Gare Valentin Paret-Peintre si regala il Ventoux

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
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Colnago per la strada & Kona per il fango
Cmq sia.. Pogacar difficilmente lascerà che Vingo lo superi dopo le 2-3 scoppole prese per merito della Visma tutta, cosciente di essere il ciclista più forte in assoluto.
ci sono altre tappe dure, avrà pensato, giustamente, se lo straccio sempre e comunque magari le prossime ha meno vogli di attaccare e così la chiudiamo prima
ci sta, lo farei anche io
 

bach7

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10 Gennaio 2011
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Pinifarina
Però quando stai a ruota tutta la salita e fai lo scattino agli ultimi 50 m (e non è la prima volta) e prendi 2 secondi non è certamente elegante, niente di proibito ma non elegante, soprattutto quando hai piu di 4 minuti di vantaggio.

pogacar è solo un amatore ciclosuonato con 400 watt di ftp...

semplicemente uno di noi watt a parte... fa pure i kom su strava...

e comunque lo scattino a mettere la mezza ruota avanti è un segno di rispetto, pari al kaishakunin giapponese
 

Lupin III

Apprendista Scalatore
12 Giugno 2008
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Ricordo bene, chiuse su Narvaez dicendo che voleva tirare la volata al velocista Uae, secondo me invece per vendicarsi per la sconfitta subita che gli impedì di essere in rosa dal primo all'ultimo giorno. Qualche giorno fa Jorgenson disse, dopo che lo aspettarono per la caduta, che volevano vincere da sportivi rispondendo alla sue accuse di antisportività, risultato: tenta lo scatto e l'altro gli chiude subito il varco. Questo secondo me è uno degli aspetti del suo carattere.
Concordo, atteggiamento da Armstrong su Simeoni. Arrogante che si crede onnipotente. Mi sa che è un vizietto da squadra piu forte e potente che si arrogano il diritto di fare gli sceriffi a loro insindacabile giudizio (vedi anche Politt).
 

albertissimo

Passista
1 Settembre 2008
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Cannondale S6 Dura Ace
Che la tattica della UAE sia "ci aspetteranno sicuro mentre arriva la motoretta Shimano in caso di foratura" la vedo improbabile :-)xxxx
Adesso però non "buttarla in vacca".
Non ho sostenuto che sia una TATTICA quanto piuttosto una valutazione in termini di probabilità.
Non sono così convinto che Visma e Vingegaard avrebbero scattato su un eventuale problema tecnico di Pogacar.
Sicuramente un rischio (quello di lasciare intenzionalmente solo Pogacar per far riposare i compagni in previsione delle due tappe alpine) ma non un azzardo.
E più che altro la mia era una domanda/riflessione.
Se poi domani e venerdì la UAE fa la corsa, allora "ritorno" alla carica :ola:
 

Ser pecora

Diretur
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Adesso però non "buttarla in vacca".
Non ho sostenuto che sia una TATTICA quanto piuttosto una valutazione in termini di probabilità.
Non sono così convinto che Visma e Vingegaard avrebbero scattato su un eventuale problema tecnico di Pogacar.
Sicuramente un rischio (quello di lasciare intenzionalmente solo Pogacar per far riposare i compagni in previsione delle due tappe alpine) ma non un azzardo.
E più che altro la mia era una domanda/riflessione.
Se poi domani e venerdì la UAE fa la corsa, allora "ritorno" alla carica :ola:

E' una battuta perché mi sembra una teoria (?) strampalata. Potendo una squadra non lascia solo il proprio capitano finché può.

Che poi nei prossimi giorni la UAE attacchi non prova certo che allora ieri si sono "riposati" apposta :roll:
 
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Mauro85

Apprendista Velocista
7 Aprile 2012
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Pinarello
Quindi secondo te, con l'amatore che si prende la "Colnago di Pogacar o alla Cervelo di Vingegaard" (che tra l'altro, sono tra le *pochissime* biciclette con quel tipo di piega a V) e poi si ritrova con poca fruibilità della bicicletta pentendosene... Il problema e' l'aerodinamica esasperata, e non l'amatore che e' un cretino? Andiamo bene...

Se proprio hai dubbi - perche' e' una tua opinione - sul fatto che "Un amatore [...] con quei manubri che sono utilizzabili solo dai comandi o in presa bassa, davvero pedalerebbe bene con certe pendenze ostiche?", puoi tranquillamente prendere la V5, la Soloist, la R5 (per menzionare altre bici usate da Pogacar o Vingegaard) e continuare a vivere sereno.

Non si tratta di essere cretini, si tratta di essere informati a dovere: ce lo vedi un negoziante a dire a un potenziale acquirente della S5 o della Y1RS che in salita dovrà cambiare l'abituale modo di pedalare, ovvero mettergli il dubbio sull'acquisto? Anche perché di negozianti così preparati ce ne sono davvero pochi. Pure nei video di presentazione su Internet di questa Cervelo si esalta lo sfiatatoio centrale che ci farà vincere tutte le gare senza affrontare il discorso di adeguato posizionamento in sella che la bici richiede.

