Fatta ieri per la prima volta e penso anche l'ultima. Il Gavia è meraviglioso, mi lascia sempre a bocca aperta. È tra le mie salite del cuore. Il Mortirolo non lo facevo dal 2021 e penso che passerà del tempo prima che ci torni. L'ho sofferto veramente tanto, per fortuna che ho trovato un altro pellegrino con il quale condividerlo. Ci siamo detti: meglio stare in compagnia che sacramentare da soli.
Le note dolenti, come è già stato fatto notare, arrivano dopo. Il tratto neutralizzato a dir poco imbarazzante. Non tanto per la ripida discesa sul pavé dove molti sono scesi a piedi, quanto per le canaline che tagliavano l'asfalto subito dopo. Il rischio di rompere qualcosa è stato molto alto. Poi, come tanti, mi sono dovuto fare pure un pezzo a piedi. Infine l'avvicinamento a Ponte di Legno sulla ciclabile aperta è stato altrettanto pericoloso. Per fortuna nel mio gruppetto abbiamo deciso saggiamente di rallentare.
Io sono partito dal fondo più fondo perciò grosse velleità non ne avevo, tanto più che a inizio anno nemmeno avevo programmato di fare questa GF. La cosa che mi ha sorpreso più di tutte è che ho fatto la discesa del Gavia in completa solitudine, solo qualche km prima di Bormio sono riuscito ad agganciare un gruppo. Ecco, l'ho trovata molto dispersiva rispetto a tutte le GF che ho fatto, ma partendo dal fondo e con pochi iscritti forse era da mettere in conto.
Traffico: incontrato tappo sul Gavia prima di Sant'Apollonia, a scendere verso Bormio e diverse auto e moto che scendevano dal Mortirolo che doveva essere chiuso in teoria. Però incroci molto bene presidiati.
Una ragazza con la quale ho condiviso gli ultimi km mi ha detto che lo scorso anno non avevano fatto passare dalla ciclabile. Probabilmente ci sono stati dei problemi coi permessi immagino. D'altronde organizzare una GF in posti di montagna come quello porta i suoi bei grattacapi.
A tutto questo ci aggiungo che tra andata e ritorno ci ho messo dieci ore di viaggio di cui la metà fatte in coda.