Provato ieri il percorso!
Discretamente duro, mi sono stancato di più che in alcuni giri sulle alpi di uguale chilometraggio, per l'alternanza incessante di cambi di pendenza, tratti in salita, falsipiani, ecc... che non danno un attimo di tregua. Una rapida descrizione della mia giornata (ovviamente chi pensa di coprire i 168 km a 30 all'ora o più di media può anche non leggere)...

Partenza con il mio amico Francesco da Deiva Marina, prima salita, nel primo tratto pedalabile e a pendenza costante, poi alternata da un po' di pianura. Discesa tecnica su Levanto, poi salita al Passo Termine, primi km ripidi, poi spiana un po'. Comunque una salita che permette di prendere il proprio passo lungo tutti i 500 m di dislivello da superare. In cima a destra per la litoranea delle 5 terre (uno dei posti più belli d'Italia!), falsopiano in discesa, strada stretta e tortuosa, attenzione in gara se si è in gruppi numerosi. Discesa di Volastra, ripida e stretta, poi salita lieve fino alla galleria di Biassa, da qui giù fin quasi alla Spezia. A questo puntio si è circa a 1/3 del percorso, conviene non forzare troppo il ritmo e pensare a quello che verrà dopo. Infatti è la volta di una salita non molto lunga (350m di disl.) ma ripida e completamente sotto il sole. Scollinata la Foce ci aspettano 20 km di pianura fino al bivio per la salita più lunga e sfiancante, la Foce di Veppo. Ieri ho sofferto un po' questo tratto in quanto ho dovuto fare qualche giro per paesi alla ricerca di un bar, una fontana, un negozio di alimentari: la Val di Vara alla domenica sembra il deserto dei tartari. Dopo aver trovato l'unico bar aperto nel raggio di 30 km affronto la salita. Sono circa a 70-80 km percorsi e ho già bevuto 4 litri d'acqua per il caldo opprimente! La foce di Veppo si scala bene fino al paese di Calice: salita costante e ombreggiata. Poi (per me) l'inferno: per salire 700 m di quota se ne faranno almeno 1000 di dislivello, ad ogni curva la strada torna a scendere un pochino, per poi riguadagare quota ora con rampe improvvise, ora con sfiancanti falsipiani. Ma forse era la stanchezza a dare questa impressione. Tra l'altro una frana obbliga a salire per una variante (e poi riscendere) allungando il percorso di 2 o 3 km e circa 100 m di disl. rispetto a quanto scritto sul volantino. Da qui discesa, poi 10 km di pianura, 5 km di lieve salita fino alla galleria di Levanto. Ormai sembra finita, c'è più solo da superare il "dente" di Bonassola, poi il pezzo forte della giornata: S. Giorgio e il Bracco. Sto ancora bene, affronto S. Giorgio con la dovuta rassegnazione ma con discreta andatura. Dopo i primi 100 o 200 m, che sono al 18 % (qualcuno dice al 20) si sale abbastanza bene, a patto di avere un rapporto agile: personalmente preferisco questa salita, ripida ma costante e a tornanti, che la foce di Veppo. Molto duri tutti i primi 2 km, poi spiana un po'. Si sale ancora fino a circa 600 m di quota. Da qui al Bracco c'è un altro tratto infinito di falsopiano, brevi salite e discese che, alla fine della gara, fanno la differenza tra chi è stanco e chi ne ha ancora. Ieri avevo finito il cibo e in questo tratto sono andato un po' in crisi. Mi son ripreso dopo aver limitato un po' l'andatura e son riuscito ad affrontare senza problemi la discesa e gli ultimi 4 km di pianura. Alla fine il mio contakm, che è abbastanza preciso, segnava 168,5 km.