Fatto ioO.T. ho cercato di evidenziare il quote di guido91 in colore grigio per maggiore chiarezza intervenendo nel post, ma non ci sono riuscito![]()

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Di cosa stiamo discutendo?
Se sia meglio Campy o Shimano? In questo caso il titolo della discussione è sbagliato.![]()
Purtroppo Campagnolo anzichè manternere/aumentare la sua quota di mercato, la vede scendere.
E' solo colpa dell'ignoranza degli acquirenti come me, o qualche responsabilità la ha la dirigenza?
Se noi boccaloni non riusciamo a capire che vale la pena avere un gruppo Campagnolo, di chi è la colpa?
PS: Se la cambiata multipla fosse un'esigenza della maggior parte degli utilizzatori, sarebbe prensente anche negli altri gruppi.
Oddio... lavorare in perdita su un settore che rappresenta circa il 35% del tuo fatturato (746milioni euro dati 2014) non mi pare una gran cosa ai fini sia di guadagni che di immagine.(shimano puó permettersi di lavorare anche in perdita sul settore ciclismo dato che ha altri settori aziendali che tirano,vedi ad esempio pesca,se campagnolo lavora in perdita nel giro di un anno chiude tutto).
Su questo concordo... non a caso Campagnolo non è l'unica... purtroppo, ma non mi va di parlare di politica perchè alla fine è di questo che dovremmo parlare.Per la delocalizzazione onestamente il risparmio non è dovuto al costo del lavoro vero e proprio ma ai costi statali
Si ma mica è un artigiano qualsiasi... qui parliamo di un azienda con i contro.... fiocchiRipeto comunque che stiamo confrontando un "artigiano ingrandito" con una multinazionale.

premetto che non ho letto tutto, che sono un Campagnolista convinto. Non voglio parlare di bilanci e tasse. Trovo spesso la politica aziendale di Campagnolo incomprensibile: Record e Super Record si accavallano svilendo il Chorus che si trova terzo di gamma,con quel che ne consegue a livello di immagine. Fulcrum è un marchio vincente adottato anche in primo montaggio dai grandi marchi, perché continuare la doppia linea con ruote Campagnolo? fate le stesse ruote e cambiate solo l'adesivo se proprio ci tenete! perché non adottare la cassetta Shimano come standard?così chi da SRAM o Shimano volesse provare Campagnolo non dovrebbe cambiare le ruote. Catena: perché così complicata chiuderla con un attrezzo dedicato e ben più cara della concorrenza?etc...
Dispiace drlocalizzino,ma,a mio avviso, se non cambiano anche strategia cambierà poco. Lo dico con sommo rammarico, con Campagnolo mi trovo molto bene al di là del paese di produzione.
Sono nuovo qui sul forum e giovane come etá e non voglio entrare nel settore tecnico delle due aziende (anche se mio padre sulla sua superba che si era costruito negli anni 90 ha un completo campagnolo record titanium e a mano ed usandolo anche un ignorante in materia vede la differenza qualitativa rispetto al mio shimano di tre anni fa).
Comunque conosco aziende che lavorano per campagnolo e vi assicuro che anche li si vede la ricerca qualitativa di campagnolo(tolleranze praticamente inesistenti e conteggio dei pezzi consegnati/ritirati) le stesse aziende lavorano anche per altre aziende del settore e le tolleranze accettate non sono le stesse ma "molto" piú lasce.
Detto questo stiamo confrontando una grande realtá nazionale(campagnolo) con una multinazionale attiva su piú settori(shimano),gia questa differenza dovrebbe far capire che confronti di prezzo sono abbastanza insensati anche se giustificati visto che al consumatore interessano anche questi(shimano puó permettersi di lavorare anche in perdita sul settore ciclismo dato che ha altri settori aziendali che tirano,vedi ad esempio pesca,se campagnolo lavora in perdita nel giro di un anno chiude tutto).
Per la delocalizzazione onestamente il risparmio non è dovuto al costo del lavoro vero e proprio ma ai costi statali (un operaio in italia prende 1000 e costa all'azienda 2000 minimo,in altri stati ue un operaio prende 750 e costa all'azienda 1000).
Ripeto comunque che stiamo confrontando un "artigiano ingrandito" con una multinazionale.
P.S. Shimano come molte altre aziende japan dagli anni 80 sono state pesantemente aiutate dal governo con costruzione a spese statali di centri misti di ricerca/produzione e agevolazioni fiscali,Campagnolo penso che non sappia nemmeno cosa sia un aiuto statale.
Studio economia e commercio e queste info sono argomenti quotidiani per qualsiasi realta,ilmodello ricerca/produzione japan viene proprio fatto studiare come piano di rilancio industriale
Se ti ripeti tu, mi ripeto anch'io e vediamo chi si stanca prima.