Non so perché utilizzi la seconda persona singolare, immagino che quando scrivi "hai dei dubbi, puoi trabuillamente prendere" tu ti riferisca a "tu eventuale acquirente" e non a me, visto che ti ho scritto che sono felicemente soddisfatto della mia piega Deda 35.
Se invece ti riferivi a me, non hai capito niente di ciò che ho scritto.

E questi toni scandalizzati e saccenti verso ciò che non si condivide risuonano sempre noiosi negli scambi di messaggi, anche perché nel tuo gridare al cretinismo non hai aggiunto nulla di tecnicamente utile al problema dell'eliminazione della presa centrale in tali biciclette (tra le quali ci sarebbe anche l'ultima Bianchi Oltre).
 
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Mauro85

Apprendista Velocista
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Si, pedalerebber bene se riuscisse a replicare la posizione avanzata e la frequenza di pedalata.
Non sono cambiati solo i manubri.

Giusta osservazione, però la posizione avanzata consuma le rotule, sia degli amatori, sia dei professionisti.
Se non vivo di ciclismo, continuo a tenere la posizione standard e a salvarmi le articolazioni.
 

uber

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29 Giugno 2014
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Oggi in TV vedevo che molti degli odierni manubri aero non consentono più la presa centrale e di tirare ai lati della zona di congiunzione con l'attacco. I corridori tenevano, più o meno obbligati, sempre le mani sui comandi anche con le pendenze oltre la doppia cifra.

Forse l'hanno sempre fatto, anche se io ricordo qualche professionista a tirare con le mani in presa centrale, ma il problema si pone per gli amatori, evoluti e non, visto che alcune biciclette hanno quel tipo di manubrio aero come scelta obbligata, essendo una prosecuzione del telaio stesso: tutti a scalare con le mani sui comandi anche con pendenze al 10% e più?

Un amatore in sella alla Colnago di Pogacar o alla Cervelo di Vingegaard, con quei manubri che sono utilizzabili solo dai comandi
o in presa bassa, davvero pedalerebbe bene con certe pendenze ostiche?

La presa centrale, soprattutto quella stretta (tipo crono) è quella che offre la maggiore rigidità, la maggiore efficienza e il maggiore confort quando ti devi aggrappare al manubrio sulle salite impervie, io non rinuncerei al mio manubrio Deda 35 che svolge un ottimo lavoro
con la sua sezione frontale maggiorata (fregandosene dell'aerodinamica) quando devo tirarlo per contrastare la gravità.

Mi sembra che questa aerodinamica esasperata (come gli studi di Cervelo sul flusso d'aria che deve attraversare il manubrio altrimenti non vai forte) tolga qualcosa, molto, alla fruibilità della bicicletta in situazioni diverse dal pedalare a determinate velocità, soprattutto per gli amatori.
Sono già tanti anni che i professionisti non usano più la parte centrale del manubrio in salita. Le case costruttrici hanno assecondato questa tendenza accentuandola con soluzioni e forme aerodinamiche.
Però anche coi moderni manubri si riesce a tenere la presa alta, magari non con le mani attaccate alla pipa ma si può fare.
 
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Mauro85

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Sono già tanti anni che i professionisti non usano più la parte centrale del manubrio in salita. Le case costruttrici hanno assecondato questa tendenza accentuandola con soluzioni e forme aerodinamiche.
Però anche coi moderni manubri si riesce a tenere la presa alta, magari non con le mani attaccate alla pipa ma si può fare.

Però Stefano Grazielli, nei video quando presentava le tappe delle con le salite più difficili, sulla sua Pinarello teneva le mani anche in presa centrale (il Talon lo permette, come dici tu "non con le mani attaccate alla pipa"). Arensman, quando ha vinto la tappa, aveva il nastro manubrio anche sulla parte frontale del Talon, segno che avrebbe potuto essegli utile.

E pure in qualche video di GCN che riguarda le salite, utilizzano la presa centrale.

Quello che dici tu ("Le case costruttrici hanno assecondato questa tendenza") è ciò che più non condivido dellle logiche di marketing del ciclismo: se una cosa va bene per i profesisonisti, può (o deve, se non si offre altra soluzione) andare bene anche ai clienti.

La scelta di biciclette e manubri rimane comunque apia, basta essere consapevoli (o venire informati) di quello che si compra.
 

Skardy

Siòr
14 Marzo 2022
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Cube/Cannondale
Però Stefano Grazielli, nei video quando presentava le tappe delle con le salite più difficili, sulla sua Pinarello teneva le mani anche in presa centrale (il Talon lo permette, come dici tu "non con le mani attaccate alla pipa"). Arensman, quando ha vinto la tappa, aveva il nastro manubrio anche sulla parte frontale del Talon, segno che avrebbe potuto essegli utile.

E pure in qualche video di GCN che riguarda le salite, utilizzano la presa centrale.

