Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Menu
Home
Forum
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Novità
Nuovi Messaggi
Nuovi media
Nuovi commenti media
Ultime Attività
Nuove inserzioni nel mercatino
Nuovi commenti nel mercatino
Mercatino
Nuove inserzioni
Nuovi commenti
Latest reviews
Cerca nel mercatino
Feedback
Guarda le statistiche
Training Camp
Pianificazione
MTB
Media
Nuovi media
Nuovi commenti
Cerca media
EBIKE
Accedi
Registrati
Cerca
Cerca solo tra i titoli
Da:
Cerca solo tra i titoli
Da:
Nuovi Messaggi
Cerca...
Iscritti
Visitatori online
Menu
Install the app
Installa
Rispondi alla discussione
JavaScript è disabilitato. Per una migliore esperienza di navigazione attivalo nel tuo programma o nella tua app per navigare prima di procedere.
Stai usando un browser molto obsoleto. Puoi incorrere in problemi di visualizzazione di questo e altri siti oltre che in problemi di sicurezza. .
Dovresti aggiornarlo oppure
usarne uno alternativo, moderno e sicuro
.
Home
Forum
Gare
Professionisti
Giro d'Italia
14° tappa 2010
Testo
<blockquote data-quote="ilGallus" data-source="post: 2253048" data-attributes="member: 8084"><p>Concordo al 100%. Siamo lontani anni luce dai noiosissimi giri degli ultimissimi anni, come quello del 2008 vinto dal Ragionier Contador non facendo assolutamente nulla che non fosse controllare pigramente altri ragionieri un po' più imbranati nel fare i calcoli. O quello vinto da Di Luca, con nessuno degli avversari disposto ad attaccarlo veramente.</p><p>Ma, soprattutto, stiamo rivivendo la fase del ciclismo più vero, e non parlo di quello eroico o di quello (troppo sovrastimato, a mio parere) di Bartali e Coppi, ma il ciclismo di Moser, Saronni, Hinault, Battagli, Merckx e Gimondi, che non si risparmiavano nemmeno nelle volate di gruppo, che si davano battaglia anche in tappe pianeggianti, che erano capaci di distacchi di minuti anche su salite non impossibili.</p><p>Sinceramente i Giri e i Tour in cui per definizione e per mutuo accordo la metà delle tappe sono lasciate a uno sparuto gruppetto di corridori che non hanno nulla a che vedere con il ciclismo delle salite e delle grandi imprese hanno stancato. Che c'entrano i Petacchi, i Cavendish, i Freire, i McEwen con il ciclismo su strada? Sono semplicemete dei formidabili pistard, potentissimi quanto si vuole, ma pistard, a cui per una regola balorda non scritta negli ultimi 15 anni si è concesso di partecipare ad uno sport che con il loro non ha niente a che vedere, di fare qualche bella performance con la complicità del gruppo, e di ritirarsi quasi con spregio alla prima salitella alpina, o di finire al 159° posto a tre ore dalla maglia rosa, continuando ciononostante a essere considerati come dei protagonisti della corsa (una corsa a tappe!), e magari guadagnando in premi e sponsor dieci volte di più di chi arriva magari ad un onestissimo (ma assolutamente anonimo) 8° posto a 5 minuti dal vincitore.</p><p>La fuga dei big nella tappa di Porto Recanati è stata fantastica, cose che si vedevano IN OGNI TAPPA anche solo negli anni 70 e 80, almeno finchè non sono arrivati gli specialisti a rovinare tutto. E lo sprint di Basso alla fine della tappa di oggi sembrava una scena surreale... allora non è vero che è fermo in volata, era tutto un bluff, vero Ivan? <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/icon_mrgreen.gif" class="smilie" loading="lazy" alt=":mrgreen:" title="Icon Mrgreen :mrgreen:" data-shortname=":mrgreen:" /></p><p>Avanti così, e anche la tappa dell'Aquila a questo punto acquista un senso. Chi pensa che le tappe collinari debbano essere lasciate ai velocisti o ad attaccanti senza nessuna pretesa di classifica è avvisato: in questo Giro, e spero anche al prossimo Tour, bisognerà pedalare più forte di tutti per vincere, su ogni campo, in salita, in pianura, in collina, in discesa... o si rimarrà con un palmo di naso a chiedersi come si è potuto quasi perdere un Giro a vantaggio di qualche perfetto sconosciuto, come probabilmente accadrà. :angrymod:</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="ilGallus, post: 2253048, member: 8084"] Concordo al 100%. Siamo lontani anni luce dai noiosissimi giri degli ultimissimi anni, come quello del 2008 vinto dal Ragionier Contador non facendo assolutamente nulla che non fosse controllare pigramente altri ragionieri un po' più imbranati nel fare i calcoli. O quello vinto da Di Luca, con nessuno degli avversari disposto ad attaccarlo veramente. Ma, soprattutto, stiamo rivivendo la fase del ciclismo più vero, e non parlo di quello eroico o di quello (troppo sovrastimato, a mio parere) di Bartali e Coppi, ma il ciclismo di Moser, Saronni, Hinault, Battagli, Merckx e Gimondi, che non si risparmiavano nemmeno nelle volate di gruppo, che si davano battaglia anche in tappe pianeggianti, che erano capaci di distacchi di minuti anche su salite non impossibili. Sinceramente i Giri e i Tour in cui per definizione e per mutuo accordo la metà delle tappe sono lasciate a uno sparuto gruppetto di corridori che non hanno nulla a che vedere con il ciclismo delle salite e delle grandi imprese hanno stancato. Che c'entrano i Petacchi, i Cavendish, i Freire, i McEwen con il ciclismo su strada? Sono semplicemete dei formidabili pistard, potentissimi quanto si vuole, ma pistard, a cui per una regola balorda non scritta negli ultimi 15 anni si è concesso di partecipare ad uno sport che con il loro non ha niente a che vedere, di fare qualche bella performance con la complicità del gruppo, e di ritirarsi quasi con spregio alla prima salitella alpina, o di finire al 159° posto a tre ore dalla maglia rosa, continuando ciononostante a essere considerati come dei protagonisti della corsa (una corsa a tappe!), e magari guadagnando in premi e sponsor dieci volte di più di chi arriva magari ad un onestissimo (ma assolutamente anonimo) 8° posto a 5 minuti dal vincitore. La fuga dei big nella tappa di Porto Recanati è stata fantastica, cose che si vedevano IN OGNI TAPPA anche solo negli anni 70 e 80, almeno finchè non sono arrivati gli specialisti a rovinare tutto. E lo sprint di Basso alla fine della tappa di oggi sembrava una scena surreale... allora non è vero che è fermo in volata, era tutto un bluff, vero Ivan? :mrgreen: Avanti così, e anche la tappa dell'Aquila a questo punto acquista un senso. Chi pensa che le tappe collinari debbano essere lasciate ai velocisti o ad attaccanti senza nessuna pretesa di classifica è avvisato: in questo Giro, e spero anche al prossimo Tour, bisognerà pedalare più forte di tutti per vincere, su ogni campo, in salita, in pianura, in collina, in discesa... o si rimarrà con un palmo di naso a chiedersi come si è potuto quasi perdere un Giro a vantaggio di qualche perfetto sconosciuto, come probabilmente accadrà. :angrymod: [/QUOTE]
Riporta citazioni...
Verifica Anti SPAM
Invia risposta
Home
Forum
Gare
Professionisti
Giro d'Italia
14° tappa 2010
Alto
Basso