Si parla spesso di specializzazione, giusta, non giusta,io penso di aver fatto bene a 16 anni a decidere cosa fare con la bicicletta,in salita non andavo bene malgrado il tentativo fatto al primo anno da allievo dove avevo fatto progressi, ma se in una salita di 10 km prendevo 2 minuti invece di 5 non e' che scollinavo molto vicino ai miei compagni di squadra,da qui la scelta e da 2 anni lavoro tutto in funzione della pista e riesco a dere fastidio ai migliori del mondo della mia categoria e non mi pento della mia scelta; ho vestito la maglia azzurra, sto' girando il mondo e la pista mi piace da morire.
Leggevo i commenti e sono d'accordo sul fatto che niente si inventa, un esempio: Napolitano quando decise di fare i mondiali molta gente pensava che avrebbe fatto il bello e cattivo tempo ed invece non e' andato neanche a medaglia, possiamo mettere i migliori stradisti a fare il quartetto ma da australiani e soci becchiamo 20 secondi.... cosa ne pensate???
Andrea Prati
Ciao Andrea, seguo i tuoi risultati e spero prima o poi di incontrarti in qualche velodromo, mi ha colpito molto il tuo messaggio in quanto mi vengono in mente i ricordi di oltre 20 anni fa, quando alla tua età mi sono ritrovato mio malgrado a fare delle scelte come quelle che stai facendo tu. La passione per la bici da pista, i risultati ottenuti di allora (molto meno dei tuoi... ma non proprio malvagi...), il voler continuare pur sapendo che sarebbe stata una strada difficile. I pistard sono malpagati rispetto agli stradisti...il futuro mi spaventava parecchio. Io allora ho "mollato", non avevo abbastanza determinazione per portare avanti tutte e due le cose insieme e mi sono definitivamente impegnato nello studio. Negli anni in università seguivo i risultati di quelli che erano rimasti dentro... Leggevo della loro presenza alle Olimpiadi, ai Mondiali e ho fatto il tifo per loro. Con orgoglio del signor "nessuno", ciclisticamente parlando, raccontavo agli amici di come in fondo ogni tanto riuscivo a dargli del filo da torcere... Certo quando fai delle scelte così non puoi tornare indietro, ti perdi delle cose. Hai presente il film: Sliding Doors http://it.wikipedia.org/wiki/Sliding_Doors beh!!! la vita è sempre qualcosa di simile. Se non l'hai mai visto questo film noleggialo, è interessante.
Quello che ti consiglio è continuare gli studi, perchè oggi più che mai, anche un ciclista professionista deve sapere molte cose, e dedicati a quello che con passione riesci meglio, ma lascia sempre una porta aperta: ciclismo + studio... il primo un giorno finirà il secondo ti darà da vivere. Poi in un mondo come quello in cui viviamo, fatto di repentini cambi di direzione, saper fare bene molte cose ti aiuterà di certo. In bocca al lupo.



con il cognome che ho che squadra potevo tenere io???