da un pignone all'altro e da una corona all'altra.

Se per te il solo fatto di poter cambiare marcia significa avere lo stesso contenuto tecnologico, allora non sono stati fatti passi avanti nemmeno da quando c'era il cambio a frizione sul tubo obliquo, dato che anche in quel caso decidevi quale pignone/corona utilizzare.

Campagnolo ha la cambiata multipla e lo sgancio dei freni, Shimano no.
Non capisco come tu possa equiparare queste differenze meccaniche a un semplice "esercizio di stile".


Ti ripeto che non sono differenze tali da potere dire che uno è migliore di un altro, tra l'altro non è neanche il titolo di questo topic, ma sono peculiarità dei due gruppi !!!
Le differenze sostanziali sono nella tipologia di materiale utilizzati ed ergonomia dei comandi !



Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
 

trillivi

Apprendista Scalatore
3 Novembre 2013
2.374
1.416
Visita sito
Bici
Orbea
Per chi avesse voglia di condividere vi riporto la lettera scritta dal Presidente della mia società ciclistica dove abbiamo parecchi iscritti lavoratori Campagnolo:

EVOLVE 11+ è la rivoluzione dell'ultimo prodotto Campagnolo, lNVOLUZIONE 68- è invece la soluzione, quale segnalata unica via alla risoluzione di particolari ed abitudinarie scelte imprenditoriali. 'Per rispondere al globale-globale, delocalizzazione versus locale'!
Ė di queste ore in sintesi la notizia del comunicato licenziamento di 68 dipendenti della vicentina, italiana, storica e pluripremiata Ditta Campagnolo.
La notizia certamente non serena, giunge in un momento in cui i numeri comunque, dal 2009 (primo periodo di riduzione del personale) ad oggi risultino in attivo. Ed in attivo oltre più in un mercato cui si sente spesso udire (basti contare le presenze alle sole fiere di settore o le partecipazioni alle manifestazioni sportive) in aumento i valori di crescita economica.
Da cittadino qualunque (lavoratore prima e cliente dopo), da amatore e appassionato di ciclismo, anche in qualità di Presidente dell'Associazione Dilettantisca Sportiva Ciclista 'San Pio X' di Vicenza, alcune domande me le pongo e le espongo con preghiera di pubblicazione: perché a pagare è sempre e solo l'ultimo dei lavoratori? Perché a pagare non sono mai gli strateghi commerciali e direzionali? Perché da anni risultano inevase, 'dal gruppone' al 'Gruppo' idee e richieste di una maggiore e diversificata presenza all'interno del settore ciclismo (in termini di prodotti commerciali, sponsorizzazioni ed eventi)? Perché a pagare deve essere sempre l'italianità con le sue eccellenze e la sua vivacità operativa, umana e di ingegno? Perché 'all'investire è la miglior risposta in un momento di crisi' si risponde con la sola delocalizzazione? Perché a Vicenza, ex capitale non solo del Nord-Est, dalla morte di Palladio e suoi mecenati, Nessuno, non riesce in un nessun campo ad emergere, a distinguersi e a ricordare, in Città, con azioni perpetue e concrete la sua storia, le sue personalità più illustri? Spero converrà con me, Egregio Dott. Valentino Campagnolo, nel riconoscere ad esempio come nell'80esimo anniversario della nascita del marchio siano mancate nel territorio, e in modo particolare a Vicenza, momenti di 'dovuta e significativa memoria': la titolazione di una via, la scoperta di un busto, una targa o un totem in Corso Padova 110 dove tutto ebbe inizio. Per non parlare dell'organizzazione di una mostra o l'apertura di un più complesso Museo del marchio Campagnolo. La cosa onestamente non mi coglie impreparata, in una città che solo di recente ha inaugurato un Museo dell'oro, che non ricorda dove ha sede il Palladio Museum, che al momento ospita uno dei massimi espressionisti della pittura vivente e che non è stata in grado di stampare un manifesto o una cartolina che sia di invito alla Pinacoteca, o che non riesce ad offrire spazi di altre e libere manifestazioni culturali. Vogliamo ad esempio parlare anche di baccalà? Anche il ciclismo è Cultura: storia ed immagine di una Paese. È mancata spesso, a mio avviso, negli ultimi anni un alta esposizione del Marchio e la sponsorizzazione ad eventi sportivi amatoriali o professionistici, sempre motivo di gran richiamo e attenzione sociale e mediatica. Che sia una granfondo, o una tappa del Giro d'Italia l'assenza è stata manifesta. E dispiace che tutto questo, i licenziamenti, avvengano quando? Nell'anno magnifico 2015, quando il prestigioso Marchio combatterà per mari e monti, per difendere i titoli conquistati al Giro e al Tour. Dispiace, e dispiace molto. Perché molto spesso le ragioni non sono totalmente espresse, e perché molto spesso a pagare sono gli ultimi. Gli ultimi in gruppo sono spesso coloro, i gregari, che dopo aver aiutato, protetto e condotto alla vittoria il proprio Capitano, si distendono per recuperare il fiato, a giusta ricompensa e dono di azioni tanto sofferte, quanto uniche e per uno sportivo impagabili. L'impressione è che il fiato, fin troppo corto, colpisca Tutti; Tutti ci troviamo incapaci di tagliare insieme un traguardo. Oggi abbandoniamo i nostri colori sociali, per indossare una 'maglia nera'. Di commozione e tristezza per questa decisione, vicini a quei Lavoratori e rispettive famiglie. Con l'auspicio, che la metafora della 'maglia nera' sia presto la luce in fondo al tunnel, ed in un traguardo arcobaleno, l'iride di nuovi trionfi, umani, sportivi ed imprenditoriali: per il bene di tutto e di Tutti. Con viva cordialità, nello sfogo sportivo, si leggano stima e attenzione.

