Idem quindi per le quasi certamente già citate pedivelle da 165mm?Ricordatevi che se andate in giro con Calzettoni lunghi Bianchi alla Zuava per essere areodinamici e assomigliare ai proff.
Non Colpa del Marketing.
Ma della vostra Zucca Bacata!!
Idem quindi per le quasi certamente già citate pedivelle da 165mm?Ricordatevi che se andate in giro con Calzettoni lunghi Bianchi alla Zuava per essere areodinamici e assomigliare ai proff.
Non Colpa del Marketing.
Ma della vostra Zucca Bacata!!
Ricordatevi che se andate in giro con Calzettoni lunghi Bianchi alla Zuava per essere areodinamici e assomigliare ai proff.
Non Colpa del Marketing.
Ma della vostra Zucca Bacata!!
Comunque spendere 200 € per un capo tecnico di buona marca che fa pedalare bene, è esteticamente piacevole e "in linea" con il tipo di uscita che si vuole fare non è molto diverso da spendere 200 € per un paio di jeans o una maglietta con logo alla moda.
Anzi, nel caso di abbigliamento tecnico io vedo la spesa più giustificata.
Ammiro chi esce con la prima cosa che capita o con capi di 10 anni che vanno sempre bene, ma sull'abbigliamento tecnico io sono schiavo del marketing, lo ammetto, i miei cassetti di roba per bici sono più pieni di quelli di vestiti normali![]()
E allora perché li trovi all'ennesima garetta/fiera con molti meno partecipanti?
Sono quasi del tutto d'accordo. Per abbigliamento normale spendo il meno possibile ma l'abbigliamento tecnico visto che lo uso in condizioni più gravose che camminare o stare seduto in ufficio preferisco averlo superefficiente. Soprattutto i capi invernali. Ciò detto alcune marche (Assos e Q36.5 ad esempio) fanno capi eccessivamente costosi per quello che servono a chiunque. Quelle le evito. Capi Sportful e Castelli sono tecnicamente alla piena altezza delle necessità di chiunque dal professionista in giù.Comunque spendere 200 € per un capo tecnico di buona marca che fa pedalare bene, è esteticamente piacevole e "in linea" con il tipo di uscita che si vuole fare non è molto diverso da spendere 200 € per un paio di jeans o una maglietta con logo alla moda.
Anzi, nel caso di abbigliamento tecnico io vedo la spesa più giustificata.
Ammiro chi esce con la prima cosa che capita o con capi di 10 anni che vanno sempre bene, ma sull'abbigliamento tecnico io sono schiavo del marketing, lo ammetto, i miei cassetti di roba per bici sono più pieni di quelli di vestiti normali![]()
Perché magari al grande evento Cool, ti chiedono anche una barca di soldi per partecipare, quando invece alla piccola garetta locale sono felici già solo se gli metti lo stand per fare il tutto un pochino più ricco e il potenziale cliente a cui punti lo trovi a entrambe le manifestazioni?
Parlo per la poca esperienza diretta del mio piccolo mondo di "sponsor".....
Questo non si può più fare ...e una bella tosa che le elargisce
Questo non si può più fare ...![]()
io fossi in te sabato al sellaronda girerei con una cargo bike e nel carrello avrei barrette, gel, sali minerali e una bella tosa che le elargisce
Organizzati per il prossimo annoCerto, vado a spendere capitali per andare e poi elargisco cose di altre aziende… W il marketing ....
però le cose di altre aziende devi riempirle di lassativi... poi ti fai trovare al traguardo con una fila di cessi chimici col tuo marchio... fai il botto di sicuroCerto, vado a spendere capitali per andare e poi elargisco cose di altre aziende… W il marketing ....
boh… sei tu che hai scritto… A quel punto mi aspettavo un centro città pieno di gazebi di marchi di bici e accessori, vista l’affluenza. Gazebi che non mancano mai alle gare o a qualche discutibile fiera.ma chi ha parlato di aree espositive?
- generale improvvisazione e "vecchiaia" mentale di tutto il settore?
Mah, improvvisazione sì e no. Vecchiaia mentale non la vedo. Per me c'è stata una overdose e adesso va smaltita pian piano. I prezzi alti non aiutano e chi ha già speso difficilmente ri-spende. Probabilmente con minor impegno produttivo i Costruttori hanno incamerato discreti introiti e ora ritornare a produrre molto per vendere molto, ma fare gli stessi introiti o anche più bassi, gli fa un po' ribrezzo.
Ribadisco che a mio avviso il marketing sviluppato nelle manifestazioni ora è giusto che ci sia, può aiutare, ma risolverà ben poco se le Aziende non vorranno modificare il paradigma in cui si sono infilate.
Non è che non ha senso.. è che credo sia difficile capire quale sarà la prossima evoluzione del mercato dopo covid e incentivi vari.. svegliarsi dall'ubriacatura non è mai semplice.Sì, ma l'argomento del post è un altro, cioè il marketing in generale, secondo il tuo ragionamento le aziende vendono poco, sono in crisi e allora lasciano anche perdere il marketing, non ha senso.
Sì, ma l'argomento del post è un altro, cioè il marketing in generale, secondo il tuo ragionamento le aziende vendono poco, sono in crisi e allora lasciano anche perdere il marketing, non ha senso.
Non è che non ha senso.. è che credo sia difficile capire quale sarà la prossima evoluzione del mercato dopo covid e incentivi vari.. svegliarsi dall'ubriacatura non è mai semplice.
Se posso dir la mia, nel caso specifico, essendo una manifestazione ciclo amatoriale, non competitiva, magari, dico magari, le aziende hanno pensato:
- andiamo là, pubblicizziamo l'ultima bici che dà n.mila watt in più......? ad un pubblico al quale interessano poco questi aspetti
- andiamo là con lo stand di integratori? per una manifestazione che prevede 1 sola salita (ok, rispettabilissima per carità) e, pertanto, venderemmo pochissimi prodotti, e non rientreremmo nelle spese. Tanto, il ns, marchio, lo facciamo conoscere tramite altri canali