Quello che dici tu ("Le case costruttrici hanno assecondato questa tendenza") è ciò che più non condivido dellle logiche di marketing del ciclismo: se una cosa va bene per i profesisonisti, può (o deve, se non si offre altra soluzione) andare bene anche ai clienti.

La scelta di biciclette e manubri rimane comunque apia, basta essere consapevoli (o venire informati) di quello che si compra.
Garzelli e non Grazielli come anche Brambo e Maranga sono ciclisti di altra epoca. Correvano 15/20 anni fa.
E' normale che certe abitudini consolidate tendano a mantenerle specie se non sono in gara e non devono cercare una prestazione.
Li vuoi paragonare a quelli moderni che sono nati praticamente con le bici moderne?
 

Mauro85

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Garzelli e non Grazielli come anche Brambo e Maranga sono ciclisti di altra epoca. Correvano 15/20 anni fa.
E' normale che certe abitudini consolidate tendano a mantenerle specie se non sono in gara e non devono cercare una prestazione.
Li vuoi paragonare a quelli moderni che sono nati praticamente con le bici moderne?

be', se non paragoniamo Garzelli e GCN, ex pro, ai pro di oggi, non paragoniamo nemmeno le capacità ciclistiche dei cicloamatori, più o meno evoluti , più o meno agonisti, alle abitudini dei professionisti (comandi ruotati, presa centrale sul manubrio non prevista, selle avanzate etc.)

Quindi per chi le vendono "quelle" bici se il telaio dei pro è lo stesso a disposizione dei clienti?
Torniamo alla critica mossa nel mio primo post.
 

Skardy

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be', se non paragoniamo Garzelli e GCN, ex pro, ai pro di oggi, non paragoniamo nemmeno le capacità ciclistiche dei cicloamatori, più o meno evoluti , più o meno agonisti, alle abitudini dei professionisti (comandi ruotati, presa centrale sul manubrio non prevista, selle avanzate etc.)

Quindi per chi le vendono "quelle" bici se il telaio dei pro è lo stesso a disposizione dei clienti?
Torniamo alla critica mossa nel mio primo post.
Sino a prova contraria sono gli amatori che scimmiottano i prò e non viceversa. Ridicoli erano quelli che ai tempi di Pantani facevano le salite in presa bassa come lui pedalando di punta come lui magari in piedi sui pedali come lui (cristoni da 80/90 kg:mrgreen:) Tu stesso hai citato ex prò non ex pannolati.
Le moderne geometrie delle bici ti fanno stare in sella molto più accorciato. Basta che guardi qualsiasi ciclista da Mercx ( o più recentemente da Indurain) in giù che al confronto di ora sembrano sdraiati sulla bici e qualsiasi ciclista da Pogacar in giù. Professionisti e amatori e cicloturisti e pannolati eccetera.
Questa diversa posizione derivante da diverse geometrie e componentistica fa si che mettere le mani sul manubrio specie al centro nelle moderne bici ti faccia stare troppo corto e sia controproducente tanto a 60 kmh (ma lo era anche prima) che a 15 kmh.
 

golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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mia
Le moderne geometrie delle bici ti fanno stare in sella molto più accorciato.
Più che le geometrie direi il posizionamento che ha fatto si che i vari produttori di bdc modificassero all'uopo i loro telai.
Vero che pedalavano più arretrati e andando in spinta corposa si trovavano quasi costretti ad aggrapparsi al manubrio a differenza di ora che invece avanzano ancora di più sulla sella.
 

Mauro85

Apprendista Velocista
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Sino a prova contraria sono gli amatori che scimmiottano i prò e non viceversa. Ridicoli erano quelli che ai tempi di Pantani facevano le salite in presa bassa come lui pedalando di punta come lui magari in piedi sui pedali come lui (cristoni da 80/90 kg:mrgreen:) Tu stesso hai citato ex prò non ex pannolati.
Le moderne geometrie delle bici ti fanno stare in sella molto più accorciato. Basta che guardi qualsiasi ciclista da Mercx ( o più recentemente da Indurain) in giù che al confronto di ora sembrano sdraiati sulla bici e qualsiasi ciclista da Pogacar in giù. Professionisti e amatori e cicloturisti e pannolati eccetera.
Questa diversa posizione derivante da diverse geometrie e componentistica fa si che mettere le mani sul manubrio specie al centro nelle moderne bici ti faccia stare troppo corto e sia controproducente tanto a 60 kmh (ma lo era anche prima) che a 15 kmh.
Il tuo ragionamento non mi convince a causa di quella che secondo me è una contraddizione:
se pedalano più accorciati, come si fa con la posizione in presa bassa?
Se avanzi verso i comandi, avanzi anche quando stai giù sulla piega, con relativa schiena arcuata.

Finiti i tempi in cui la schiena parallela al terreno era d'obbligo per evitare dolori e pedalare aerodinamici?
Finiti i tempi in cui 120 era la misura minima degli attacchi dei professionisti?