Giovanni Nicola Roca (padre, architetto, ciclista)
Presidente Associazione Dilettantisca Sportiva Ciclista 'San Pio X' di Vicenza con i Soci iscritti
 

Guido91

Pignone
10 Gennaio 2015
109
62
Padova
Visita sito
Bici
Superba MTB/Factor One Disc
Dire che campagnolo non sa neanche cosa siano gli aiuti statali non è corretto ...forse ci dimentichiamo della Cigo , contratti di solidarietà , negli anni 90 contratti di formazione con le sue relative agevolazioni fiscali, contributi di 10 anni per la costruzione di infrastrutture e 7 per i macchinari , ecc ecc ecc; questo solo per precisare non ultimo la svalutazione della lira strumento che permetteva alle nostre industrie di esportare di più!!!
Quindi non di può dire che negli anni belli l'industria italiana è stata lasciata sola, purtroppo tutto questo non basta se poi si fanno scelte commercialmente sbagliate ed alla fine arriva il conto anche grazie a questa sfavorevole congiuntura economica , euro ed oggi un pressione fiscale indecente !!!


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk

Effettivamente non mi sono spiegsto bene,volevo dire che Campagnolo ha avuto si degli aiuti/agevolazioni ma non dirette,nel senso che ha goduto di politiche di aiuto/espansione per l'industria,non di politiche per l'aiuto sviluppo di Campagnolo.
In Giappone il governo costrui praticamente a proprie spese centri di ricerca appositamente per le varie multinazionali ed addirittura ogni centro di innovazione/produzione dedicato era nelle vicinanze dell'impresa stessa,questo ovviamente non solo per shimano ma anche per le grandi aziende motoristiche ed elettroniche nazionali.
Spero di essere stato piú chiaro ora.
 

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
23.064
2.902
ABRUZZO all’ombra del Blockhaus
www.strava.com
Bici
7 Tour de France consecutivi!
Per chi avesse voglia di condividere vi riporto la lettera scritta dal Presidente della mia società ciclistica dove abbiamo parecchi iscritti lavoratori Campagnolo:

