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16a TAPPA 2021 Sacile - Cortina d'Ampezzo
Testo
<blockquote data-quote="Francutio" data-source="post: 6964315" data-attributes="member: 66417"><p>Sicuramente cambia e non è bello che succeda in corsa (intendo durante lo svolgimento del Giro), questo sì, purtroppo le tappe alpine al Giro si fanno a maggio e il rischio meteo a maggio c'è sempre</p><p></p><p></p><p></p><p>Beh, allora bandiamo anche le compatte e imponiamo il 25 come pignone più grande, così li vediamo arrancare per bene in salita e sembrano ancora più eroi. Eliminiamo i rifornimenti e l'assistenza tecnico al seguito e ognuno si arrangia in autonomia. Se ne possono fare di pensate per rendere le corse più di sopravvivenza eh.</p><p></p><p>Il professionismo di per sé è spingersi oltre i propri limiti, per me non c'è bisogno di far stressare ulteriormente gli atleti con ore e ore di freddo e acqua, discese rese più pericolose di quello che già sono (si buttano giù comunque sempre come pazzi, ma farlo tremanti è peggio), così come non c'è bisogno di arrivi in volata a gruppo compatto pieni di ostacoli urbani.</p><p></p><p>La Roubaix quella è, il pavé te lo aspetti e decidi se affrontarlo o meno, può piovere e rendere la corsa diversa ma non si viaggia a 2000 metri e l'impatto sul fisico è minore.</p><p></p><p>Le sconnessioni fanno parte del gioco ma è evidente che non ci possano essere dei tratti da MTB. C'è sempre un limite insomma e mi pare giusto spostarlo verso la maggior tutela possibile dei corridori.</p><p></p><p>Vale lo stesso per gli amatori peraltro (relativamente a meteo, rapporti, modo di affrontare le discese, ecc), il ciclismo è godibilissimo anche senza esasperazioni, però c'è sempre il commento alla <em>che fighetta</em> in canna, nel 2021 anche basta dai.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Francutio, post: 6964315, member: 66417"] Sicuramente cambia e non è bello che succeda in corsa (intendo durante lo svolgimento del Giro), questo sì, purtroppo le tappe alpine al Giro si fanno a maggio e il rischio meteo a maggio c'è sempre Beh, allora bandiamo anche le compatte e imponiamo il 25 come pignone più grande, così li vediamo arrancare per bene in salita e sembrano ancora più eroi. Eliminiamo i rifornimenti e l'assistenza tecnico al seguito e ognuno si arrangia in autonomia. Se ne possono fare di pensate per rendere le corse più di sopravvivenza eh. Il professionismo di per sé è spingersi oltre i propri limiti, per me non c'è bisogno di far stressare ulteriormente gli atleti con ore e ore di freddo e acqua, discese rese più pericolose di quello che già sono (si buttano giù comunque sempre come pazzi, ma farlo tremanti è peggio), così come non c'è bisogno di arrivi in volata a gruppo compatto pieni di ostacoli urbani. La Roubaix quella è, il pavé te lo aspetti e decidi se affrontarlo o meno, può piovere e rendere la corsa diversa ma non si viaggia a 2000 metri e l'impatto sul fisico è minore. Le sconnessioni fanno parte del gioco ma è evidente che non ci possano essere dei tratti da MTB. C'è sempre un limite insomma e mi pare giusto spostarlo verso la maggior tutela possibile dei corridori. Vale lo stesso per gli amatori peraltro (relativamente a meteo, rapporti, modo di affrontare le discese, ecc), il ciclismo è godibilissimo anche senza esasperazioni, però c'è sempre il commento alla [I]che fighetta[/I] in canna, nel 2021 anche basta dai. [/QUOTE]
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