1ª uscita con cardiofrequenzimetro.

renato65

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Ieri ho fatto la prima uscita con cardiofrequenzimetro.
Purtroppo (relativamente alla comprensione dello strumento) ero con degli amici che hanno un'andatura abbastanza turistica, per cui, andando al loro ritmo, anche in salita rimanevo tra i 110 e i 120 bpm.

In un tratto di leggera salita ho accelerato un po', ma senza veramente tirare e mi ero posizionato attorno ai 140 bpm.

Dopo averli lasciati, ho fatto una salita di 10 minuti tirando al massimo (19,5 km/h sul 4,2%) e mi ero assestato attorno ai 165 bpm.

Ho 48 anni, sono al primo anno di bdc e ho fatto 8.000 km.
Sono valori nella media? Ad occhio mi pare di si, ma chiedevo lumi a chi ha più esperienza.
 

Beppeturbo

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A occhio pare di sì, ma a occhio non si va lontani (soprattutto se si è miopi come me :asd:)
Se vuoi adottare il cardio come uno strumento utile per pianificare gli allenamenti, è essenziale che tu faccia una visita sportiva con i vari test di soglia. Diversamente, la consultazione del cardio ha una mera funzione di soddisfare la curiosità o, al limite, di valutare "a spanne" il proprio stato di forma. Comunque con l'esperienza, anche senza una visita, capirai se, faccio per dire, i 160 battiti sono una frequenza che tu puoi mantenere per molto tempo o meno. Ma se si vuole dare un significato più serio ed efficare all'utilizzo del cardiofrequenzimetro, ad un approccio empirico meglio prediligere un approccio scientifico (=visita sportiva con test di soglia)
 
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fabrylama

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Sì, ma la media significa poco.


Senza nulla togliere al tuo discorso, che condivido, se non si anno finalità agonistiche "particolari" ci si può dare al fai da te anche per il test di soglia: un metodo piuttosto condiviso consiste nel prendere una salita di mezz'ora e farla a tutta registrando i battiti, i battiti medi degli ultimi 20 minuti di salita sono la frequenza di soglia anaerobica
 

Beppeturbo

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Magari :asd2:
La mia soglia anaerobica (ottenuta con visita apposita) è esattamente dieci bpm in meno, nelle condizioni da te descritte
 

fabrylama

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Magari :asd2:
La mia soglia anaerobica (ottenuta con visita apposita) è esattamente dieci bpm in meno, nelle condizioni da te descritte

Preciso che la salita di mezz'ora va fatta in allenamento da soli, non in gara*. Magari così le cose tornano?

Cmq non lo dico io, ma joe friel, che ha "una certa esperienza" nel campo.
[URL]http://www.joefrielsblog.com/2011/04/determining-your-lthr.html

*nemmeno in gara contro un virtual partner, quindi sarebbe meglio fare la prova senza guardare il cardio e il contakm.[/URL]
 

vulcan

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il mio consiglio a renato65 è invece quello di prendere il cardio e di riporlo nel cassetto almeno per un bel po' di tempo. Ove ciò non fosse possibile, consiglio di non visualizzare il valore dei bpm durante le uscite ma, eventualmente, con calma a casa.
L'affidabilità del cardiofrequenzimetro sulla prestazione durante l'uscita, se non ci si conosce, lascia il tempo che trova
 

fabrylama

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Beh questo consiglio lo sottoscriverei se renato fosse alle primissime armi con la bdc, io ritengo che 8000km, anche se al primo anno di bdc, siano sufficienti per farsi un'idea delle proprie forze, ora può essere il momento di seguire e analizzare le prestazioni con il cardio.
 

vulcan

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8000 o 20.000 non cambia niente. Non sono i km percorsi che ti insegnano ad interpretare nel loro insieme i segnali del proprio fisico durante le uscite (anche se aiutano). È la volontà di fartlo.
Comunque i valori di renato sono nella norma come sarebbero stati nella norma valori di 180-185 nel tratto tirato. Presi singolarmente sono valori che non dicono niente, ma rischiano seriamente di condizionarti! Invece sono solo un indizio, tra i tanti, della propria condizione in quel momento.
 

fabrylama

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Va bene, ma allora quando si inizia? Magari lui ha già la volontà di farlo...