EVOLVE 11+ è la rivoluzione dell'ultimo prodotto Campagnolo, lNVOLUZIONE 68- è invece la soluzione, quale segnalata unica via alla risoluzione di particolari ed abitudinarie scelte imprenditoriali. 'Per rispondere al globale-globale, delocalizzazione versus locale'!
Ė di queste ore in sintesi la notizia del comunicato licenziamento di 68 dipendenti della vicentina, italiana, storica e pluripremiata Ditta Campagnolo.
La notizia certamente non serena, giunge in un momento in cui i numeri comunque, dal 2009 (primo periodo di riduzione del personale) ad oggi risultino in attivo. Ed in attivo oltre più in un mercato cui si sente spesso udire (basti contare le presenze alle sole fiere di settore o le partecipazioni alle manifestazioni sportive) in aumento i valori di crescita economica.
Da cittadino qualunque (lavoratore prima e cliente dopo), da amatore e appassionato di ciclismo, anche in qualità di Presidente dell'Associazione Dilettantisca Sportiva Ciclista 'San Pio X' di Vicenza, alcune domande me le pongo e le espongo con preghiera di pubblicazione: perché a pagare è sempre e solo l'ultimo dei lavoratori? Perché a pagare non sono mai gli strateghi commerciali e direzionali? Perché da anni risultano inevase, 'dal gruppone' al 'Gruppo' idee e richieste di una maggiore e diversificata presenza all'interno del settore ciclismo (in termini di prodotti commerciali, sponsorizzazioni ed eventi)? Perché a pagare deve essere sempre l'italianità con le sue eccellenze e la sua vivacità operativa, umana e di ingegno? Perché 'all'investire è la miglior risposta in un momento di crisi' si risponde con la sola delocalizzazione? Perché a Vicenza, ex capitale non solo del Nord-Est, dalla morte di Palladio e suoi mecenati, Nessuno, non riesce in un nessun campo ad emergere, a distinguersi e a ricordare, in Città, con azioni perpetue e concrete la sua storia, le sue personalità più illustri? Spero converrà con me, Egregio Dott. Valentino Campagnolo, nel riconoscere ad esempio come nell'80esimo anniversario della nascita del marchio siano mancate nel territorio, e in modo particolare a Vicenza, momenti di 'dovuta e significativa memoria': la titolazione di una via, la scoperta di un busto, una targa o un totem in Corso Padova 110 dove tutto ebbe inizio. Per non parlare dell'organizzazione di una mostra o l'apertura di un più complesso Museo del marchio Campagnolo. La cosa onestamente non mi coglie impreparata, in una città che solo di recente ha inaugurato un Museo dell'oro, che non ricorda dove ha sede il Palladio Museum, che al momento ospita uno dei massimi espressionisti della pittura vivente e che non è stata in grado di stampare un manifesto o una cartolina che sia di invito alla Pinacoteca, o che non riesce ad offrire spazi di altre e libere manifestazioni culturali. Vogliamo ad esempio parlare anche di baccalà? Anche il ciclismo è Cultura: storia ed immagine di una Paese. È mancata spesso, a mio avviso, negli ultimi anni un alta esposizione del Marchio e la sponsorizzazione ad eventi sportivi amatoriali o professionistici, sempre motivo di gran richiamo e attenzione sociale e mediatica. Che sia una granfondo, o una tappa del Giro d'Italia l'assenza è stata manifesta. E dispiace che tutto questo, i licenziamenti, avvengano quando? Nell'anno magnifico 2015, quando il prestigioso Marchio combatterà per mari e monti, per difendere i titoli conquistati al Giro e al Tour. Dispiace, e dispiace molto. Perché molto spesso le ragioni non sono totalmente espresse, e perché molto spesso a pagare sono gli ultimi. Gli ultimi in gruppo sono spesso coloro, i gregari, che dopo aver aiutato, protetto e condotto alla vittoria il proprio Capitano, si distendono per recuperare il fiato, a giusta ricompensa e dono di azioni tanto sofferte, quanto uniche e per uno sportivo impagabili. L'impressione è che il fiato, fin troppo corto, colpisca Tutti; Tutti ci troviamo incapaci di tagliare insieme un traguardo. Oggi abbandoniamo i nostri colori sociali, per indossare una 'maglia nera'. Di commozione e tristezza per questa decisione, vicini a quei Lavoratori e rispettive famiglie. Con l'auspicio, che la metafora della 'maglia nera' sia presto la luce in fondo al tunnel, ed in un traguardo arcobaleno, l'iride di nuovi trionfi, umani, sportivi ed imprenditoriali: per il bene di tutto e di Tutti. Con viva cordialità, nello sfogo sportivo, si leggano stima e attenzione.

Giovanni Nicola Roca (padre, architetto, ciclista)
Presidente Associazione Dilettantisca Sportiva Ciclista 'San Pio X' di Vicenza con i Soci iscritti


Come non quotarti ,
Oggi in Italia la delocalizzazione è più una "moda" che una reale necessità !!!


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
 

Guido91

Pignone
10 Gennaio 2015
109
62
Padova
Visita sito
Bici
Superba MTB/Factor One Disc
La lettera è piú che comprensibile e sul fatto del mancato marketing e mancanza dell'azienda nel territorio non ci sono dubbi.
Sul fatto che a vicenza nessuna azienda emerga non sono d'accordissimo (vivo tra padova e vicenza quindi le realtá le conosco un pó) un esempio su tutti Dainese.
Sul fatto che delocalizzare sia una moda sono parzialmente d'accordo,è una moda perchè molte aziende non avrebbero bisogno di delocalizzare per continuare ad "andare bene",peró se io potessi avere lo stesso risultato spendendo un terzo beh...ci penserei seriamente.
Per il resto capisco la "rabbia" di chi perde il posto di lavoro
 

dagos

via col vento
19 Maggio 2013
9.647
459
Visita sito
Bici
molto bella e funzionale
Oggi in Italia la delocalizzazione è più una "moda" che una reale necessità !!!
Oddio... mi pare un affermazione alquanto pesantuccia, tipica forse di chi non ha le mani in pasta.
Non è mia intenzione fare un trattato economico o di economie aziendali o peggio strategie di marketing... ma vedersi erodere il proprio mercato anche solo di un 5 % annuo semplicemente perchè il tuo prodotto è si qualitativo ma fuori mercato come prezzo è sinonimo che qualcosa nella propria struttura deve necessariamente cambiare se non ci si vuol ritrovare dopo un decennio a dover chiudere i battenti, non è detto fare i pionieri di nuovi prodotti porti sempre a risultati tangibili nel tempo... a volte è meglio concorrere con quel che si ha a disposizione attuando economie di scala.
 