L'unico funzionamento comune tra Shimano e Campagnolo è il passaggio da un pignone all'altro e da una corona all'altra.
Se per te il solo fatto di poter cambiare marcia significa avere lo stesso contenuto tecnologico, allora non sono stati fatti passi avanti nemmeno da quando c'era il cambio a frizione sul tubo obliquo, dato che anche in quel caso decidevi quale pignone/corona utilizzare.
Campagnolo ha la cambiata multipla e lo sgancio dei freni, Shimano no.
Non capisco come tu possa equiparare queste differenze meccaniche a un semplice "esercizio di stile".
Per la verità a me risulta il contrario, ovvero che sia il settore pesca che faccia la parte del leone nel fatturato Shimano.
Ritiro quanto detto allorahttp://www.shimano.com/content/Corp...oad_18/downloadFile/file.res/FactSheet_GB.pdf
Ciclismo 81,5%, pesca 18,4%

Dire che campagnolo non sa neanche cosa siano gli aiuti statali non è corretto ...forse ci dimentichiamo della Cigo , contratti di solidarietà , negli anni 90 contratti di formazione con le sue relative agevolazioni fiscali, contributi di 10 anni per la costruzione di infrastrutture e 7 per i macchinari , ecc ecc ecc; questo solo per precisare non ultimo la svalutazione della lira strumento che permetteva alle nostre industrie di esportare di più!!!
Quindi non di può dire che negli anni belli l'industria italiana è stata lasciata sola, purtroppo tutto questo non basta se poi si fanno scelte commercialmente sbagliate ed alla fine arriva il conto anche grazie a questa sfavorevole congiuntura economica , euro ed oggi un pressione fiscale indecente !!!
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Per chi avesse voglia di condividere vi riporto la lettera scritta dal Presidente della mia società ciclistica dove abbiamo parecchi iscritti lavoratori Campagnolo:
EVOLVE 11+ è la rivoluzione dell'ultimo prodotto Campagnolo, lNVOLUZIONE 68- è invece la soluzione, quale segnalata unica via alla risoluzione di particolari ed abitudinarie scelte imprenditoriali. 'Per rispondere al globale-globale, delocalizzazione versus locale'!
Ė di queste ore in sintesi la notizia del comunicato licenziamento di 68 dipendenti della vicentina, italiana, storica e pluripremiata Ditta Campagnolo.
La notizia certamente non serena, giunge in un momento in cui i numeri comunque, dal 2009 (primo periodo di riduzione del personale) ad oggi risultino in attivo. Ed in attivo oltre più in un mercato cui si sente spesso udire (basti contare le presenze alle sole fiere di settore o le partecipazioni alle manifestazioni sportive) in aumento i valori di crescita economica.
Da cittadino qualunque (lavoratore prima e cliente dopo), da amatore e appassionato di ciclismo, anche in qualità di Presidente dell'Associazione Dilettantisca Sportiva Ciclista 'San Pio X' di Vicenza, alcune domande me le pongo e le espongo con preghiera di pubblicazione: perché a pagare è sempre e solo l'ultimo dei lavoratori? Perché a pagare non sono mai gli strateghi commerciali e direzionali? Perché da anni risultano inevase, 'dal gruppone' al 'Gruppo' idee e richieste di una maggiore e diversificata presenza all'interno del settore ciclismo (in termini di prodotti commerciali, sponsorizzazioni ed eventi)? Perché a pagare deve essere sempre l'italianità con le sue eccellenze e la sua vivacità operativa, umana e di ingegno? Perché 'all'investire è la miglior risposta in un momento di crisi' si risponde con la sola delocalizzazione? Perché a Vicenza, ex capitale non solo del Nord-Est, dalla morte di Palladio e suoi mecenati, Nessuno, non riesce in un nessun campo ad emergere, a distinguersi e a ricordare, in Città, con azioni perpetue e concrete la sua storia, le sue personalità più illustri? Spero converrà con me, Egregio Dott. Valentino Campagnolo, nel riconoscere ad esempio come nell'80esimo anniversario della nascita del marchio siano mancate nel territorio, e in modo particolare a Vicenza, momenti di 'dovuta e significativa memoria': la titolazione di una via, la scoperta di un busto, una targa o un totem in Corso Padova 110 dove tutto ebbe inizio. Per non parlare dell'organizzazione di una mostra o l'apertura di un più complesso Museo del marchio Campagnolo. La cosa onestamente non mi coglie impreparata, in una città che solo di recente ha inaugurato un Museo dell'oro, che non ricorda dove ha sede il Palladio Museum, che al momento ospita uno dei massimi espressionisti della pittura vivente e che non è stata in grado di stampare un manifesto o una cartolina che sia di invito alla