Allora, dipende.
Fammi fare un passo indietro: negli ultimi 30 anni, a partire dal fallimento conclamato di forme di opposizione popolare alle politiche neoliberiste (oggi si direbbe: globaliste) implementate in seguito al crollo dell'Unione Sovietica (Glass-Steagall Act in USA, nascita WTO, Trattato di Maastricht e vincolo esterno in Europa, terza via blariana, guerre varie, fine della storia di Fukuyama e via cantando), c'è indubbiamente stata una generale perdita di fiducia in Occidente circa la possibilità di incidere democraticamente sui processi politici in atto. Pensiamo al fallimento di quello che veniva chiamato "movimento no global" e annessi. Ciò ha innescato varie dinamiche: disaffezione verso i processi democratici (affluenza elettorale in crollo), nascita di movimenti "populisti", irrigidimento di forme di governo tecnocratico, etc etc.
Tra le varie dinamiche, c'è stato anche un affievolimento (con qualche eccezione) di forme di protesta di massa, pubblica e pacifica. Prova ne è il fatto che, nei confronti della situazione a Gaza - umanamente intollerabile pressoché per chiunque, al di là della lettura politica che se ne faccia, e delle differenti soluzioni che si possono prospettare (tutte questioni aperte a diverse prospettive) - e della totale inerzia dei governi occidentali nei confronti di quello Israeliano, non ci sono state forti manifestazioni volte a incidere su tale inerzia.
Ora, a me pare che queste manifestazioni alla Vuelta, dal carattere sostanzialmente pacifico e popolare (mi sembra, anche dalle immagini di oggi, che sia presente una cittadinanza trasversale e molto "normale"), ancorché estremamente problematiche nei casi in cui mettono in pericolo l'incolumità dei corridori come qualche giorno fa, siano una forma potenzialmente efficace per attirare attenzione sulla questione Gaza, smuovendo le acque per quel che è dato fare (molto di più di certe imprese 'nautiche' di cui leggiamo in questi giorni, che sembrano molto più volte alla gratificazione dell'ego di chi le compie, con effetti pratici pari a zero).
D'altro canto, è vero anche che, mi pare di capire, la Spagna ha già un sentiment popolare e un governo tendenzialmente più simpatetico con la questione (almeno nelle dichiarazioni ufficiali, che non costa niente fare): quindi, forse, si potrebbe argomentare che l'efficacia della manifestazione è attenuata, proprio nel contesto in cui viene messa in atto.
Detto questo: il mio punto è proprio che la situazione è complessa, difficile da gestire, ci sono questioni enormi in gioco, e quindi l'invito è di attenuare il tenore dei commenti, spurgandoli da forme di violenza verbale che sono francamente fastidiose da leggere oltre che poco lusinghiere per chi le scrive...