mescal

Bioesorcista
7 Settembre 2008
18.952
658
49
Garage - Officina
Visita sito
Bici
quelle che non usa Peggio
Il titolo è giusto, abbiano evidenziato le differenze tra le 2 aziende per spiegare perché Campagnolo costa di più e vende meno (che poi a parità di fascia di gruppi costa uguale se non meno)



Certo che la dirigenza ha delle colpe, infatti le abbiamo imputate al marketing sbagliato.
Proprio per questo motivo i clienti boccaloni non riescono a capire le differenze tra una Dura-Ace e un Super Record.



La Ferrari 458 spider monta un tetto ripiegabile, la concorrenza monta cappottine in tela. La 458 è l'unica auto a motore centrale a offrire tale tecnologia.
Cosa vogliamo dire, che se il tetto rigido ripiegabile in questa categoria fosse un'esigenza della maggior parte degli automobilisti sarebbe presente anche su Lamborghini, Mercedes etc.?
Vogliamo affermare che la Ferrari 458 spider è un semplice esercizio di stile?

Bmw e Mercedes sono gli unici marchi generalisti di fascia alta a montare la trazione posteriore sulle loro berline. Vogliamo affermare che se la trazione posteriore fosse un'esigenza della maggior parte degli automobilisti sarebbe presente anche su Citroen, Peugeot, Volkswagen etc.?

Non è questione di esigenze, ma di distinzioni costruttive, in ogni caso Shimano e Sram anche volendo non potrebbero permettersi la scalata multipla per via delle scelte meccaniche che hanno preso con cambiata e/o frenata su unica leva.

Personalmente trovo irritante usare il termine "boccaloni" riferendosi ai clienti, come se stessimo parlando di persone incapaci di discernere adeguatamente cosa è meglio per loro.

inviato in filodiffusione con Topatalk
 

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
23.064
2.902
ABRUZZO all’ombra del Blockhaus
www.strava.com
Bici
7 Tour de France consecutivi!
La lettera è piú che comprensibile e sul fatto del mancato marketing e mancanza dell'azienda nel territorio non ci sono dubbi.

Sul fatto che a vicenza nessuna azienda emerga non sono d'accordissimo (vivo tra padova e vicenza quindi le realtá le conosco un pó) un esempio su tutti Dainese.

Sul fatto che delocalizzare sia una moda sono parzialmente d'accordo,è una moda perchè molte aziende non avrebbero bisogno di delocalizzare per continuare ad "andare bene",peró se io potessi avere lo stesso risultato spendendo un terzo beh...ci penserei seriamente.

Per il resto capisco la "rabbia" di chi perde il posto di lavoro


Hai centrato il punto !!! I nostri imprenditori non hanno il senso di appartenenza ad un terra e vanno dove riescono ad avere un ulteriore margine economico agendo solo sul costo del lavoro e usufruendo di regimi fiscali più favorevoli, invece di sbattersi per investire nei prodotti e scelte commerciali, vedrete che campagnolo non cambierà di una una virgola nulla e continuerà sulla stessa linea Romania o non Romania , questa è la nostra "grande" imprenditoria amen !!!


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
 

pietrogrip

Maglia Amarillo
13 Aprile 2011
8.935
3.171
Granducato di Toscana
Visita sito
Bici
tutte rigorosamente nere
Hai centrato il punto !!! I nostri imprenditori non hanno il senso di appartenenza ad un terra e vanno dove riescono ad avere un ulteriore margine economico agendo solo sul costo del lavoro e usufruendo di regimi fiscali più favorevoli, invece di sbattersi per investire nei prodotti e scelte commerciali, vedrete che campagnolo non cambierà di una una virgola nulla e continuerà sulla stessa linea Romania o non Romania , questa è la nostra "grande" imprenditoria amen !!!


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk

se x questo lo hanno fatto un po' tutti, italiani e non.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.523
3.518
Visita sito
Come si legge nell'altro articolo pubblicato su bdc-mag, Campagnolo aveva già due stabilimenti in Romania operativi. Il passo a delocalizzare la produzione in toto non poteva essere lontano...
 

Ferro1

Apprendista Velocista
24 Settembre 2014
1.635
26
Trani
www.ferrobiciclette.it
Bici
Ferro Puje e Ferro Arcora
io non intervengo piú ma c'é troppo qualunquismo nel parlare delle scelte di Campagnolo o delle varie ditte italiane che delocalizzano, rendetevi conto che metá delle ditte mondiali delocalizzano.
Io il mio pensiero l'ho espresso, giusto o sbagliato ma non mi piacciono i qualunquismi e noi italiani in questo siamo fra i primi, se non i primi.