Pinacoteca, o che non riesce ad offrire spazi di altre e libere manifestazioni culturali. Vogliamo ad esempio parlare anche di baccalà? Anche il ciclismo è Cultura: storia ed immagine di una Paese. È mancata spesso, a mio avviso, negli ultimi anni un alta esposizione del Marchio e la sponsorizzazione ad eventi sportivi amatoriali o professionistici, sempre motivo di gran richiamo e attenzione sociale e mediatica. Che sia una granfondo, o una tappa del Giro d'Italia l'assenza è stata manifesta. E dispiace che tutto questo, i licenziamenti, avvengano quando? Nell'anno magnifico 2015, quando il prestigioso Marchio combatterà per mari e monti, per difendere i titoli conquistati al Giro e al Tour. Dispiace, e dispiace molto. Perché molto spesso le ragioni non sono totalmente espresse, e perché molto spesso a pagare sono gli ultimi. Gli ultimi in gruppo sono spesso coloro, i gregari, che dopo aver aiutato, protetto e condotto alla vittoria il proprio Capitano, si distendono per recuperare il fiato, a giusta ricompensa e dono di azioni tanto sofferte, quanto uniche e per uno sportivo impagabili. L'impressione è che il fiato, fin troppo corto, colpisca Tutti; Tutti ci troviamo incapaci di tagliare insieme un traguardo. Oggi abbandoniamo i nostri colori sociali, per indossare una 'maglia nera'. Di commozione e tristezza per questa decisione, vicini a quei Lavoratori e rispettive famiglie. Con l'auspicio, che la metafora della 'maglia nera' sia presto la luce in fondo al tunnel, ed in un traguardo arcobaleno, l'iride di nuovi trionfi, umani, sportivi ed imprenditoriali: per il bene di tutto e di Tutti. Con viva cordialità, nello sfogo sportivo, si leggano stima e attenzione.
Giovanni Nicola Roca (padre, architetto, ciclista)
Presidente Associazione Dilettantisca Sportiva Ciclista 'San Pio X' di Vicenza con i Soci iscritti
Oddio... mi pare un affermazione alquanto pesantuccia, tipica forse di chi non ha le mani in pasta.Oggi in Italia la delocalizzazione è più una "moda" che una reale necessità !!!
Il titolo è giusto, abbiano evidenziato le differenze tra le 2 aziende per spiegare perché Campagnolo costa di più e vende meno (che poi a parità di fascia di gruppi costa uguale se non meno)
Certo che la dirigenza ha delle colpe, infatti le abbiamo imputate al marketing sbagliato.
Proprio per questo motivo i clienti boccaloni non riescono a capire le differenze tra una Dura-Ace e un Super Record.
La Ferrari 458 spider monta un tetto ripiegabile, la concorrenza monta cappottine in tela. La 458 è l'unica auto a motore centrale a offrire tale tecnologia.
Cosa vogliamo dire, che se il tetto rigido ripiegabile in questa categoria fosse un'esigenza della maggior parte degli automobilisti sarebbe presente anche su Lamborghini, Mercedes etc.?
Vogliamo affermare che la Ferrari 458 spider è un semplice esercizio di stile?
Bmw e Mercedes sono gli unici marchi generalisti di fascia alta a montare la trazione posteriore sulle loro berline. Vogliamo affermare che se la trazione posteriore fosse un'esigenza della maggior parte degli automobilisti sarebbe presente anche su Citroen, Peugeot, Volkswagen etc.?
Non è questione di esigenze, ma di distinzioni costruttive, in ogni caso Shimano e Sram anche volendo non potrebbero permettersi la scalata multipla per via delle scelte meccaniche che hanno preso con cambiata e/o frenata su unica leva.
La lettera è piú che comprensibile e sul fatto del mancato marketing e mancanza dell'azienda nel territorio non ci sono dubbi.
Sul fatto che a vicenza nessuna azienda emerga non sono d'accordissimo (vivo tra padova e vicenza quindi le realtá le conosco un pó) un esempio su tutti Dainese.
Sul fatto che delocalizzare sia una moda sono parzialmente d'accordo,è una moda perchè molte aziende non avrebbero bisogno di delocalizzare per continuare ad "andare bene",peró se io potessi avere lo stesso risultato spendendo un terzo beh...ci penserei seriamente.
Per il resto capisco la "rabbia" di chi perde il posto di lavoro
Hai centrato il punto !!! I nostri imprenditori non hanno il senso di appartenenza ad un terra e vanno dove riescono ad avere un ulteriore margine economico agendo solo sul costo del lavoro e usufruendo di regimi fiscali più favorevoli, invece di sbattersi per investire nei prodotti e scelte commerciali, vedrete che campagnolo non cambierà di una una virgola nulla e continuerà sulla stessa linea Romania o non Romania , questa è la nostra "grande" imprenditoria amen !!!
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